Notizie dalle sedi regionali

“La rivoluzione della sanità pugliese è partita ed è ovunque. La sanità pugliese non è perfetta ma è l’unica, da Roma in giù, a non avere debiti e ad esser gestita secondo i livelli essenziali di assistenza. Pur avendo noi 15mila addetti in meno dell’Emilia Romagna a parità di abitanti e 850 milioni di euro in meno ogni anno per fare le stesse cose. Bene, nonostante tutto ci stiamo riuscendo. Stiamo anche per assumere migliaia di persone perché il blocco delle assunzioni sta per essere superato grazie ai risparmi conseguiti in questi due anni. Questo combattimento, che ho deciso di gestire personalmente anche per dare il senso a tutti dell’importanza che la Regione attribuisce all’intero sistema sanitario (territoriale, ospedaliero e socio sanitario), è importantissimo. Come Presidente di Regione ho compiuto due anni il 2 luglio scorso. Sono soddisfatto e ho una grandissima voglia di continuare a combattere”.
 Ad affermarlo è stato oggi il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in occasione dell’inaugurazione di tre nuovi servizi della Asl di Taranto.

“La Sezione “Centri di Riabilitazione” dell’ARIS Puglia da oggi è più unita e, quindi, più forte. Esigiamo più attenzione da parte della Regione.

Stiamo facendo grandi sacrifici e tanti ne abbiamo fatti in questi anni, spesso ingoiando amaro o

assistendo impotenti ad una produzione normativa che ci ha messo in serie difficoltà, senza che

considerasse l’enorme patrimonio sanitario, scientifico e umano che queste strutture

rappresentano”. Queste le dichiarazioni di fr. Francesco Colacelli, nuovo responsabile della sezione dei Centri di Riabilitazione per l’Aris Puglia, nel corso del primo incontro con i centri pugliesi.

Ai responsabili delle strutture riabilitative della Regione, riuniti a San Giovanni Rotondo, presso il presidio “Gli Angeli di Padre Pio”, della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, il religioso ha manifestato la volontà di programmare le riunioni successive secondo un calendario itinerante, in modo da coinvolgere via via ogni centro presente sul territorio regionale.

Fulcro della sua relazione il mancato adeguamento Istat delle tariffe di remunerazione delle prestazioni riabilitative in Puglia, tra le più basse d’Italia e ferme al 2007, con conseguenti disagi per le strutture associate, che non sono in grado di sostenere i costi non coperti dalle tariffe.   

Sono …“migliaia gli operatori che assistono centinaia di migliaia di particolari e delicati

utenti – ha continuato frà Colacelli -  e che oggi chiedono a gran voce più attenzione da parte degli organismi istituzionalmente

preposti, prima fra tutti, la Regione Puglia e l’Assessorato alla Salute, che invito formalmente a

partecipare alla nostra prossima riunione, per ascoltare direttamente tutte le problematiche che

investono quotidianamente chi opera nel nostro particolarissimo ambito”.

Al termine dell’incontro il neopresidente ha illustrato le linee programmatiche che intende portare avanti nel corso del suo mandato:

 

  • organizzazione in rete delle strutture riabilitative ARIS Puglia ai fini scientifici, formativi,

scambio di dati e di esperienze, ricerca, pubblicazioni;

  • più attenzione alla comunicazione associativa efficace e, per questo, alla realizzazione di

convegni e tavole rotonde a carattere regionale con il coinvolgimento attivo delle

associazioni degli utenti e delle loro famiglie, che potranno organizzarsi in rete anch’esse;

  • più presenza sui tavoli istituzionali per seguire la produzione normativa regionale di

settore;

  • realizzazione e condivisione di un database dove far affluire tutti i dati delle strutture

associate, ciò rappresenterebbe una vera “certificazione” del reale fabbisogno di prestazioni

riabilitative in Puglia;

  • istituzione di 2 commissioni di sezione, una scientifica/sanitaria e l’altra

gestionale/amministrativa per l’approfondimento delle tematiche che, di volta in volta,

saranno poste alla loro attenzione. Le commissioni saranno costituite da due componenti per

struttura associata, individuati tra gli esperti del settore;

  • l’istituzione di un comitato etico regionale per tutte le strutture.

