“I nuovi governanti del nostro Paese non dovranno comunque dimenticare che una società degna per l’uomo, e che voglia essere riconosciuta come democratica, si costruisce a partire dai più fragili”. E’ stato un messaggio chiaro quello che Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, ha voluto lanciare a chi, prima o poi, sarà comunque chiamato a governare questo Paese. E lo ha fatto in un momento di grande festa per gli ospiti dell’Istituto, la “Festa in Amicizia 2018”. Un appuntamento che si ripete ormai da qualche anno e che coinvolge direttamente l’intera popolazione della cittadina del Serafico in una serie di iniziative ed eventi culturali e sociali. Le parole del Presidente hanno trovato la loro concreta espressione sabato pomeriggio, davanti alla Basilica superiore di Assisi dove centinaia di mani hanno tutte insieme dato forma al più grande “Saio di San Francesco” mai realizzato. Gli improvvisati artisti di strada (ma certamente i più non erano degli sprovveduti), appartenevano a diverse associazioni che si occupano di fragilità nel mondo cattolico e non. Hanno usato materiali diversi, di colori diversi - “I colori della vita” si leggeva non a caso nello slogan della manifestazione - realizzando una composizione talmente suggestiva da rendere effettivamente concreto e penetrante il motivo di fondo della manifestazione stessa, così come lo ha spiegato la Presidente Di Maolo: “Abbiamo voluto spalancare le porte del Serafico a coloro che vivono, o rischiano di vivere, l’emarginazione”. La realizzazione del saio “ci permette di essere tutti uniti, idealmente mano nella mano. Disabili, anziani, immigrati, persone con disturbi psichiatrici, minori senza famiglia, carcerati: tante fragilità che hanno voluto ripercorrere insieme a noi la bellezza del Creato e delle creature, per dar vita a un’opera dedicata al Santo che seppe coniugare l’amore per la giustizia verso i più poveri con l’amore per ogni creatura e per l’intera casa comune. Una fraternità che diventa amore politico”.
Anche quest’anno la Festa in Amicizia si è sviluppata in una tre giorni di iniziative culturali e sociali dedicata al tema “I colori della vita”. Ispirazione per l’edizione di quest’anno è stato l’appello di Papa Francesco a porre al centro dell’attenzione la bellezza del Creato e la necessità della cura della casa comune, creando così una grande occasione di relazione che coinvolge tutti, soprattutto i più fragili. “I colori della vita” è lo slogan scelto per connotare l’intera manifestazione. “Così come i colori fanno prendere vita alla tela bianca di un pittore – hanno spiegato gli organizzatori - ogni persona può animare questa bellezza, ognuno con la propria tonalità, la propria sfumatura e il proprio stile. Ed è dalla volontà di annullare ogni forma di esclusione a favore del consolidamento delle relazioni che è nata l’idea di creare il più grande saio di San Francesco mai realizzato prima, una straordinaria performance artistica che ha rappresentato il cuore pulsante dell’iniziativa”. Ricco come di consueto il programma della Festa. Si è articolato in tre momenti. Venerdì sera lo spettacolo teatrale “ColoRadio”, realizzato dai bambini, dai ragazzi e dagli operatori del Serafico, presso il Teatro Lyrick di Assisi. La musica e il teatro rappresentano per i ragazzi del Serafico gli strumenti per esprimere il loro essere nel mondo. Alla fine dei conti ad andare in scena sono le loro emozioni, che sul palco prendono vita, sono il rumore delle loro difficoltà, il silenzio dei loro momenti di isolamento, lo sforzo di voler comunicare agli altri le sfumature della propria bellezza interiore. E’ evidente che Il laboratorio musicale e teatrale, avviato ormai da tempo al Serafico, lavora per permettere ai ragazzi di salire su un palcoscenico e farsi conoscere, annullando i limiti della disabilità e conquistando quella consapevolezza di vita piena che abbatte la diversità. Lo straordinario impegno dimostrato durante il corso degli anni ha portato i ragazzi a diventare i veri protagonisti che, con sicurezza ed entusiasmo, padroneggiano il palco accanto ad attori, musicisti e ballerini professionisti. La musica e il teatro non evocano un colore solo, ma sono un arcobaleno di colori, così come la vita. È proprio questo il messaggio che si vuole lanciare con lo spettacolo “ColoRadio”, grazie al quale i ragazzi del Serafico andranno alla scoperta dell’importanza che i colori hanno nel mondo; il tutto raccontato e testimoniato in diretta radio con tanti ospiti e colpi di scena.

La performance artistica “Il Saio di Francesco”, svoltasi sabato 26 sul prato della Basilica superiore di ha permesso di raffigurare un San Francesco che abbraccia simbolicamente il mondo. Grazie a centinaia di lavori pervenuti da numerose istituzioni, enti ed associazioni locali e nazionali, è stato possibile realizzare un disegno che è andato ben oltre i 30mq previsti. L’identificazione con il saio di San Francesco è stata un po’ il leit-motiv delle testimonianze offerte dalle associazioni che vivono l’esperienza delle tante povertà e delle tante esperienze di prossimità che il Serafico ha voluto coinvolgere: il mondo della disabilità, gli alunni e gli insegnanti delle scuole, le strutture sanitarie e le case di riposo, le organizzazioni di accoglienza dei profughi, le istituzioni religiose e comunali, i detenuti e le carceri, le famiglie, la gente comune e artisti veri e propri. Un lavoro congiunto che parte dai ragazzi e dagli operatori del Serafico. Dai piedi di San Francesco invece è partita una strada di disegni e di tele bianche, per permettere a tutti quelli che hanno voluto partecipare direttamente e diventare parte integrante dell’opera artistica coordinata da Daniele Procacci, Direttore Artistico del progetto, nonché Production Designer e Art Director di fama internazionale, alla quale hanno contribuito numerosi artisti internazionali provenienti dalle Accademie di Belle Arti di Firenze e Macerata.

A conclusione della manifestazione il tradizionale “Pranzo in amicizia”, svoltosi domenica 27 maggio, all’Istituto Serafico, cui ha fatto seguito la Santa Messa celebrata da Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo della Diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino.

 

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