Si chiama Giulia Grillo, il nuovo Ministro della Sanità del governo italiano. Catanese di 42 anni, è laureata in medicina e chirurgia con specializzazione in Medicina Legale e delle Assicurazioni. Ha seguito un corso sulla programmazione dei servizi sanitari all’Università Cattolica di Roma. La sua attività politica è iniziata nel 2006 con l'iscrizione al Meetup di Catania. E’ stata candidata alle regionali siciliane del 2008 con lista “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”. Successivamente ha partecipato come referente provinciale del M5S di Catania alle regionali siciliane del 2012.

Ha coperto diversi ruoli in Parlamento: portavoce eletta alla Camera dei Deputati. Membro della Commissione Affari Sociali per tutta la scorsa legislatura, è stata anche membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito (dal 12/12/2015) e membro del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati. E’ stata poi Membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere dal 2013 al 2016; membro del Comitato parlamentare sui procedimenti di accusa; membro della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di previdenza e assistenza sociale. Grillo è inoltre stata vicecapogruppo e capogruppo alla Camera dal Giugno al Dicembre 2016. Capogruppo M5S Commissione Affari Sociali dal Marzo 2015 al Giugno 2016.

Come sarà la sanità targata Giulia Grillo? Difficile dirlo con certezza. Si sa per certo che ha partecipato attivamente alla stesura della parte del contratto di Governo che riguarda la sanità. Così come si sa per certo che il suo nome figurava nella lista Di Maio sin dalla prima ora, con destinazione proprio Ministero della Salute. Questo perchè di sanità si è sempre occupata.

Fin dalla XVII legislatura, Grillo si è infatti schierata a difesa di un Servizio sanitario pubblico ed universalistico che riesca a garantire equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Cosa ribadita proprio nel contratto di governo. Nei mesi scorsi la neo Ministra si era dichiarata favorevole all'abolizione totale del superticket criticando le esigue risorse messe a disposizione nell'ultima legge di Bilancio per il suo parziale superamento (60 mln). Nel programma di governo giallo-verde, in realtà, si parla più genericamente di "ridurre al minimo il ricorso al ticket", senza però specificare a quali ci si riferisca. Ad ogni modo, per Grillo l'abolizione del superticket dovrebbe avvenire senza nuovi oneri per lo Stato. I risparmi necessari si dovrebbero ottenere da alcune specifiche misure quali, in particolare, la rinegoziazione del prontuario farmaceutico e la liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

Non è molto propensa alla sanità integrativa, tanto che è nota una sua interrogazione parlamentare proprio a questo proposito, nella quale sottolineava tra l’altro che le agevolazioni concesse alle imprese per il cosiddetto welfare aziendale comportavano meno entrate per le casse dello Stato e questo – aveva detto - deve essere attentamente valutato, soprattutto in questo periodo storico dove il Sistema Sanitario Nazionale è sotto-finanziato. E chiedeva per il l settore dei fondi integrativi un regolamento certo seguendo criteri di trasparenza, efficacia ed efficienza.

“In Italia - spiegava - risultano 8 fondi integrativi sanitari e ben 297 Enti, Casse e Società di Mutuo Soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale. Negli ultimi anni si è avuta una notevole diffusione dell’utilizzo di questi fondi, soprattutto grazie al contributo delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente. Pur riconoscendo i benefici che derivano da questi servizi sanitari, ma che devono limitarsi ad offrire prestazioni di efficacia provata e solo integrative all’attuale offerta del Ssn, la loro notevole diffusione e fruizione da parte dei cittadini deve far riflettere. Ricordo che il settore della sanità integrativa negli anni non è stato oggetto di una disciplina normativa compiuta e coerente. E’ ora di mettere ordine e fare chiarezza per capire verso quale modello di sanità stiamo andando”.

L'obiettivo dichiarato nel contratto di governo è quello di ridurre i tempi di attesa al Pronto soccorso, attraverso l’implementazione di strutture a bassa intensità di cura. La proposta è di delineare percorsi di assistenza e di cura personalizzati e vicini al cittadino oltre che adeguatamente accessibili, riordinare il sistema di accesso alle prestazioni nell’ottica di ridurne i tempi di attesa, eliminare ogni forma di spreco che derivi da una non appropriata organizzazione dei servizi e dell’assistenza e da una governance sanitaria non adeguata, da un mancato ammodernamento tecnologico e digitale del servizio sanitario nazionale. Un richiamo anche all'intramoenia con la precisazione che si dovrà garantire l'assenza di squilibri tra le prestazioni istituzionali e quelle erogate in regime di libera professione, soprattutto con riguardo ai tempi di attesa.
Critica nei confronti della Lorenzin la Grillo per la vicenda vaccini, auspica il superamento del decreto che ha istituito l’obbligo vaccinale, in particolare nella parte riguardante il mancato accesso negli asilo e nelle scuole per l'infanzia di quei bambini non in regola con le vaccinazioni. Non è contraria alle vaccinazioni ma rifiuta l’obbligatorietà totale: punta a sole 4 vaccinazioni obbligatorie lasciando le altre solo come raccomandate.

Ha fatto in passato anche una lunga battaglia per la trasparenza dei prezzi dei farmaci e contro le trattative secretate portate avanti dall'Aifa, in particolare per quei medicinali innovativi per l'Epatite C denunciando spesso “l’asservimento del governo agli interessi della lobby del farmaco rispetto a quelli degli italiani, che hanno sempre più difficoltà ad accedere a servizi sanitari degni di questo nome”. Infine Giulia Grillo si è si schierata al fianco del personale sanitario perchè, come ha spiegato in occasione dello sciopero del dicembre scorso, "è stato la prima vittima sacrificale della contrazione delle risorse che ha colpito la sanità ed ha tutto il diritto di essere ascoltato e di essere trattato bene per la grande missione che svolge, e in questo chiaramente ha il nostro sostegno". "È necessario intervenire immediatamente sul personale – ha aggiunto - perché altrimenti rischiamo di trovarci solo operatori anziani e demotivati, di non avere giovani pronti al ricambio e quindi di non avere chi sostiene la sanità pubblica".

L’augurio è che il nuovo Ministro della Salute prenda presto coscienza anche delle problematiche che riguardano il privato non profit convenzionato, del ruolo insostituibile che esso è chiamato ad interpretare, inserito così come è, a parità di titoli, diritti e doveri, nel SSN, e che finalmente dia seguito alle disposizioni di legge che regolano e assicurano la continuità del servizio paritario che esse sono state chiamate ad offrire al Paese sin dall’atto costitutivo del SSN.

L’ARIS, mentre rivolge al neo Ministro della Salute Giulia Grillo il suo più sincero augurio di buon lavoro, auspica che si realizzino le condizioni per il proseguo di una proficua collaborazione nel servizio al cittadino.