“Nessuno deve sentirsi escluso, la chiamata è per tutti”. Così il senatore Stanislao Di Piazza, sottosegretario al Ministero del Lavoro con delega per il Terzo settore, durante un incontro al Ministero con una delegazione dell’ARIS, ha voluto ribadire che la riforma del Terzo Settore è un’occasione da cogliere per valorizzare e migliorare l’attuale assetto normativo della Impresa Sociale, affinché esso risulti effettivamente incentivante per le tutte quelle organizzazioni che vogliono mettere a fattore comune, in una prospettiva autenticamente circolare, il loro potenziale assistenziale ed i valori che sono ad esso connaturali.

Una precisazione importante, soprattutto per le istituzioni gestite da enti e congregazioni religiose che operano, spesso in forma di impresa, nel settore sanitario e socio sanitario, le quali si sono rivolte al senatore Di Piazza per esprimergli proprio la sensazione di sentirsi escluse dalla chiamata a far parte del ‘nuovo’ terzo settore così come la riforma, oggi sembra volerlo prefigurare. Si tratta di un gruppo eterogeneo di attori economici e sociali - presenza storica e dall’impatto rilevante sia in termini economici e di occupazione che di stimolo valoriale  - che auspicano di poter preservare la loro identità nell’aderire alla riforma. Affinché essa possa essere ‘luogo’ accogliente anche per i loro carismi.

 Il Sottosegretario Di Piazza, stimolato dalla prospettiva di piena adesione di intenti formulata dal Presidente dell’ Aris, P. Virginio Bebber, ha raccolto con entusiasmo l’invito a iniziare un cammino di reciproca fiducia e collaborazione, istituendo un tavolo di lavoro intorno al quale ragionare su alcuni elementi imprescindibili perché la riforma dia garanzie di continuità ad una presenza istituzionale così importante, fattiva e generosa, in un ambito essenziale del nostro sistema di welfare. Senza particolarismi o interessi di parte, come ha precisato il direttore generale dell’ARIS, Mauro Mattiacci.

Il Senatore Di Piazza, condivisa anche questa sollecitazione, ha offerto piena disponibilità di ascolto a proposte, come egli personalmente e questo Governo intendono fare, per orientare l’intera nostra società verso scenari di economia civile e di sussidiarietà.

La riforma, ha detto in sostanza, vuole unire, rispettando tutte le diverse identità, coloro che si riconoscono nell’impegno solidale e motivato. Il pluralismo è anch’esso un valore da preservare e da difendere, nel rispetto dei principi di libertà di iniziativa e dei doveri di sussidiarietà sanciti dalla costituzione. Di conseguenza la proposta della crezione normativa delle imprese di comunità, presentata in Senato lo scorso dicembre, sarà una riposta a questa chiamata. Il Sottosegretario Di Piazza e il Presidente Padre Bebber hanno concluso congiuntamente, augurandosi proficua, concreta e reciproca collaborazione.