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DoS attack, cioè un attacco di diniego-di-servizio (attacco DoS) è un cyber-attacco in cui il perpetratore cerca di rendere non disponibile ai potenziali utenti della stessa (quindi non funzionante) una risorsa di rete o una rete di risorse disattivando temporaneamente o indefinitamente i servizi di un host connesso a Internet. La negazione del servizio viene normalmente effettuata “inondando” la macchina o la risorsa mirata con richieste superflue nel tentativo di sovraccaricare i sistemi e impedire che alcune o tutte le richieste legittime siano soddisfatte.

In un attacco “distributed-denial-of-service”, DDoS, cioè un attacco di diniego di servizio distribuito, il traffico in arrivo che “inonda” la singola macchina o la rete di risorse proviene da molte fonti diverse. Questo rende impossibile arrestare l'attacco semplicemente bloccando una sola fonte.

Un attacco DoS o DDoS è analogo a un gruppo di persone che affollano la porta o il cancello di un e non consentono ai soggetti legittimi di entrare nel negozio o nel business, interrompendo le normali operazioni.

I responsabili criminali degli attacchi DoS spesso mirano a siti o servizi ospitati su server web di alto profilo come banche o gateway di pagamento con carta di credito, qualche volta anche strutture con dati sanitari. Le motivazioni possono essere diverse: la vendetta, il ricatto, l'attivismo etc...

L’UESG di ARIS sta lavorando per proporre a brevissimo delle soluzioni specifiche in merito e la possibilità di effettuare periodici test di vulnerabilità.

Per chi nel frattempo volesse divertirsi a seguire i principali attacchi DDoS giornalieri in tutto il mondo li può trovare a questo link: http://www.digitalattackmap.com/#anim=1&color=0&country=ALL&list=0&time=17422&view=map

Le banche italiane, hanno perso nell'ultimo anno gran parte del proprio valore in borsa a causa della grande quantità di crediti inesigibili nei propri bilanci, stanno cercando di sistemare i propri conti e lentamente tornando ad una situazione più solida dei propri patrimoni.

Grazie anche all’intervento della BCE e dei nuovi sistemi di controllo introdotti dall’Unione Europea (l’Unione Bancaria), le banche del continente ora devono rispettare dei parametri in modo da tutelare il risparmiatore.
MPS che era il malato più grave del Nostro sistema creditizio, sembra si stia pian piano riprendendo anche se – ad oggi – è praticamente in mano per il 60% allo Stato italiano.

 

 BANCA

 CET 1

 Bper

 13,80%

 Credem 

 13,70%

 Intesa San Paolo

 12,70%

Banco Bpm

 12,30%

 Mediobanca

 12,27%

 Credito Valtellinese

 11,78%

 Unicredit

 11,49%

 Ubi Banca

 11,48%

 Cariparma

 11,40%

 Banca Carige

 11,40%

 Popolare di Sondrio

 11,09%

 Deutsche Bank

 11,25%

 Monte dei Paschi di Siena

 8,17%

 

Classifica Banche operanti in Italia 2017, per Total Capital Ratio ( Rapporto tra il patrimonio totale e le attività ponderate per il rischio)

BANCA

TOTAL CAPITAL RATIO

Intesa San Paolo

17%

Mediobanca

15,74%

Bper

15,21%

Credem

15,20%

Unicredit

15,08%

Deutsche Bank

14,43%

Ubi Banca

14,10%

Banca Carige

13,80%

Popolare di Sondrio

13,68%

Cariparma

13,30%

Credito Valtellinese

13,02%

Monte dei Paschi di Siena 

13,40%

Banco Bpm

 

 

I fari a led stanno man mano sostituendo le precedenti tecnologie di illuminazione: consumano poco, durano a lungo ed emettono una brillante luce bianca che facilita la visione.

Secondo i medici dell'American Medical Association, però, ci sono anche dei seri lati negativi che non stanno nella tecnologia, ma nel fatto che vengono generalmente impiegate lampade che emettono una luce troppo bianca e molto, molto meno "morbida" di quella emessa dalle tecnologie precedenti.

Non è soltanto una questione di gusti: una temperatura di colore troppo sopra i 3.000 K contiene una componente troppo grande di luce blu, con una corta lunghezza d'onda, e ciò ha diversi effetti sulle persone e sugli animali.

Il primo di questi effetti è un influsso negativo sui ritmi circadiani: si stima che la luce emessa dai Led di notte sia cinque volte più efficace, rispetto alle lampade al sodio, nell'eliminare la melatonina.

Il corpo viene in pratica spinto a credere che sia mattina anche se è sera ed è necessario addormentarsi. Di qui, tutta una serie di problemi legati al sonno che è facile immaginare.

