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Obbligo di audit energetico anche nella sanità e nelle strutture religiose entro il 5 dicembre 2015

Il decreto legislativo 102/2014 ha imposto l’obbligo, in capo alle imprese che rientrano in determinati criteri, di redazione periodica (quadriennale) di un audit energetico.

Fino all’emanazione delle linee guida di questo decreto si pensava che il mondo religioso in generale, incluse anche tutte le attività ad esso connesso, fossero esonerate da quest’obbligo ma in realtà non è sempre così.

I criteri di identificazione di “grande impresa” sono essenzialmente due: 1) avere un numero di dipendenti superiore a 250; 2) avere un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e un attivo di bilancio superiore ai 43 milioni di euro.
Le comunità religiose che svolgono attività commerciali e le strutture sanitarie, nel caso abbiano un’unica partita IVA per tutte le loro attività o gruppi di esse, sono a tutti gli effetti considerabili grandi imprese (definibili “grandi imprese multisito” in ragione appunto della dislocazione spaziale delle diverse strutture su tutto il territorio nazionale) nel caso in cui il personale effettivo da loro impiegato sia superiore a 250 unità.

Per personale effettivo si considera il personale impiegato a tempo pieno, a tempo parziale o su base stagionale e comprende le seguenti categorie:
- i dipendenti; - le persone che lavorano per l’impresa (inteso come soggetto giuridico intestatario della P. IVA), ne sono dipendenti e, secondo la legislazione nazionale, sono considerati come gli altri
dipendenti dell’impresa; - i proprietari-gestori; - i soci che svolgono un’attività regolare nell’impresa e beneficiano di vantaggi finanziari da essa forniti.

Gli apprendisti con contratto di apprendistato e gli studenti con contratto di formazione non sono considerati come facenti parte degli effettivi. Non è inoltre contabilizzata la durata dei congedi di maternità o parentali.
Gli effettivi sono espressi in unità lavorative-anno (ULA).

Chiunque abbia lavorato nell’impresa, o per suo conto, durante l’intero anno di riferimento conta come unità. I dipendenti che hanno lavorato a tempo parziale, i lavoratori stagionali e coloro che non hanno lavorato tutto l’anno devono essere contabilizzati in frazioni di unità. 

Ai fini dell’obbligatorietà stabilita dalla norma è necessario considerare i dati relativi agli ultimi 2 anni precedenti al 2015, cioè il 2013 e il 2014.

Sono inoltre obbligate alla diagnosi energetica le imprese a forte consumo di energia o energivore iscritte all’elenco annuale istituito presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico ai sensi del Decreto Interministeriale del 5 aprile 2013. L’impresa energivora è esonerata dall’obbligo di esecuzione della diagnosi energetica nel caso in cui adotti uno dei sistemi di gestione volontaria di cui all’art. 8 comma 1, secondo periodo (EMAS, ISO 50001, EN 14001), a condizione che il suddetto sistema di gestione includa un audit energetico realizzato in conformità con i criteri elencati all’allegato 2 al Decreto Legislativo 102/2014.

Qualora si rientri nei parametri sopra menzionati, la scadenza per la redazione e consegna ad ENEA dell’audit energetico è il 5 dicembre.

Qualora si ritenga, o si abbia il dubbio di essere, soggetto obbligato, le aziende convenzionate con Aris che trovate al link www.arisassociazione.it/ufficio-economico/convenzioni.html effettuano valutazioni gratuite al fine di stabilirlo univocamente, e nel caso di svolgimento dell’audit sono in grado di realizzare un audit accurato con la miglior competenza e probabilmente con prezzi tra i più bassi del mercato.

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