Pio XII in uno storico radiomessaggio  alla Chiesa siciliana definì la Sicilia Terra di “martiri e di santi”. Il martirio è effettivamente un aspetto fondamentale e fecondo  nella vita e per la storia della Chiesa. Del resto una Chiesa senza martiri sarebbe una Chiesa sterile.

Oggi però il termine martirio si è esteso non solo all’interno della Chiesa  ma anche al di fuori di essa e si rapporta con la società. In questi giorni ricordiamo uomini come  Falcone, Borsellino e Livatino, figli illustri della Sicilia, patrimonio  di tutta l’Italia, del mondo intero. Martiri per la giustizia,  che hanno dato testimonianza con la qualità della loro vita, con la ricchezza dei loro valori, con l’impegno professionale profuso, radicati come erano in una profonda esperienza di fede sino al dono totale della loro stessa vita. Martiri per la giustizia perché uomini liberi, lontani da ogni compromesso, nemici di poteri ambigui, disponibili a rischiare tutto pur di contribuire a costruire una società più giusta. E hanno pagato con il sangue. Oggi con l’Italia e con il mondo intero vogliamo ricordare questi martiri senza retorica, espressione altissima del senso di una vera “cultura del dono”.

Don Vincenzo Sorce

Magistero

Il comandamento della prossimità responsabile

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