E’ scontro aperto tra Regione Campania e il comparto riabilitativo e socio-sanitario privato. Dopo l’ennesimo rinvio di un incontro chiarificatore sulla mancata applicazione di accordi per la corretta applicazione del D.D 83/2020 e il previsto aggiornamento delle tariffe sancite dall’art. 26  -  incontro che era stato fissato, dopo tanti tentativi falliti,  per il 4 giugno prossimo -, le associazioni di categoria denunciano senza mezzi termini la “politica disinteressata dei pazienti e dei lavoratori da parte delle autorità regionali della Campania” e minacciano rappresaglie.  Tra l’altro si tratta di un rinvio “sine die” che va ad aggiungersi ad una lunga serie di inadempienze, da parte della regione, che si protraggono da anni – 12 secondo le associazioni che protestano, tra le quali l’ARIS rappresentata da dottor Accardi, responsabile del settore CDR dell’Associazione – e che finiscono per danneggiare  una larga parte della popolazione più fragile. Una fascia  tra l’altro spesso addirittura fuori dal campo di assistenza diretta della Regione,  la quale - sostengono  le proteste -,  addirittura non intende neppure riconoscere  chi svolge quel ruolo assistenziale in sua vece.

Di qui la rabbia delle organizzazioni di categoria  dalle quali arriva anche qualche avvisaglia su presunti atteggiamenti di clientelismo a favore di un paio di centri  riabilitativi e socio-sanitari legati a personaggi  facilmente riconducibili ad alte sfere regionali.

La protesta, concludono le organizzazioni stesse, sarà dura.