Comincia a vedersi qualcosa di nuovo nel mondo della pastorale della salute. Soprattutto  si respira un’aria nuova, di apertura verso tutti i grandi temi che  ruotano intorno al mondo della salute: temi sanitari in generale, clinici in particolare, scientifici ed etici in senso globale.

Tematiche che – come sottolinea il collega Francesco Ognibene su Avvenire -  interpellano direttamente la Chiesa e di conseguenza  le opere sanitarie della Chiesa per la loro capacità di condividere con tutti gli operatori sanitari che contribuiscono a sviluppare quotidianamente la loro missione di servizio all’uomo sofferente.  E’ quanto si è potuto verificare nel corso della XXI edizione del Convegno della CEI sulla Pastorale della Salute organizzato in questi giorni a Caserta. Quattro intense giornate articolate in modo tale da consentire lo svilupparsi di un percorso che ha consentito ai partecipanti di entrare in contatto con tutte le sfaccettature che contribuiscono a disegnare il volto della sofferenza umana. Così come è stato possibile riscoprire la missione di una Chiesa che si offre come compagna di strada per quanti vivono e accettano la sofferenza come ineludibile componente della natura umana. 

Dunque 21 forum tematici (erano in programma 22 ma uno, quello sull’economia, è stato rinviato ad altra data per la coincidenza con la presentazione dell’iniziativa del Papa “Economy of Francisco”) hanno come segnato il cammino delle sessioni assembleari. Le ha volute Don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale della CEDI per la Pastorale della Salute, organizzatore dell’evento, per dar modo  ai diversi responsabili di illustrare  esperienze maturate in associazioni di settore, in ambiente scientifico, clinico, culturale ed etico le quali costituiscono l’humus di quella ricchezza che nasce proprio dal cuore della Chiesa italiana. L’ARIS ha partecipato attivamente ai lavori della Conferenza.

Il Presidente è stato chiamato a dare il proprio contributo, concentrandosi su hospice e terapia del dolore. All’Istituto Serafico di Assisi è stato addirittura assegnato l’incarico di organizzare il forum sulla custodia del creato e quello (poi rinviato) su Economia e carisma. Ciò vuol dire che ormai siamo chiamati a recitare in prima persona una parte importante nel cammino della sanità cattolica in Italia e forse è arrivato il momento di renderci protagonisti nella promozione di una seria e concreta cultura della sanità cristiana, che è una cultura di vita pronta a confrontarsi  e a contrastare la tracotante cultura della morte pronta a sferrare l’ennesimo attacco alla vita umana