Decine e decine di uova di cioccolata  sono state distribuite, in occasione della Pasqua, tra  tutti i bambini e i ragazzi ricoverati nelle varie sedi della Fondazione Stella Maris. A donarle UNIC LINEAPELLE, Concerie Italiane.. Un regalo che sottolinea il percorso di responsabilità sociale che UNIC ha deciso di intraprendere a favore dell’ IRCCS Fondazione Stella Maris, condividendo l’obiettivo di sostenere il nuovo Ospedale dei bambini che l’Istituto è in procinto di realizzare nell’area di Cisanello a Pisa. Una partnership che, come un seme, sta generando momenti di intensa collaborazione e la donazione odierna rientra in questo cammino condiviso. E, festa nella festa, a consegnarle sono stati simbolicamente i clown Vip “I Libecciati” di Livorno. Un dono a cui ha partecipato l’avvocato Giuliano Maffei, Presidente della Fondazione Stella Maris. 

I clown sono una presenza costante alla Fondazione Stella Maris. I Clown VIP "I libecciati" fanno servizio di volontariato ogni mercoledì, donando istanti di sorriso e buonumore a tutti. Fanno parte di un’associazione federata di VIP Italia ONLUS, la federazione che collega e coordina 59 associazioni VIP sparse in tutto il territorio italiano e Repubblica di San Marino. 

 

La consegna dei doni non si è limitata alla sede di Calambrone, ma si è estesa anche ai Centri di Casa Verde a San Miniato e a Montalto di Fauglia. 

 “L’Ospedale dei figli del mondo” :  Così  la presidente Mariella Enoc ha definito l’ospedale pediatrico Bambino Gesù presentando  i numeri delle attività di cooperazione internazionale dell’Ospedale: dodici progetti in 10 Paesi del mondo, dal Medioriente all’Africa, dal Sud-Est Asiatico al Caucaso.  

«L’ospedale dei “figli del mondo” – spiega la presidente - corrisponde allo spirito con il quale il Bambino Gesù accoglie e cura i più piccoli tra gli ammalati e i sofferenti di tutto il mondo. Dopo 150 anni dalla fondazione, le missioni internazionali in 10 Paesi permettono di condividere il grande patrimonio di conoscenza clinica e di ricerca scientifica maturato nel tempo per metterlo al servizio dei bambini che ne hanno bisogno».

 I paesi coinvolti sono: Siria, Giordania, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Cina, Russia, Georgia,

Nel corso del 2018 sono state svolte 29 missioni internazionali per complessivi 145 giorni lavorativi con il coinvolgimento di 46 tra medici e infermieri del Bambino Gesù. Gli accordi di collaborazione siglati con i governi o le istituzioni sanitarie dei vari paesi o anche organizzazioni umanitarie internazionali come WHO e UNHCR, prevedono di norma sessioni di formazione on-the-job svolte da team di operatori del Bambino Gesù negli ospedali partner e periodi di formazione residenziale a Roma del personale medico e infermieristico locale.

 Ad oggi sono 20 le specialità pediatriche oggetto di formazione in base agli accordi con i vari Paesi: dallaneurologia pediatrica (con focus su disabilità neuromotorie quali epilessia, sindromi neurologiche/genetiche e disturbi dello spettro autistico) alla neurochirurgia, dalla cardiochirurgia(diretta in particolare, in Giordania, all’assistenza e la cura dei profughi siriani e della popolazione pediatrica vulnerabile) alla radiologia interventistica, dalla neonatologia alla terapia intensiva, dalla chirurgia plastica e maxillo-facciale a quella laparoscopica, all’emodinamica e alla trapiantologia renale.

 Sia nell’ambito degli accordi di collaborazione internazionali sia in risposta ad appelli di enti, istituzioni o famiglie di tutto il mondo, il Bambino Gesù accoglie ogni anno diverse decine di cosiddetti pazienti “umanitari”, cioè bambini sprovvisti di qualsiasi forma di copertura delle spese mediche, perché né cittadini italiani né appartenenti all’Unione europea né sostenuti da organizzazioni umanitarie o benefiche. I costi vengono sostenuti in larga parte dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus, che promuove a questo scopo attività di raccolta fondi specifiche.

 Nel corso del 2018 hanno ricevuto accoglienza e cure 62 pazienti di questo tipo, per un totale di 2445 giorni di degenza e oltre 10 mila notti di ospitalità per i familiari con un intervento economico dal valore complessivo di1 milione e 365 mila euro.

 I 62 pazienti umanitari provengono da 28 Paesi: 41 dall’Africa (Repubblica Centrafricana, Kenya, Guinea, Etiopia, Burundi, Nigeria, Costa D’Avorio, Repubblica del Congo e Repubblica democratica del Congo, Senegal, Burkina Faso, Mali, Libia, Marocco, Algeria, Gibuti, Eritrea, Egitto); 11 da Asia e Medio Oriente (Armenia, Siria, Libano, Israele, Iraq); 8 dall’Europa (Albania, Ucraina, Bosnia-Erzegovina), e 2 dall’America centrale (Venezuela, Ecuador).

 Il Bambino Gesù è un punto di riferimento internazionale per le cure più avanzate e per la formazione clinica e scientifica in campo pediatrico. Ogni anno nelle 4 sedi dell’ospedale vengono curati pazienti di tutto il mondo.

