Così Michele Bellomo, presidente Aris Lazio, a seguito quanto accaduto ieri alla Casa di Cura Villa Immacolata di Viterbo, costretta a chiamare i carabinieri semplicemente per rimuovere le bandiere che, in segno di protesta, erano state messe all’interno della struttura. "Auspichiamo che le azioni congiunte intraprese dal Sindacato e dalle Associazioni Datoriali portino ad un nuovo Contratto di Lavoro anche agli Operatori della Sanità Privata Accreditata”. 

 

 Prosegue la polemica tra le sigle sindacali e le strutture sanitarie convenzionate in merito alla trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro. Se i sindacati continuano a portare avanti le richieste dei lavoratori perché si giunga ad un accordo in tempi brevi, dal canto loro le Associazioni datoriali non trovano risposte adeguate da parte delle Regioni, che dovrebbero garantire le necessarie coperture contrattuali.

"Per questi motivi si verificano situazioni sgradevoli che spesso vengono strumentalizzate per gettare benzina sul fuoco. E’ quanto accaduto alla Casa di Cura Villa Immacolata di Viterbo, costretta a chiamare i carabinieri semplicemente per rimuovere le bandiere che, in segno di protesta, erano state messe all’interno della struttura. L’episodio ha fatto emergere chiaramente il vero nocciolo del problema. La discussione nasce tra parti entrambe non responsabili di questa situazione, che anziché confrontarsi aspramente tra loro, dovrebbero unirsi e rivolgersi a chi, per legge, è preposto a mettere a disposizione i fondi per il tanto auspicato rinnovo dei contratti". E’ quanto spiegato da Michele Bellomo, Direttore Generale di Villa Immacolata, in una nota diffusa in risposta all’articolo pubblicato dalle OO.SS. Comprensoriali di Viterbo Cgil/Cisl/Uil lo scorso 11 dicembre.

Bellomo ha sottolineato la sua volontà, come Presidente Regionale dell’Associazione Datoriale (Aris Lazio) e componente della Commissione Nazionale che sta trattando il rinnovo del Contratto, di giungere al più presto alla definizione della trattativa. “Purtroppo però, sia i sindacati Nazionali che quelli Regionali sanno anche molto bene – afferma nella nota - che il contratto Nazionale non viene ancora firmato perché da oltre 15 anni sia lo Stato che alcune Regioni (tra cui il Lazio) non hanno mai garantito le coperture economiche dei rinnovi contrattuali, contrariamente a quanto accade per il settore della Sanità Pubblica”.

“Inoltre – spiega - il Lazio è soggetto a piano di rientro sanitario da oltre un decennio, con tagli alle strutture private accreditate che vanno dal 16% ad oltre il 35% delle risorse economiche e molte strutture hanno chiuso i battenti o hanno portato i libri in Tribunale”.

“Ci teniamo a ricordare – continua - che in questi lunghi anni Villa Immacolata, con innumerevoli sforzi, ha sempre garantito il regolare pagamento degli stipendi ai propri collaboratori e non ha mai agito con manovre di riduzione del personale, cercando di incrementare sempre la qualità del servizio e la formazione dei propri Operatori”.

“Auspichiamo vivamente - conclude Bellomo nella nota - che la azioni congiunte intraprese dal Sindacato e dalle Associazioni Datoriali portino allo sblocco di questa incresciosa situazione, al fine di poter dare un nuovo Contratto di Lavoro anche agli Operatori della Sanità Privata Accreditata”. 

Ha il patrocinio dell’Aris il corso di perfezionamento i “Sistemi informativi per il governo delle organizzazioni sanitarie”, organizzato dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Giunto alla sua II edizione, il corso si svilupperà in 8 moduli che si svolgeranno mensilmente da marzo a novembre 2019, dal venerdì al sabato.

Le tematiche del corso verteranno sulle strategie e sulle metodologie per la definizione, la valutazione, la gestione e l’evoluzione del sistema informativo nel contesto sanitario.

Destinatari quadri e dirigenti informatici, sanitari e organizzativi di aziende sanitarie, consulenti informatici e organizzativi, progettisti di sistemi informativi sanitari. Al termine del corso, ai partecipanti che avranno superato la verifica finale, verrà rilasciato un attestato.

L’intento dell’evento è quello di incrementare la crescita professionale nelle attività che utilizzano i sistemi informativi sanitari e fornire aggiornamenti sui modelli, le metodologie e gli standard utilizzati secondo un approccio multidimensionale.

Particolare attenzione sarà dedicata alla sicurezza con un approccio olistico in grado di assicurare una gestione e qualitativamente elevata di tutti i processi aziendali. 

Saranno ammessi a partecipare da un minimo di 18 ad un massimo di 30 candidati. La domanda di ammissione dovrà essere presentata entro il 19 febbraio 2019, seguendo le modalità riportate sul sito:

http://altems.unicatt.it

E’ previsto uno sconto del 20% per i dipendenti delle strutture associate all’Aris.

