Carissimi associati,

Grazie. Ho sentito forte l’impulso di rivolgermi a tutti voi per dirvi innanzitutto un grande, grandissimo grazie. Grazie per quello che state facendo. Grazie per i sacrifici che sopportate con amore. Grazie per la testimonianza cristiana che date nel soccorrere il fratello malato e afflitto. Grazie per l’immagine del volto vero della Chiesa che diffondete nel Paese. Grazie per avermi reso orgoglioso di appartenere ad una grande famiglia come l’ARIS. Grande soprattutto perché capace di ritrovarsi unita nel momento delle difficoltà e dell’emergenza.

Vorrei essere vicino ad ognuno di voi, anche solo per confortarvi. Sto anche io attraversando un momento pieno di difficoltà, come potete ben capire, nella mia casa. Come saprete Cremona è una tra le città più martoriate. Qui in casa abbiamo pagato un prezzo altissimo con la scomparsa, oltre che di un confratello che ha speso tutta la sua vita nelle missioni, del caro dr. Leonardo Marchi, Direttore Sanitario e mio stretto e fraterno collaboratore. Ma vi assicuro che, nonostante il grande lavoro quotidiano e tutte le difficoltà che dobbiamo superare per sopravvivere insieme ai nostri malati, vi seguo con grande attenzione grazie alle notizie che vengono rilanciate quotidianamente dal nostro ufficio comunicazione.

So dei riconoscimenti che vi giungono da più parti, dai nostri Vescovi in particolare; ma so anche delle enormi difficoltà che incontrate per la mancanza del dovuto sostegno da parte di chi dovrebbe assicurarvelo. Abbiamo protestato, per questo, a tutti livelli: dal Presidente del Consiglio, ai ministri, al Capo Dipartimento della Protezione Civile attraverso lettere e campagne di stampa. Qualche cosa si sta muovendo.

Nell’aprire il mio cuore al ringraziamento penso soprattutto ai vostri e nostri carissimi medici, agli infermieri e a tutto il personale che ci affianca in questa dura battaglia, senza cedere di un millimetro, anche a costo di dover compiere grandi sacrifici personali,  e di dover affrontare, seppur con coraggio, il pericolo di perdere la loro stessa vita. Invoco su di loro, unendomi spiritualmente al Santo Padre, la benedizione e la grazia del Signore, nella certezza che il loro sacrificio non sarà vano come non è stato vano il sacrificio del Figlio di Dio sulla croce.

Vi voglio bene e vi stringo tutti in un fraterno amorevole abbraccio

Padre Virginio