Alla Triennale di Milano si apre una mostra  - The Beauty of Imaging - di grande interesse. Concepita come un rassegna storica sull’esplorazione del corpo umano tra anatomia intesa come “analisi scientifica” ed anatomia vissuta come “emozione estetica” che ispira pittori e scultori, contiene un messaggio anche per chi vive nel disincanto del tempo post-moderno.

La scienza misura, quantifica, descrive, spiega, analizza, sminuzza, trasferisce su un piano di osservazione oggettiva ciò che l’artista coglie nell’immediatezza dell’ispirazione, eppure non necessariamente nega né tradisce quest’ultima.

Analogamente la “visione” dell’artista non è mai così astratta da non poter suggerire percorsi ed indagini che incalzano anche lo scienziato.

Il corpo umano dunque visto come luogo privilegiato in cui arte e ricerca scientifica incrociano o sovrappongono, l’uno all’altro, i loro rispettivi linguaggi. Scoprendo che non sono reciprocamente alternativi ed incomponibili, bensì al contrario leggibili in controluce e convergenti,  nella ricchezza sontuosa e nella dignità dell’umano.