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Ricerca CCM Aris/AGENAS su riabilitazione alle battute finali

La ricerca CCM in tema di riabilitazione che ARIS ha condotto in collaborazione con AGENAS e' giunta alle sue battute conclusive. Vi hanno concorso otto IRCCS e quattro importanti Centri di Riabilitazione.
I dati raccolti vengono in questi giorni condensati nella relazione conclusiva e successivamente verranno presentati e commentati con una iniziativa pubblica.
Una considerazione a monte di questa ultima fase di lavoro merita di essere fatta: la riabilitazione, troppo spesso negletta, e' in effetti una branca della medicina non meno nobile di altre, anzi di particolare complessità e, per molti aspetti - sotto il profilo della medicina personalizzata e partecipata, ad esempio - emblematica di sviluppi metodologici che anche altre specialità farebbero bene a perseguire.
Anzitutto, evocare una funzione - sia, per schematizzare, di ordine neuro-motorio o piuttosto di carattere cognitivo - che non è spontaneamente comparsa nel corso dello sviluppo del soggetto o piuttosto è andata smarrita, non è impresa da poco.
Richiede una conoscenza approfondita del substrato neurofisiologico, della patogenesi che ha condotto agli esiti invalidanti, delle tappe e dei tempi necessari a ricomporne la sequenza corretta.
Occorre, cioè, conoscere a fondo ciò che si riabilita; non basta un approccio meramente empirico ed è, quindi, necessario un rilevante impegno sul fronte della ricerca.
Peraltro, la riabilitazione esige una attitudine sia plurispecialistica in campo medico che di carattere interdisciplinare, di stretta coordinazione, anzitutto, tra intervento sanitario e profilo sociale.
Le competenze fortemente caratterizzate in senso specialistico che vi concorrono devono accettare di essere ricondotte ad una cornice e ad un linguaggio comuni che siano in grado di cogliere il soggetto non settorialmente in ragione dello specifico vulnus più o meno circoscritto che lo ha colpito, bensì nella sua dimensione organica e complessiva.
In questo senso, soprattutto, la riabilitazione ha molto da suggerire anche ad altri ambiti importanti del sapere medico.
Non a caso, del resto, la riabilitazione pretende una attenzione premurosa agli aspetti di continuità - spesso nel tempo medio-lungo - del trattamento clinico-riabilitativo.
E soprattutto vuole una partecipazione motivata ed attiva del paziente al trattamento, dunque una considerazione specifica del suo atteggiamento psicologico, a cominciare da una complicità' con medici e terapisti che lo curano.
Infine, più di altri settori, la riabilitazione non può prescindere dalla coscienza e dalla dimensione etica del suo impegno e deve, nel contempo, confrontarsi costantemente con il contesto sociale e lo stesso quadro economico-produttivo in cui storicamente si pone.
Quindi, una disciplina tutt'altro che marginale, anzi complessa e ricca di implicazioni di grande interesse, anche al di la' del suo perimetro più' immediato.
Per questo ci auguriamo che la ricerca AGENAS-ARIS sia la prima tappa di un percorso che merita di essere ancora approfondito.

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