Il Parlamento francese sta per intraprendere un complesso percorso legislativo diretto ad una revisione complessiva dell’attuale legislazione transalpina in materia di bioetica.

A nostro avviso, si tratta di un processo che sara’ bene seguire attentamente anche da casa nostra.

Qui non vogliamo entrare nel merito - avremo modo di farlo seguendo l’iter del confronto parlamentare all’ Assemblee Nationale - dei contenuti preannunciati ed a proposito dei quali condividiamo fino in fondo le prese di posizione già assunte dall’Episcopato francese.

Ci limitiamo per ora ad osservare il rilievo crescente e francamente sempre più irrinunciabile che le questioni eticamente sensibili assumono nelle assemblee legislative, nei Parlamenti, oggi della Francia, ma necessariamente di tutti i Parsi, in modo particolare laddove l’ordinamento istituzionale e’ retto dalle regole della democrazia rappresentativa.

Sarebbe bene, peraltro, che il confronto parlamentare riflettesse, razionalizzasse e sintetizzasse un dibattito largo e diffuso nel più ampio contesto civile di quel determinato Paese.

Ma si impone una domanda su cui intendiamo tornare.

La politica, così’ come la conosciamo oggi, le culture politiche, quelle storicamente consolidate e le più recenti, hanno gli strumenti concettuali appropriati per una sfida del genere?

O devono, anzitutto, preoccuparsi di apprestare gli opportuni ferri del mestiere?

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