Notizie dalle sedi regionali

A tempo di record, bando alla fine di maggio e progetti arrivati il 19 giugno, la Regione ha approvato i primi 60 corsi per Operatore socio sanitario (Oss). E’ stata fissata al 26 luglio la data della selezione per l’accesso ai corsi che partiranno entro fine settembre 2017 e consentiranno di formare 1.800 nuovi Oss a disposizione delle strutture e dei servizi socio sanitari e socio assistenziali del Veneto.

Si tratta di un primo pacchetto dei quasi 180 corsi previsti per il triennio 2017-2019 e che assicureranno entro il 2020 quasi 5.300 nuovi operatori qualificati per il territorio regionale. La Giunta regionale ha stabilito il numero di operatori necessari e i territori in maggiore difficoltà grazie alle indicazioni fornite dalle associazioni delle case di riposo e delle strutture private operanti in Veneto (Uripa e Uneba, in particolare).

I 60 corsi di questa prima sessione sono ripartiti equamente in una decina per ciascuna delle province venete, con l’eccezione di Belluno (4 corsi) e Rovigo (3).

Una volta ottenuta la qualifica di operatore socio-sanitario è possibile trovare impiego presso le Aziende Ulss, le Aziende Ospedaliere, le Ipab., le strutture sanitarie o socio-sanitarie private autorizzate e accreditate dalla Regione del Veneto.

Entro dicembre si concluderanno anche i corsi che la Regione ha autorizzato a favore dei ragazzi in possesso del diploma di Stato per tecnico socio sanitario e che consentiranno loro di conseguire anche la qualifica per Oss. Sono circa 250 i ragazzi in formazione e dopo una breve fase di teoria, in estate è prevista la gran parte dei tirocini.

“Quando il territorio richiede un intervento rapido ed efficace, la Regione sa attivare tutte le proprie energie e rispondere in tempi brevissimi”, sottolinea l’assessore regionale alla Formazione, Elena Donazzan. “Grazie alla collaborazione con i colleghi Coletto e Lanzarin, assessori alla sanità e al sociale, siamo riusciti a coinvolgere tutti gli attori del territorio, dai sindacati alle associazioni datoriali, per costruire uno strumento tagliato sulle esigenze dei territori: sia i numeri degli operatori da formare che le sedi dei corsi non ce le siamo certo inventate, ma sono state il frutto di un lavoro di squadra”. Le sedi dei corsi e le informazioni utili, sono disponibili sul sito www.cliclavoroveneto.it.

La Regione Veneto istituisce una specifica impegnativa di cura domiciliare per i malati di Sla. Con provvedimento proposto dall’assessore al Sociale, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale assicura un assegno mensile sino a 2 mila euro alle oltre 500 persone affette da sclerosi laterale amiotrofica in Veneto, unificando in un unico contributo fondi statali e fondi regionali. Lo annuncia la Regione in una nota. L’importo mensile dell’assegno Sla sarà modulato sulla base della gravità della patologia certificata e dell’indicatore di reddito (Isee).  I beneficiari del contributo Sla dovranno comunicare ogni anno, entro il 30 giugno, la propria posizione reddituale per conservare il diritto all’assegno.

Sono in arrivo 6,4 milioni di euro per pagare gli assistenti alla comunicazione e all’autonomia agli studenti con disabilità sensoriali del Veneto. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, il riparto del contributo assegnato alla Regione Veneto per le funzioni non fondamentali svolte dalle Province.

 

E la figura dell’assistente alla comunicazione, del cosiddetto ‘lettore’,  dopo la riforma Delrio, rientra appunto tra le funzioni socio-educative e sociali che la Regione ha affidato per il 2016 alle province. Dal 2017 questa funzione verrà svolta direttamente dalla Regione “Confermiamo l’impegno assunto quest’anno con le Province, gli operatori e i rappresentanti delle famiglie – dichiara l’assessore Lanzarin – Il riparto dei 6,4 milioni del finanziamento 2016 destinato alle Province venete e alla città metropolitana per l’ assistenza agli alunni disabili dà copertura alle spese per un servizio ausiliario indispensabile per l’integrazione sociale e scolastica di oltre tremila minori”.

 

Il contributo assegnato dalla Regione Veneto per il 2016  ammonta a 304.228 euro per la provincia di Belluno, 1.101.425 per la provincia di Padova, 442.076 per la provincia di Rovigo, 1.061.958 per la provincia di Treviso, 1.210.336 per la provincia di Vicenza, 1.261.145 per la provincia di Verona e 1.216.178 per la città metropolitana di Venezia. Ne beneficiano gli assistenti o lettori di studenti non vedenti e audiolesi e i servizi di supporto organizzativo agli alunni portatori di handicap o in situazione di svantaggio e ai figli minori riconosciuti dalla sola madre.

 

“Il riparto del contributo nazionale – fa presente l’assessore – ci consente di chiudere la partita con le Province, che per il 2016 ha richiesto un impegno di spesa complessivo pari a 12 milioni di euro. Dal prossimo anno sarà la Regione a gestire le competenze sociali che appartenevano alle Province, compresi i servizi di accompagnamento e ausilio per gli studenti disabili sensoriali. Ed è nostro impegno assicurare continuità a famiglie e studenti, individuando un modello omogeneo di servizi per tutto il territorio regionale”.

Documentazione

Il DDL concorrenza approvato in Senato


Il  Senato ha approvato in via definitiva il Ddl Concorrenza. “Questo passaggio – ha commentato Federico Gelli, responsabile sanità del PD -  rappresenta un ulteriore tassello verso la piena operatività della legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure. ... continua

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