Elemento costitutivo di ogni impegno nel prendersi cura delle persone fragili, ammalate, è il benessere dell’operatore, da saper cogliere in termini personali unitamente alla dimensione professionale.

E’ interessante quanto affermava Henri Nouwen: “L’operatore è un guaritore ferito. E’ la persona, uomo, donna, che proietta e realizza la propria vita in termini di servizio, di impegno per la guarigione degli altri”.

In tutto questo l’operatore non può prescindere dalla sua umanità, dalla sua fragilità, dalle sue ferite. Prendersi cura degli operatori è garantire una migliore qualità dell’umanità dell’uomo. Guarirsi per guarire, curarsi per prendersi cura. E’ responsabilità di tutti, è responsabilità delle nostre strutture. Per umanizzare la sanità occorre rispondere alle domande di senso, agli aspetti etici e bioetici degli operatori, dei “guaritori feriti”.