ALL’IRCCS S. Maria Nascente l’esperienza del “Carelab

Si terrà mercoledì 19 dicembre, alle ore 14, al Centro Irccs “S. Maria Nascente” Fondazione Don Gnocchi di Milano (via Capecelatro, 66 - Palestra - Edificio F, piano – 1), un incontro dedicato all’esperienza del CARELab (Computer Assisted REhabilitation Lab), laboratorio di clinica e di ricerca attivato l’Irccs milanese della Fondazione Don Gnocchi per la riabilitazione tecnologicamente assistita del bambino.

Alle ore 14 è in programma un “Concerto partecipativo da camera Esagramma”, con musiche di George Gershwin e Edward Grieg. Seguiranno i saluti istituzionali da parte di Francesco Converti (direttore generale Fondazione Don Gnocchi), Maria Chiara Carrozza (direttore scientifico Fondazione Don Gnocchi), Roberto Costantini (direttore Irccs “S. Maria Nascente” e vicedirettore generale) e Lucia Angelini ( direttore Dipartimento Neuropsichiatria e Riabilitazione Età Evolutiva Irccs “S. Maria Nascente”).

Dalle ore 15, si terrà la sessione scientifica, con moderatori Nardo Nardocci (direttore Dipartimento Neuroscienze Pediatriche, Irccs Istituto Besta) e Furio Gramatica (direttore Sviluppo Innovazione, Irccs “S. Maria Nascente”). Interverranno Elisa Maria Fazzi, Ivana Olivieri, Carolina Zorzi e Paolo Meriggi, con successiva visita al CARELab.

Il laboratorio di clinica e di ricerca CARELab è stato sviluppato dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Irccs “S. Maria Nascente” per la riabilitazione tecnologicamente assistita dei giovani in età evolutiva: si tratta di uno spazio fisico per lo studio e l’integrazione di soluzioni tecnologiche innovative e per la verifica della loro efficacia nella pratica clinica. Nella progettazione di questo spazio, particolare attenzione è stata rivolta a nascondere, con opportuni accorgimenti strutturali e allestimenti mirati, la sofisticata tecnologia presente. Questo al fine di consentire al bambino di sperimentare, in una situazione di realtà virtuale, un’attività riabilitativa ludica, immersiva ma priva di artificiosit.

Il cuore di CareLab è la piattaforma software VITAMIN (Virtual realITy plAtform for Motor and Cognitive rehabilitatioN), costituita da tre componenti che comunicano e interagiscono tra loro. Si tratta del Control Hub, il modulo principale di governo delle varie funzionalità della piattaforma e di gestione dell’interfaccia utente-lato terapista, il Game Engine, motore multimediale dei giochi riabilitativi, e la Sensor Interface, modulo di acquisizione, elaborazione e trasmissione delle informazioni provenienti dai sensori verso le due componenti precedenti. Da segnalare che piattaforma VITAMIN ha ottenuto nei mesi scorsi la certificazione quale dispositivo CE medicale di classe I. Grazie a questa complessa procedura, VITAMIN può essere oggi inserita nella banca-dati dei dispositivi medici, con il conseguente riconoscimento come dispositivo elettromedicale dal ministero della Salute.

Un numero crescente di piccoli pazienti è oggi in trattamento al CARELab e il gradimento risulta alto, sia da parte dei bambini che dei genitori. Raggiunta una buona consistenza numerica di bambini trattati, sta per essere avviato un trial clinico che metterà a confronto i risultati ottenuti con la riabilitazione tecnologicamente assistita con quelli della riabilitazione tradizionale.

 

Per la prima volta a livello internazionale indagate le peculiarità del cammino in un campione di bambini in età scolare con un sistema di realtà virtuale immersiva. Lo studio dell’IRCCS Medea appena pubblicato su Frontiers in Psychology.

Sebbene le caratteristiche più salienti nei disturbi dello spettro autistico siano difficoltà a carico delle abilità sociali e comunicative e la presenza di comportamenti ed interessi ristretti e ripetitivi, risulta altrettanto cruciale indagare le anomalie del movimento che spesso si associano: circa l’80% dei bambini con disturbi dello spettro autistico presenta difficoltà motorie di varia natura, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sullo sviluppo sociale.

Inoltre, se è vero che l’eterogeneità è la cifra fondamentale di questo disturbo, lo studio del movimento potrebbe indicare anomalie comuni che possano essere sfruttate come marker diagnostici precoci.  Lo studio dell’IRCCS Medea, in collaborazione con l’Università Bicocca e il Politecnico di Milano, appena pubblicato su Frontiers in Psychology, si inserisce in questo filone di ricerca : i ricercatori, guidati da Alessandro Crippa, psicologo ricercatore presso il laboratorio di Psicopatologia dello Sviluppo, hanno indagato le differenze motorie tra bambini con disturbi dello spettro autistico e sviluppo tipico servendosi, per la prima volta a livello internazionale in un campione di bambini con un disturbo del neurosviluppo in età scolare, di una nuova tecnologia quale il sistema GRAIL - Gait Real-time Analysis Interactive Lab.

