L’operatore sanitario che rifiuta di vaccinarsi contro il Covid 19 può essere allontanato dal lavoro.

E’ quanto si legge nella sentenza emessa dal Tribunale di Belluno - prima sull’argomento – che respinge il ricorso d’urgenza promosso da 10 lavoratori di una RSA veneta, allontanati dal lavoro in conseguenza del loro rifiuto di sottoporsi alla vaccinazione.

Nel caso di specie, i lavoratori – rivendicando il diritto, in assenza di un obbligo di legge, a scegliere liberamente di non vaccinarsi, senza che tale scelta determini un pregiudizio nei loro confronti – si dolevano della collocazione in ferie d’ufficio da parte del datore di lavoro, provvedimento adottato in ragione del loro rifiuto di vaccinarsi.

Nella sentenza il giudice ha considerato l’obbligo di protezione dell’imprenditore - dettato dall’art. 2087 c.c. - che gli impone l’adozione di tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità dei propri dipendenti.

Di queste misure, oggi, fa parte anche il vaccino anticovid, di cui – si legge nella sentenza – è ormai notoria l’efficacia.

Essendo i lavoratori impiegati in mansioni a contatto con persone che accedono al luogo di lavoro e, quindi, trovandosi a rischio contagio, la loro permanenza sul luogo di lavoro determinerebbe una violazione, da parte del datore di lavoro, dell’obbligo di protezione. Di conseguenza il loro allontanamento dal servizio, a parere del giudice, non solo appare legittimo, ma finanche doveroso.

Una sentenza di fondamentale importanza, su un argomento molto dibattuto e di estrema attualità, che prende una posizione chiara e coerente con l’impianto normativo esistente, affermando il diritto/dovere del datore di lavoro di adottare tutte le misure volte a rendere concreta tale tutela, finanche allontanare dal luogo di lavoro il dipendente che non possa (sia pure per sua libera scelta) essere sottratto al rischio.

Un primo punto fermo che si muove a tutela del lavoratore stesso che non intende vaccinarsi, ma che contemporaneamente protegge i pazienti che con detto operatore entrano in contatto.

Vedremo in un prossimo futuro se tale pronuncia costituirà l’inizio di un orientamento costante o se verrà disattesa da altri Tribunali.