Notizie dalle sedi regionali

In fase di avvio le iniziative di formazione organizzate dall’Arcidiocesi di Torino.

Il prossimo 23 settembre, nell’Auditorium del Cottolengo, si terrà l’incontro dal titolo: “Icaro? I…care. Bisogni, velleità e cura per una cultura dell’assistenza familiare”. Organizzatori dell’evento, l’Ufficio per la Pastorale della Cultura, l’Ufficio per la Pastorale della Famiglia e l’Ufficio per la Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi del capoluogo piemontese.  

Previsto per il prossimo 14 ottobre il Convegno diocesano “Il mondo dei giovani tra vulnerabilità e benessere”, organizzato dagli Uffici Pastorali Caritas e Salute dell’Arcidiocesi di Torino in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. L’incontro, che avrà come sede il Teatro S. Paolo di Rivoli-Cascine Vica, prevede il rilascio di crediti formativi ECM per tutte le professioni sanitarie.

In programma a Torino, da settembre a dicembre 2017, il Corso di perfezionamento in Pastorale della Salute, organizzato dalla Consulta Regionale per la Pastorale della Salute. 11 le date previste per gli incontri, organizzati nella sede della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. L’evento è rivolto a coloro che hanno frequentato il Corso Biennale di specializzazione in Pastorale della Salute o corsi equipollenti. 42 i crediti ECM previsti, numerosi i temi trattati, dalla pastorale della fragilità alle scelte e ai rischi della professione medica e infermieristica, dai comitati etici alla riabilitazione nella nuova medicina, dalla bioetica alla pastorale clinica.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria organizzativa:

 

Mariella Oggioni

Ufficio Pastorale della Salute – Arcidiocesi di Torino

Tel. 011 5156360

Fax. 011 5156359

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.diocesi.torino.it/salute   

D’ora in poi saranno direttamente le Asl, sulla base delle indicazioni della Regione, a sottoscrivere gli accordi con le strutture private accreditate. Novità anche per il rimborso dei farmaci oncologici: i privati potranno aderire alle gare centralizzate della Regione, in ogni caso la spesa riconosciuta non supererà il prezzo stabilito con i bandi di gara. Saitta: “L’obiettivo è ridurre le liste d’attesa e migliorare la qualità”.
Miglioramento della qualità delle prestazioni erogate, diminuzione della mobilità passiva verso altre regioni, riduzione delle liste d’attesa. Con questi obiettivi la Giunta regionale ha approvato la delibera presentata dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che introduce un nuovo modello per le convenzioni con la sanità privata. Lo stanziamento complessivo per il 2017, spiega la Regione in una nota, resterà lo stesso dello scorso anno. A cambiare sono le regole per l’assegnazione dei budget: saranno d’ora in poi direttamente le Asl, sulla base delle indicazioni della Regione, a sottoscrivere gli accordi con le strutture private accreditate. Una quota delle risorse, il 95%, viene assegnata sulla base del budget 2016, il resto verrà negoziato dalle Asl con le singole strutture in funzione del fabbisogno rilevato, con un tetto massimo del 110% rispetto al valore dell’anno precedente.
“In questo modo noi intendiamo rispondere al meglio alla domanda di salute dei pazienti, qualificando la spesa e rendendo flessibile il budget assegnato – sottolinea l’assessore Saitta -. Nei fatti questa operazione, che è stata oggetto di un confronto approfondito con i rappresentanti della sanità privata, ha come finalità il miglioramento della qualità e la riduzione delle liste d’attesa”.
Saranno monitorate dalla Regione tutte le prestazioni erogate. In particolare, verrà riservata una quota supplementare di premialità alle strutture che forniranno uno standard di qualità elevato, a quelle che contribuiranno alla riduzione della mobilità passiva verso le altre regioni e alle strutture che aumenteranno la mobilità attiva.

L'infermiere di comunità e di famiglia si estende sempre più. Dopo la sperimentazione avviata nel Cuneese, il modello Co.N.S.E.N.So. (Community Nurse Supporting Elderly in a changing Society) sarà adottato anche in altre realtà del Piemonte. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alla Sanità, ha approvato con una delibera la ratifica delle sperimentazioni parallele al Progetto, riconoscendo la valenza strategica della figura dell'infermiere di famiglia e comunità per potenziare l'offerta di servizi territoriali e domiciliari.

Mentre nei Comuni montani dell'Asl Cn1 le iniziative si sono concretizzate nelle visite a domicilio e nella creazione di ambulatori della salute dedicati in particolare alla popolazione ultrasessantacinquenne e alle persone in condizione di cronicità, nell'Asl unica di Torino si punta sull'home visiting per mamma e bambino, nell'Asl di Novara sull'infermiere dedicato alle famiglie, nell'Asl Vco sull'educazione terapeutica dei malati cronici, nell'Asl TO3 sulla gestione integrata per utenti affetti da Broncopneumopatia cronico ostruttiva e nell'Asl di Asti, come nella Cn1, a iniziative per i pazienti in situazione di fragilità.

In sostanza, il modello viene adattato a seconda delle esigenze e delle necessità del territorio, sempre con un occhio di riguardo a situazioni di fragilità e di sostegno alle fasce più deboli.

L'assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta,  ha presentato un piano per il governo delle liste d'attesa. Si tratta di un documento che intende mettere al centro le esigenze del cittadino con l'obiettivo di dare una risposta efficace al fabbisogno di prestazioni attraverso l'attuazione, in una logica sistemica, di differenti strumenti normativi e organizzativi quali il Dpcm di aggiornamento dei Lea - di prossima pubblicazione in Gazzetta - il Piano Nazionale delle Cronicità, il Cup unico Regionale e la ricetta dematerializzata. L'attuazione del piano prevede quale primo step la condivisione dello stesso con tutti gli attori coinvolti nel Ssr a partire dalle associazioni dei cittadini fino agli erogatori privati. Questi ultimi avranno 20 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni. Ne serviranno di più (120) per la definizione del bacino territoriale di competenza entro il quale saranno erogate le prestazioni sulla base della loro complessità.
Questo significa che per la bassa e media complessità saranno le aree distrettuali a prendersi carico del paziente e, mano a mano che aumenta il livello di complessità, si amplia il bacino entro il quale ottenere le prestazioni fino a giungere ad un livello regionale o sovra-regionale (vedi il caso dell'adroterapia). Altro elemento di novità è rappresentato dall'individuazione del responsabile delle liste d'attesa all'interno delle aziende territoriali. Spetterà ai vari direttori sanitari ricoprire questo delicato compito. Inoltre è prevista la separazione tra i primi accessi e la presa in carico delle cronicità sul modello della regione Toscana (modello open access).

Convegno all’Auxologico sulla Legge Gelli

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