C'è di più: alcuni medici sostengono che una continua esposizione a luci tanto fredde, come avviene quando un'intera città è illuminata a Led, possa causare danni alla retina e contribuire a una perdita della vista temporanea o anche permanente. Problemi simili sono sofferti anche dagli animali: le luci brillanti confondono gli uccelli, disturbandone i percorsi migratori ma anche i ritmi seguiti per il nutrimento e il sonno.

Senza dimenticare che le varie luci che troviamo nelle città - non soltanto quelle per l'illuminazione stradale - contribuiscono alla scomparsa del cielo notturno davvero buio, creando una sorta di "giorno permanente": ma gli uomini non sono fatti per vivere in un ambiente così.

Gli esseri umani - spiegano i medici americani - sono abituati a luci con maggiori componenti gialle e rosse: sia per quanto riguarda la luce naturale del sole (che pure a mezzogiorno supera i 5.000 K, ma ovviamente varia nel corso della giornata), sia per quanto riguarda quella artificiale. E, di notte, il buio aiuta il riposo.

Quindi oggetto della valutazione medica è la temperatura colore scelta dal cliente che acquista il Led, non il Led in sè.

Peraltro, bisogna tenere conto che molte aziende con centinaia di plafoniere molti anni fa hanno scelto i tubi a neon a luce freddissima (6500K) per meglio verificare la loro tipologia di produzione e nessuno per decenni ha sollevato obiezioni.

Meglio tardi che mai, come è successo per molti materiali e specifiche di dispositivi di cui anni addietro non si è sollevato nessun rilievo.

La Comunità Europea sta emanando una norma per l’illuminazione stradale in cui indica i 4000K la luce corretta per l’illuminazione (stradale), attribuendo alla luce più fredda, di qualsiasi tecnologia sia, pur illuminando di più, una maggiore difficoltà visiva soprattutto a carico di chi ha disturbi di vista.

Suggeriamo a tutti gli Associati di tenere conto di quanto sopra nell’acquisto di qualsiasi tipologia di illuminazione sia per la salute di tutti coloro che ci lavorano, sono temporaneamente “ospiti” o vi vivono per anni, e non solo nell’ambito sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale, ma per ogni utilizzo ne facciano in qualsiasi ambito di loro gestione, responsabilità e convivenza.

Come si può leggere sul Sito della SIAE (https://www.siae.it/it/utilizzatori/altri-servizi-bollini-certificazioni-dati-e-statistiche/copia-privata/copia-privata ) nella sezione “esenzioni” al punto 2  “supporti vergini (cd-r e dvd-r) destinati al settore medicale”, la SIAE promuove specifici protocolli  (rivolti ad imprese commerciali: fabbricanti, importatori, distributori) aventi ad oggetto l’esenzione dall’applicazione e pagamento SIAE del compenso di copia privata sui supporti  cd-r e dvd-r utilizzati da soggetti pubblici o imprese private che operano in campo medicale ed utilizzano tali prodotti nell’ambito dell’attività diagnostica strumentale. Non sono tanto le Strutture Sanitarie (in quanto cliente del fornitore del supporto), ad essere in esenzione da Siae ma lo sono rispettivamente il distributore, importatori e  fabbricanti. La normativa vigente prevede, infatti, che il protocollo di esenzione sia rivolto a tutte le imprese commerciali quali fabbricanti, importatori, distributori, che cedono i supporti vergini a soggetti pubblici o privati che operano in campo medicale ed utilizzano i prodotti per l’attività di diagnostica medica strumentale.

Chiaramente, come sempre visto che però è la struttura sanitaria a farne uso con i suoi assistiti, la stessa dovrebbe verificare che questa esenzione sia effettivamente applicata da chi vi fornisce i cd.

Si invitano pertanto gli Associati che facciano uso di cd per le finalità sopra espresse a verificare che il proprio fornitore abbia ottenuto per voi l’esenzione e si rimane a disposizione per ogni chiarimento.

Prendersi cura degli anziani, e più in generale dei più deboli, è “una scelta di civiltà”, un’istanza etica che coinvolge un insieme di valori: l’empatia, l’altruismo, il dono, il bene individuale e comune, il benessere e la qualità della vita. Recenti ricerche in neurobiologia, hanno dimostrato che “Prendersi cura” degli altri, in maniera operosa e feconda, superando la mera ipocrisia da predicatori, genera effetti su alcune aree e neuroni del cervello coinvolti nel benessere e nell’altruismo.

La qualità di una società si misura anche dal rispetto, e dalle conseguenti attenzioni, che vengono rivolte verso i più deboli come gli anziani, i malati ed i bambini. Da questo punto di vista l’assistenza professionale, pur in una logica di supplenza, determinata dal fatto che la cura dovrebbe essere svolta all’interno della famiglia, assume una valenza di “pietas” perché sublima il seppur semplice ma indispensabile servizio di cura.