 

La creazione di un dipartimento delle ASL pugliesi dedicato alle cronicità con il compito specifico di sovrintendere il percorso assistenziale. E’ questa la proposta avanzata dall’ARIS durante l’audizione in Commissione riorganizzazione RSA del Consiglio regionale della Puglia. Come è noto la Regione sta esaminando la proposta di legge sulle RSA il cui obiettivo è l’istituzione di un’unica tipologia di struttura. Al centro della discussione in audizione, alla quale hanno partecipato anche altre sigle sanitarie, sono stati i livelli assistenziali previsti all’interno della struttura, la previsione di una fascia di alta, media e bassa intensità, avendo come riferimento le esperienze di Lazio e Lombardia che prevedono rispettivamente tre e quattro tipologie nella stessa struttura.

Si ricorrerà ai voucher per gestire gli 800 nuovi posti letto per l’assistenza socio-sanitaria, infermieristica e riabilitativa che nasceranno nelle Rssa pugliesi per effetto della nuova legge quadro sugli accreditamenti della sanità privata. Grazie ai voucher i pazienti, o le loro famiglie, potranno scegliere la struttura più adeguata per le cure necessarie, provocando così un effetto-concorrenza destinato a evitare monopoli. E’ la novità di maggiore rilievo contenuta nel Ddl approvato, all’unanimità, dal consiglio regionale, avrà carattere sperimentale, per il biennio 2017-2018, e a regolarlo sarà un regolamento che la giunta regionale si darà entro questa estate. Saranno poi le Aziende sanitarie locali a contrattualizzare le strutture in possesso dei requisiti utili per soddisfare la domanda che sarà determinata dal regolamento. Questo nuovo strumento dovrebbe avere un impatto annuo, sulle casse regionali, di circa 4 milioni calcolando il costo di euro 5.000 a voucher per gli 800 posti letto destinati, vista la natura lunga delle prestazioni riabilitative da assicurare, ad altrettanti pazienti. Con la nuova legge vengono così colmate alcune lacune interpretative ed applicative riguardanti la competenza; vengono definite le procedure autorizzative e di accreditamento e stabiliti limiti alla trasferibilità della titolarità dell’autorizzazione all’esercizio e accreditamento, sicché gli accreditamenti non si potranno trasportare da un luogo all’altro in Regione, ma realizzarsi nell’ambito della stessa Asl per non alterare l’offerta di quel servizio in quel determinato territorio. Nuove regole anche per la verifica periodica dei requisiti minimi, sulla cui permanenza e sull’assenza di cause di decadenza dall’autorizzazione all’esercizio, vigilano gli organi competenti.
Obbligatoria  la comunicazione dell’eventuale stato di crisi occupazionale e il ricorso a forme di ammortizzatori sociali, con la relazione dello stato di crisi e delle misure da adottarsi. Riguardo poi alle autorizzazioni vengono individuate meglio le tipologie di strutture sottoposte anche ad autorizzazione alla realizzazione (oltre che ad autorizzazione all’esercizio), e per l’accreditamento istituzionale di strutture già autorizzate all’esercizio dell’attività sanitaria, occorrerà presentare l’istanza alla regione. Per le strutture che, alla data di pubblicazione della legge, siano già in possesso della verifica del fabbisogno territoriale e dell’autorizzazione regionale all’esercizio, l’accreditamento è subordinato ad apposita richiesta e all’esito positivo dell’istruttoria.L’accreditamento ottenuto è però revocabile se si accerta il non rispetto degli obblighi retributivi e contributivi.

Documentazione

Il DDL concorrenza approvato in Senato


Il  Senato ha approvato in via definitiva il Ddl Concorrenza. “Questo passaggio – ha commentato Federico Gelli, responsabile sanità del PD -  rappresenta un ulteriore tassello verso la piena operatività della legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure. ... continua

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