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Adeguamento, messa a norma e implementazione tecnologica delle strutture di Asl e Aziende ospedaliere

Adeguamento, messa a norma e implementazione tecnologica delle strutture di Asl e Aziende ospedaliere. Questi i nodi cruciali del Piano per l'Edilizia sanitaria del Lazio, finanziato da uno stanziamento totale di oltre 264 milioni di euro tra fondi statali e regionali per un totale di 87 cantieri. Un flusso consistente, quasi 30 milioni di euro, è destinato alla ristrutturazione delle rete perinatale con lavori che riguarderanno ostetricia, nido, i reparti di terapia intensiva neonatale e pediatria, i consultori, il blocco parto. Nel complesso si tratta della terza fase degli investimenti previsti ai sensi dell'art.20 della legge 67/88. La ripartizione prevede 99.665.911,53 per le Aziende ospedaliere (S. Giovanni Addolorata, S. Camillo – Forlanini, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, INMI, S. Andrea e Ifo); 123.114.988,19 per tutte le Asl di Roma e provincia; 41.660.190,00 per le Asl delle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Il governatore, Nicola Zingaretti, ha sottolineato che "finalmente il Lazio investe fondi per l'edilizia sanitaria, dopo che prima dello sblocco aveva accusato forti ritardi nell'utilizzo delle risorse. La costante di questo piano risiede in una particolare attenzione alla rete dei servizi nelle periferie, come dimostrano i 16,7 milioni di euro destinati alla Asl Rm 3 di Ostia e con importanti sforzi a favore del Grassi. Desidero poi evidenziare - ha proseguito - lo stanziamento per l'area di Anzio e Nettuno, che era sempre stata del tutto trascurata". Il presidente ha messo in luce anche i 3,7 milioni per l'ammodernamento del Cto Alesini, "dopo un periodo particolarmente travagliato per questa realtà così importante e lo sgurado ad hoc verso consultori e servizi socilai". A livello più ampio "segnalo l'iniezione di risorse verso i grandi hub della sanità laziale e i 55 milioni per 3 interventi presso il Policlinico Umberto I". Proprio quest'ultimo ha beneficiato dello sblocco di ulteriori risorse, "che portano la cifra totale del piano a 440 milioni". Dopo il rafforzamento infrastrutturale, "che era il grande anello mancante nella catena di restyling della sanità regionale", il prossimo obiettivo è "organizzare una vera e propria guerra alle liste d'attesa, perché occorre costruire quella fase operativa che fornisca ai cittadini la percezione del cambiamento". Il piano rappresenta quindi il vettore principale "per ridurre il gap che il Lazio ha accumulato verso le altre Regioni, durante anni in cui ha pagato salatamente il Piano di rientro - ha riferito il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - Gli interventi oggi illustrati sono possibili in quanto abbiamo registrato la presenza di tutti i requisiti necessari. Ora l'obiettivo è uscire, in 2 anni, dal commissariamento. E, per raggiungerlo, bisogna correre rapidamente e serve un grande sforzo organizzativo". Nel complesso gli investimenti in edilizia sanitaria fruiti dal Lazio "rappresentano un quarto dello stanziamento nazionale". Per Lorenzin "è necessario proseguire all'insegna di questi standard operativi e in particolare continuare il lavoro di rafforzamento della sanità in provincia, dopo anni di errori di programmazione e di depauperamento dell'assistenza”.

Chissà se resterà qualche briciola per il privato accreditato, soprattutto per il no profit…

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