“Abbiamo perso un amico importante che ci è stato sempre vicino”. Ha lasciato un vuoto profondo, Fabrizio Frizzi, anche nel mondo della fragilità. Lo esprimono soprattutto i ragazzi del Centro Speranza di Fratta Todina, ai quali il presentatore era legato da sincera amicizia. Questi ragazzi hanno voluto, in un comunicato, “rendere pubblico il loro dispiacere per aver perso un amico così importante e così vicino”.

Tutti nel centro dedicato alla cura e al trattamento di varie forme di fragilità, ricordano con affetto un professionista serio, gentile, dal tratto garbato, attento ai bisogni degli altri, sempre rispettoso del pubblico al quale il suo lavoro era diretto. Un lavoro portato avanti senza sbavature, senza eccessi, con quella misurata, ma genuina cordialità che ha colpito persone, come gli ospiti del Centro Speranza, che, scevri spesso da sovrastrutture comportamentali, sanno intuire forse più degli altri la limpidezza d’animo. Una dote questa, che i ragazzi, le suore e gli operatori della struttura gli riconoscono appieno nel “bene fatto nella gratuità anche per le persone più fragili”. Frizzi, infatti, ha sempre trovato tempo e modo di impegnarsi nel campo della solidarietà, conducendo per anni La partita del cuore, o raccontando pubblicamente di aver donato il midollo, invito che rivolse a tutti gli italiani. Nel 2004 partecipò alla Camminata della Speranza, una manifestazione organizzata dal centro per porre all’attenzione dell’opinione pubblica i bisogni e i diritti delle persone fragili, e nel 2008 fu presente al debutto dei ragazzi nel musical “Le cenerentole”, al Teatro Comunale di Todi. Un rapporto, quello dei bambini e i ragazzi del Centro Speranza con il presentatore, che si è consolidato negli anni, e che è stato portato avanti, da entrambe le parti, con semplicità e purezza di cuore, anche lontano dalle luci della ribalta.

Quando Frizzi fu ricoverato per un’ischemia cerebrale, ci fu uno scambio di messaggi, e Fabrizio rassicurò i giovani ospiti del centro scrivendo: “Carissimi, vi ringrazio per i messaggi di vicinanza…ora sto un po’ meglio e spero di guarire. Un abbraccio a tutti voi. Fabrizio”.

Ora ai ragazzi, e a tutti noi, rimane un caro ricordo, di un gentiluomo affabile, mai sopra le righe, che ha saputo arrivare, con semplicità, al cuore di molti, guadagnandosi anche l’affetto di ragazzi che sanno dare valore alle piccole grandi cose della vita. Con altrettanta semplicità e affetto sincero quei ragazzi lo porteranno ancora nel cuore, mentre continueranno a salutarlo così: “Ciao Fabrizio, la tua sincera amicizia è la migliore eredità che potevi lasciarci”.