Carissimi,

la nostra Associazione sta attraversando un momento di delicata transizione. I tempi sono quelli che sono, li conosciamo tutti. Come tutti conosciamo le difficoltà che le nostre istituzioni hanno dovuto affrontare e ancora stanno affrontando. Incognite, ma neanche troppo, quelle che ci attendono dietro l’angolo. Inutile nasconderci il fatto che di questo delicato e prolungato momento abbia risentito anche la struttura associativa e dunque ci siamo visti costretti a decidere, in sede di Consiglio nazionale prima e Assemblea generale successivamente, di prorogare le cariche istituzionali sino al momento dell’avvenuta approvazione dello Statuto e quindi dell’indizione dell’Assemblea elettiva.

Non vi nascondo che accettare di proseguire è stata una scelta non facile e non priva di sacrifici. Chi ha preso parte ai Consigli Nazionali, in particolare a quello del 19 dicembre 2013, sa bene che ero contrario a prorogare il termine per l’indizione dell’Assemblea elettiva, anche perché i tempi di svolgimento coincidevano con la celebrazione del Capitolo Generale della mia Congregazione. Dopo di allora molti responsabili delle strutture associate (e non solo) mi hanno manifestato forti preoccupazioni per il difficile momento che attraversa l’Associazione, sollecitando un ripensamento, vista la necessità di assicurare la continuità in un momento di così importante transizione. D’altra parte avevamo risposto all’invito espresso dai Superiori maggiori delle Congregazioni fondatrici dell’Associazione - integrate con altri enti e Congregazioni particolarmente rilevanti per numero di strutture e volume di attività – di iniziare un cammino di rinnovamento per rendere lo Statuto dell’associazione più aderente alla mutata realtà istituzionale del Paese. Davanti alla volontà espressa all’unanimità dall’assemblea generale del 30 settembre 2014 siamo tornati sui nostri passi e, per puro senso di responsabilità, siamo andati avanti.

Ora però è necessario prendere tutti insieme coscienza del cammino da compiere. La complessa situazione politico-economica che investe il mondo intero ha determinato difficoltà enormi nei rapporti istituzionali. E’ stato difficile anzi spesso impossibile trovare punti di riferimento certi in una situazione in continua evoluzione. In alcuni casi poi ci abbiamo messo del nostro per complicarci la vita, offrendo tra l’altro esempi non certo luminosi da parte di alcuni pochi associati, di intrecci con politici e personaggi molto lontani dai nostri carismi e dunque dai nostri obiettivi. Comportamenti, questi, che hanno finito per gettare ombre su tutto il nostro mondo. Forse è il caso di cominciare a riflettere seriamente sul come evitare certi rischi, a riflettere su cosa effettivamente possiamo fare per stringerci compatti e solidali con chi è in difficoltà, in quello spirito associativo che dovrebbe essere alla base del nostro stare insieme. Così potremmo anche dare un senso alla domanda che spesso provocatoriamente ci poniamo: “Perché la gente dovrebbe scegliere di rivolgersi a noi?”.

Continuiamo pure a puntare sulla competenza, sulla professionalità, sulla formazione, sull’aggiornamento costante, sull’impegno nel servizio, sulla motivazione del personale… ma se viene a mancare quel valore aggiunto che si chiama consapevolezza dei nostri saldi valori evangelici difficilmente riusciremo a presentarci come una eccellente rete alternativa di assistenza all’uomo malato. Quante volte nei nostri incontri gonfiamo il petto sventolando la bandiera della “nostra identità”. Ma restano belle parole. E’ giunto il momento di chiederci quanto crediamo noi stessi a questa “nostra identità” e quanto siamo disposti a fare per difenderla senza continuare a sacrificarla sull’altare dell’autoreferenzialità. Siamo realmente animati da valori condivisi, quelli che abbiamo ereditato dai nostri Fondatori e Fondatrici e che, in origine, hanno costituito l’anima delle nostre strutture? Vogliamo veramente fare rete, rinunciando magari a interessi di parte per favorire il bene comune? E anziché continuare a puntare su rivendicazioni varie non sarebbe forse il caso di rimboccarci le maniche e intraprendere strade nuove?

L’Associazione ha tutte le buone intenzioni necessarie per affrontare la via del rinnovamento. Ma, come insegna il detto popolare, con le sole buone intenzioni non si va da nessuna parte; quindi abbiamo deciso di avviare una fase di riorganizzazione. Lo abbiamo fatto anche per rispondere al desiderio manifestato recentemente in questo senso dal Consiglio nazionale. Abbiamo perciò costituito un gruppo di lavoro, presieduto dal vice presidente Pietro Nicolai, formato dai coordinatori delle diverse sezioni dell’Associazione o da loro delegati. E nell’attesa che si concluda l’iter per l’approvazione del nuovo Statuto, si è anche deciso di convocare una riunione dei Superiori e delle Superiore maggiori (cioè quella che il nuovo Statuto definisce Consulta dei Superiori Maggiori) per comunicare loro come intendiamo muoverci in questo periodo di transizione, secondo le indicazioni scaturite dal gruppo di lavoro costituito, e per accogliere loro eventuali indicazioni. E, sempre per rispondere alle indicazioni del Consiglio nazionale, oltre a decidere di sostenere e incrementare le attività già in atto del Centro Studi, Comunicazione, Formazione, Lavoro-Sindacale e Economico-Servizi, è in corso l’attivazione di un ufficio di consulenza fiscale. Trattative in questo senso sono state già avviate con uno studio specializzato in materia fiscale attinente alle nostre strutture. E’ inoltre già operativo nella fase sperimentale il nuovo sito dell’Associazione curato dall’ufficio comunicazione. E’ stato scelto un sistema estremamente semplice in modo tale da consentire ai presidenti regionali e ai responsabili delle diverse sezioni, nonché ai membri del Consiglio nazionale, di inserire autonomamente le proprie informative. Da parte mia invito caldamente ad usare questa opportunità per consentire quella circolazione di informazioni necessarie a costruire finalmente, con fatti concreti e non solo con belle parole, una vera rete tra di noi. Sarà utile per tutti. Vi segnalo anche la pubblicazione di una Newsletter per una più rapida diffusione di informazioni da parte della sede centrale, con collegamento al sito stesso per approfondimenti.

Un’altra domanda ricorrente è quella di poter usufruire di una rassegna stampa. Un’esigenza questa che l’ufficio comunicazione, per la verità, ha da sempre manifestato. Il servizio richiede un impegno economico non indifferente per questo ci si è orientati verso un partenariato con altre istituzioni in modo tale da dimezzarne i costi.

Stiamo attraversando una fase eccezionale, strategicamente decisiva, che dovrà dare effettivo impulso operativo alla realizzazione e alla sperimentazione delle iniziative e non limitarsi a produrre ulteriori documenti, da aggiungere a quelli (peraltro ottimi) già elaborati dai Coordinatori nazionali di settore per la riorganizzazione e il potenziamento dell’attività dell’Associazione. Una volta definite le iniziative chiederemo agli associati di fornire contributi e proposte, nonché di segnalare eventuali esperti da cooptare nelle commissioni specifiche.

Andiamo dunque avanti e, come sempre, cerchiamo di restare uniti per superare insieme le difficoltà che troveremo ancora sulla nostra strada. Un augurio, una speranza. Grazie.

 

                                                Fr. Mario Bonora