Scopo principale dell’assistenza è garantire e, conservare il più a lungo possibile, un'ottimale qualità della vita, indipendentemente dall'autonomia individuale; per coloro i quali si trovano in condizioni di parziale o totale dipendenza, l'assistenza assume un'importanza capitale che si esplica principalmente con l'igiene che ha un primo diretto effetto sulla pelle. Questo organo serve al corpo umano per fornire protezione agli organi interni da eventuali germi, ma anche per liberare l’organismo dalle scorie espulse attraverso il sudore; fornisce il senso del tatto e regola la temperatura corporea. È fondamentale quindi mantenerla pulita ed asciutta per fare in modo che continui a rimanere sana. Ciò si ottiene con un metodo antico ed efficace al tempo stesso: il bagno, che determina un duplice effetto di sussidio terapeutico ed igiene. Ma il bagno offre anche altri vantaggi: ritempra le forze, determina benessere psicofisico, grazie al rilassamento muscolare, e allevia gli stati dolorosi migliorando la circolazione periferica.

Senza dubbio, assistere una persona con limitazioni al lavaggio, richiede competenza e strumenti adeguati, perché le comunità degli ospiti presso centri di assistenza sanitaria o altre strutture, rappresentano una variegata galleria di condizioni psico-mentali molto diverse tra di loro. Da questo punto di vista definire il livello di autonomia è uno strumento utile per individuare le potenziali differenze e stabilire il livello di assistenza adeguato che è necessario garantire. Prescindendo dalle capacità psico-motorie di un ospite l'assistenza sanitaria professionale deve porsi come obiettivo lo stimolo delle abilità motorie e nel corso del tempo, al progressivo peggioramento, rispettare le passività.

Per chi si prefigge di realizzare prodotti per il lavaggio assistito, affiancare progettisti, installatori ed operatori sanitari, rappresenta una fondamentale attività al fine di cogliere le peculiarità e le necessità di chi quotidianamente agisce in ambiti tanto specifici, con il fine di tradurre quanto acquisito in prodotti utili, pratici ed usabili.

La vicinanza al cliente, in particolari realtà come gli Ospedali, o le strutture socio-assistenziali, è insito nella cultura della Ponte Giulio e rappresenta il valore aggiunto dell’azienda.
In base alle informazioni e ai dati, acquisiti in fase di analisi, si definiscono le linee guida che consentiranno di completare la progettazione i cui disegni esecutivi, una volta effettuate le operazioni di installazione, verranno archiviati e custoditi da Ponte Giulio.

Per attuare queste procedure è necessario proporre soluzioni operative, rappresentate e definite con il termine generico di “Ambiti”; ogni proposta ha lo scopo di soddisfare situazioni di vita e di lavoro che quotidianamente si realizzano, sia in ambito ospedaliero sia socio-assistenziale.
Dare una risposta ad ogni necessità, dalla più complessa alla più semplice, è l’impegno quotidiano di Ponte Giulio.

Potete trovare una presentazione di quanto sopra alla seguente url:

http://www.pontegiulio.it/articoli/vetrine/collezione_bagno_professionale.html

 

E scaricare la relativa documentazione a questa url:

http://www.pontegiulio.it/pontegiulio/cataloghi-in-pdf.html

 

 

Report di funzionamento per un impianto di trigenerazione in utenza sanitaria da 200 posti letto; dati registrati fiscalmente riportanti i reali costi e benefici ottenuti nel corso di un esercizio annuale. Il beneficio economico conseguito per l’Utente è stato altamente premiante e sottolinea la validità della generazione elettrica con recupero di calore. L’intervento è stato progettato, eseguito e gestito da ATET S.r.l.; il beneficio economico ottenuto è a totale appannaggio del Cliente. L'intero report è scaricabile da questo link 

Files:
Report di funzionamento impianto trigenerazione 18-04-17
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Report di funzionamento per un impianto di trigenerazione in utenza sanitaria da 200 posti letto; dati registrati fiscalmente riportanti i reali costi e benefici ottenuti nel corso di un esercizio annuale. Il beneficio economico conseguito per l’Utente è stato altamente premiante e sottolinea la validità della generazione elettrica con recupero di calore. L’intervento è stato progettato, eseguito e gestito da ATET S.r.l.; il beneficio economico ottenuto è a totale appannaggio del Cliente. L'intero report è scaricabile da questo link 

Report di funzionamento impianto trigenerazione 18-04-17
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Copma ha sviluppato il Sistema PCHS in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. I risultati delle ricerche sono stati oggetto di
pubblicazioni scientifiche internazionali.

Sotto potete scaricare un nuovo articolo scientifico realizzato a cura dell’Università degli Studi di Ferrara (CIAS - Dipartimento di Scienze Mediche - Dipartimento di Architettura) -Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara (Dipartimento di Controllo e Prevenzione Infezioni e Gestione del Rischio).

Copma Sistema PCHS Test scientifico 2017
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