Il GRAIL, sviluppato nei Paesi Bassi, è una piattaforma che integra un sistema di analisi del movimento e del cammino su tapis roulant e un sistema di realtà virtuale immersiva. Il primo GRAIL in Italia è stato installato all’Istituto Scientifico Eugenio Medea (Bosisio Parini) nel giugno del 2014, grazie ai fondi del Ministero della Salute. Il sistema è interattivo e unisce la realtà virtuale all’analisi e alla pratica del cammino in un ambiente altamente motivante, in grado di adattarsi alle esigenze di ogni singolo soggetto.

I risultati dello studio hanno indicato lievi atipie del cammino nei bambini con disturbi dello spettro autistico, quali una minor forza applicata a livello della caviglia e una diversa postura dell’anca e del bacino durante il passo.

“La caratterizzazione cinematica del cammino potrebbe aiutarci a capire meglio un disturbo così complesso”, spiega Alessandro Crippa: “identificare eventuali marker associati alle anomalie motorie presenti nei disturbi dello spettro autistico sarà particolarmente utile nello studio dell’eziologia di questo disturbo”.

Ma non solo. Nell’autismo le anomalie motorie comportano anche difficoltà nella lettura dei movimenti altrui e hanno quindi un impatto sui processi cognitivi. Questo studio rappresenta quindi una prospettiva affascinante non solo rispetto all’analisi delle abilità motorie, ma anche per la valutazione degli aspetti cognitivi e socio-comunicativi, con possibili futuri sviluppi in termini di potenziale valenza diagnostica e di progettazione di programmi riabilitativi.

Lo studio appena pubblicato è frutto della Ricerca Finalizzata “Neurological perspectives on motor deficits in Autism Spectrum Disorders”, la cui finalità generale è l’individuazione di un panel multimodale di marcatori - comportamentali, neurofisiologici e genetici - associati alle anomalie motorie presenti nel disturbo dello spettro autistico. I dati preliminari del progetto – che ha coinvolto 130 bambini con disturbi dello spettro autistico, 100 bambini con sviluppo tipico e 60 bambini con ritardi dello sviluppo - sono stati presentati il 23 novembre a Bosisio Parini (Lc) al convegno internazionale “Disturbo dello Spettro Autistico e anomalie del movimento. Un possibile biomarcatore?”.

Quasi a suggello dei primi sessant’anni di vita e di grande affermazione in Puglia de La nostra Famiglia, il Ministero della Salute ha confermato il riconoscimento di carattere scientifico dell'I.R.C.C.S. "Eugenio Medea" di Brindisi, l’ospedale per la riabilitazione pediatrica divenuto, grazie all’impegno e alla passione delle Piccole Apostole della Carità del beato don Luigi Monza, una delle più irrinunciabili ‘eccellenze’ sanitarie della regione. 

L’offerta dell’alta specialità riabilitativa nel campo pediatrico garantita dell'IRCCS nell'ambito delle disabilità infantili più complesse, quelle connesse alle malattie rare, ha ormai superato i confini regionali grazie al lavoro svolto, dal 2004 ad oggi,  con un’alta produzione scientifica e con una intensa attività assistenziale. Di tanto ne va fiero il primario dell'Unità Operativa di Neuroriabilitazione pediatrica Antonio Trabacca il quale rileva che, proprio nel campo delle malattie rare e in particolare dell’atrofia muscolare spinale, oggi l’IRCCS Medea di Brindisi è uno dei pochi ospedali del territorio nazionale autorizzati a somministrare il nusinersen, farmaco innovativo con meccanismo di azione di tipo genico, il primo e unico farmaco attualmente autorizzato per combattere la SMA.

Soddisfatta della decisione ministeriale è, soprattutto, il Direttore Generale del Polo di Brindisi dell'IRCCS, la dott.ssa Mariagrazia Bacco la quale sottolinea il grande apprezzamento manifestato dai componenti della Commissione Ministeriale per il lavoro svolto dal Polo pugliese che “promuove un’attività di ricerca ad ampio spettro in tema di neuropsichiatria infantile”. Si spiega così, secondo i commissari, la capacità, pari al 10%, di attrarre bambini provenienti da altre regioni.

La struttura opera, con 34 posti letto, con due unità operative: UOC di neuroriabilitazione 1  Neuropatologia e riabilitazione funzionale, 2. Psicopatologia dello sviluppo. Le due Unità operative sono, rispettivamente, riconosciute dalla Regione Puglia quali Centri di Riferimento regionale per la diagnosi ed il trattamento delle paralisi cerebrali infantili e delle gravi cerebrolesioni in età evolutiva e per la diagnosi e la cura del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività ADHD. E’ riconosciuta, anche, come Centro di riferimento interregionale per la malattia rara Microcefalia.

Nell’IRCCS, sono, infine, attivi ambulatori di neurologia pediatrica, neuropsichiatria infantile, di fisiatria e ortopedia, oculistica, neurofisiopatologia, otorinolaringoiatria, cardiologia pediatrica, pediatria, odontostomatologia, psicologia. Non manca il Centro di Ausili informatici.

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