Nel 2018 sono stati ricoverati complessivamente 531 pazienti provenienti da 5 continenti e 80 Paesi: 29 europei, 22 africani, 16 asiatici, 12 americani e 1dell’Oceania (Australia).

 

 

“Attualità di un impegno nuovo” è il tema di riflessione proposto per il Convegno Internazionale organizzato a Caltagirone, dal 14 al 16 giugno prossimo, per celebrare  il centenario  dell’ “Appello ai Liberi e Forti” di don Luigi Sturzo. Anche l’ARIS è stata invitata a partecipare a questo progetto. In particolare le è stato affidato l’incarico di ripensare alla tesi sostenuta nel punto  7  dedicato al tema “Salute e solidarietà”.

  L'appello rappresenta una pietra miliare della storia del Cristianesimo democratico italiano. Fu redatto il 18 gennaio del 1919 periodo durante il quale, a seguito del non expedit, ai cattolici italiani era vietata qualsiasi forma di partecipazione alla vita pubblica del neonato Regno: "né eletti, né elettori".  Scritto sotto l'ispirazione di don Luigi Sturzo, contiene i caratteri fondamentali di quello che sarà poi definito popolarismo, una sorta di trasposizione in politica dei caratteri sociali ed etici della dottrina sociale della Chiesa cattolica, assorbendo anche alcuni principi propri del conservatorismo, del liberalismo, e addirittura del socialismo. L'appello chiamava a raccolta tutti i "liberi e forti", senza distinzione di confessione o credenza (come accadde quindi con il Centro Cattolico in Germania), disegnando i caratteri di un partito centrista e moderato, pronto ad alleanze con i liberali. L'appello accettava ed esaltava il ruolo della Società delle Nazioni, difendeva "le libertà religiose contro ogni attentato di setta", il ruolo della famiglia, la libertà d'insegnamento, il ruolo dei sindacati. Si poneva particolare attenzione a riforme democratiche come l'ampliamento del suffragio elettorale, compreso il voto alle donne, si esaltava il ruolo del decentramento amministrativo e della piccola proprietà rurale contro il latifondismo. Bisogna rammentare che molte di queste posizioni non erano del tutto accettate dalla società di inizio '900. Il ruolo delle donne nella società, come quello dei sindacati o dei comuni non era patrimonio comune della nazione. Soprattutto da parte della gerarchia il ruolo dei sindacati, nonostante l'enciclica Rerum novarum di papa Leone XIII, continuava ad essere poco gradito.  Il convegno di Caltagirone intende riproporre una rilettura degli originari 12 punti dell’appello alla luce dei tempi attuali e studiarne una riformulazione più attenta alla realtà odierna al fine di ristabilire un dialogo culturale e sociale con l’intera comunità , a partire e non a prescindere dalla vita della gente, sempre più irretita da scandali, inadempienze e inadeguatezze della leadership sociali e politiche.

Michele Giuliani è il nuovo Direttore Generale e Rappresentante Legale della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera San Pio da Pietralcina. Succede a Domenico Crupi, alla guida della struttura sanitaria pugliese per quasi 12 anni.

Rinnovati anche gli Organi di governo e vigilanza e il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Padre Moscone, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.

Open Day a Moncrivello per il Corso di Laurea in Terapia Occupazionale.

Porte aperte per coloro che volessero conoscere questo specifico percorso universitario messo a punto dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, presso la Casa di Cura “Mons. Luigi Novarese”di Moncrivello.

Si tratta di un corso di studi che forma delle figure professionali considerate oggi indispensabili nell’equipe multidisciplinare e nell’intero Sistema Sanitario Nazionale. Una presenza particolarmente richiesta all’interno del contesto Socio Sanitario e Socio Assistenziale.

Quattro gli appuntamenti per scoprire come e dove di svolge una lezione Universitaria, visitare le aule, confrontarsi con gli studenti e i docenti del corso; questo per avere una panoramica approfondita del percorso di studi e valutare con attenzione gli sbocci professionali. Dopo le prime date di marzo, si è giunti a quelle di aprile e maggio per gli ultimi open day: dal 15 al 19 aprile e dal 29 aprile al 3 maggio, dalle ore 11 alle ore 15.

Il corso universitario, attivo dal 2005 e di durata triennale, si articola in sei semestri con lezioni frontali e tirocini. La frequenza è obbligatoria per almeno il 75% delle ore di lezione. L’esame finale consiste nel superamento di una prova pratica e nella redazione di un elaborato scritto. 15 i posti disponibili.

Una volta conseguita la laurea, i nuovi dottori in Terapia Occupazionale lavoreranno nelle Strutture Sanitarie, Socio-Sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Si occuperanno della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici e psichici, con disabilità sia temporanee che permanenti, utilizzando attività espressive - manuali rappresentative e ludiche - della vita quotidiana. Il loro intervento è finalizzato a promuovendo il recupero e l’uso ottimale di funzioni che mirano al reinserimento, all’adattamento e all’integrazione dell’individuo nel proprio ambiente personale, domestico e sociale. Propongono inoltre, ove necessario, modifiche dell’ambiente di vita e azioni educative verso il soggetto in trattamento, la famiglia e la collettività.