Giornata di festa per la Fondazione Don Gnocchi che con grande orgoglio ha annunciato l’inaugurazione di un nuovo reparto di neuropsichiatria infantile al Centro S.Maria della Pace di Roma. Molto ricco e vario il parterre dei partecipanti all’evento tra i quali il Presidente Nazionale dell’Aris Padre Virgino Bebber. Il direttore generale della Fondazione Don Gnocchi Francesco Converti ha iniziato il suo intervento partendo proprio dalla storia della Fondazione ripercorrendo le tappe di Don Carlo Gnocchi che ha dedicato l’intera vita ai più deboli, ascoltando il loro bisogno e le loro fragilità.

Il titolo “Costruire alleanze per disegnare insieme il futuro” ha messo d’accordo gli ospiti pur appartenendo a realtà ben diverse. Nonostante fossero presenti personaggi provenienti dalla Scienza, Chiesa e Istituzioni il tema sul quale si sono soffermati è stato unico: fare rete e convergere. Come ha sottolineato Don Massimo Angelelli -  Direttore dell’Ufficio Nazionale di Pastorale della Salute CEI – il verbo convergere non comporta la perdita della nostra identità bensì ci chiede di lavorare insieme per un obbiettivo comune, combattendo l’egoismo. Don Massimo Angelelli ha concluso il suo intervento dicendo: “E’ bello inaugurare, ne sentiamo il bisogno, ci dà speranza, guardiamo avanti e ci scrolliamo di dosso questo senso di pesantezza”.

Tra gli ospiti anche Alessio d’Amato – assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria, della Regione Lazio – che ha ribadito l’importanza di lavorare con spirito unitario, con sguardo rivolto all’integrazione socio-sanitaria e “in questo la Fondazione Don Gnocchi è un modello”.

A tirare le conclusioni della manifestazione è stato il Presidente della Fondazione Don Gnocchi, Don Vincenzo Barbante che ha iniziato il suo intervento ringraziando il personale, inteso a tutti i livelli, in quanto ognuno di loro svolge un lavoro prezioso tenendo viva la vocazione che chiedeva di realizzare Don Carlo Gnocchi “La prima forma di cura è la relazione, vuol dire mettersi agli altri, vuol dire ascoltare, vuol dire condividere, vuol dire sperimentare insieme l’impotenza rispetto anche al fatto di trovare o meno delle soluzioni”.

Ha poi parlato del ruolo dei neuropsichiatri infantili utilizzando il termine di “artigiani di umanità”, in quanto inventano vie e percorsi per costruire progetti di vita, lavorando insieme. Bisogna infatti parlare di integrazione – ha sostenuto il Presidente della Fondazione – intesa come unica via per costruire alleanze per disegnare il futuro. “Abbiamo bisogno di integrare nella nostra comunità, di essere tutti partecipi, anche i meno fortunati”.

L’evento si è concluso col taglio del nastro del nuovo reparto e una grande festa con bambini e famiglie, con la partecipazione straordinaria di Pino Insegno.