“Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”. Forse è passato troppo sotto silenzio  il significato di questa frase scritta sul dono che hanno voluto offrire al Presidente Mattarella i ragazzi con disabilità mentale di una comunità delle Marche. Era scritta su una sedia bianca che lo stesso Presidente ha assicurato conserverà con cura estrema perché  essa rappresenta “il vero senso della convivenza”. Mai prima d’ora un Presidente della Repubblica si era speso tanto per i disabili, visitando più volte centri che se ne prendono cura, citandoli spesso nella sua ricorrente attenzione ai cittadini meno fortunati, esposti a rischi e condizioni di marginalita' sociale. Addirittura, come in questa occasione, traendo dalla loro riflessione, specchio della loro sofferenza, ispirazione per un monito rivolto all’intero Paese. Il Presidente traccia, in tal modo, il profilo dell'Italia che vorremmo ed, anzi - continuiamo ad esserne convinti - dell'Italia cosi' come ancora e' nello spirito e nel cuore degli italiani.

Per parte nostra, in particolare a nome delle decine e decine di nostri associati che quotidianamente si dedicano a questa missione di cura, di bene e di solidarietà, non possiamo che essere grati al Presidente di questa alta lezione di educazione civica. Al contempo vorremmo ricordare tutta l’attenzione che  la Chiesa dedica alle persone con disabilità. Sono noti gli innumerevoli interventi di Papa Francesco – e prima di lui dei suoi predecessori -  in difesa della dignità delle persone con disabilità, espressione della cura e dell’attenzione ad esse riservate dalla Chiesa. 

E’ per noi un modo incoraggiante per avviare un nuovo anno di impegno a tutela degli ultimi.