Gli Uffici Nazionali dell’Aris sospendono le attività per la pausa estiva. La sede nazionale dell’Associazione pertanto rimarrà chiusa dal 5 al 30 agosto 2109. Auguriamo a tutti buone vacanze.

Troppe ore con gli occhi fissi sullo schermo dello smartphone fanno male. Lo ricorda Pasquale Troiano, primario di oculistica dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), spiegando le problematiche che accompagnano l’eccessivo affaticamento oculare.

L’astenopia è una sindrome caratterizzata da sintomi variegati che non si presentano sempre allo stesso modo in tutti i soggetti, tuttavia la irritabilità degli occhi e la cefalea sono tra i più frequenti. Come tutte le condizioni di affaticamento i sintomi, seppur fastidiosi, si risolvono con il riposo. Ben più grave, invece, è l’uso prolungato di smartphone nei bambini e negli adolescenti poiché è responsabile della miopizzazione dell’occhio che è una modifica irreversibile e progressiva della vista. Negli ultimi 10 anni si sta assistendo a una vera e propria epidemia di miopia la cui causa principale e l’enorme aumento dell’impegno visivo prolungato per vicino.

“Lo diceva già nel 1703 Bernardino Ramazzini – sottolinea Troiano – quando, nel De Morbis Artificum Diatriba (Trattato sulle Malattie dei Lavoratori), decise di inserire un capitolo denominato Lepturgorum morbis, che si occupava delle manifestazioni oculari presenti nei soggetti che lavoravano su cose piccole (orafi, miniaturisti, ecc). In questo capitolo sono perfettamente descritti tutti i problemi oculari che derivano dall'impegno visivo prolungato per vicino e soprattutto, già allora, egli poneva un forte accento sul fatto che questi soggetti erano destinati a divenire miopi!”.

Queste informazioni potrebbero già bastare per indurci a ridurre il nostro impegno visivo per vicino senza attendere la strutturazione dell’Ergoftalmologia (oftalmologia del lavoro), quella branca dell’oculistica che dagli anni 80 del secolo scorso ha codificato il concetto di “astenopia occupazionale”, quella condizione di affaticamento oculare che è collegata all’impegno visivo per vicino.

“L’ergoftalmologia ha individuato un rapporto tra le capacità visive del soggetto e il tipo di impegno visivo richiesto. Se l’impegno visivo richiesto eccede le capacità visive del soggetto l’affaticamento oculare compare in breve tempo, è più sintomatico ed è più frequente. È come se si chiedesse a un soggetto che pesa 50 chili di trasportare dei gravi che ne pesano 100, forse riuscirà a farlo una volta ...” osserva l’esperto.

L’uso di strumenti optoelettronici sempre più piccoli richiede una maggiore necessità accomodativa.

“Se il soggetto ha un apparato visivo sano e perfettamente normale sul piano della motilità oculare e sul piano rifrattivo – chiarisce Troiano - non avrà alcun problema. Se, invece, ha alterazioni dell’apparato visivo o della motilità oculare o della rifrazione che non sono stati individuati e corretti, allora ci saranno enormi problemi di affaticamento oculare”.

“Pertanto – continua - la raccomandazione fondamentale è eseguire una visita medica oculistica e una visita ortottica che potranno verificare le condizioni anatomiche e funzionali dell’apparato visivo e correggere eventuali alterazioni mettendo così il sistema visivo nella sua migliore condizione operativa”. Aggiungendo, per l’estate, che “E’ sempre opportuno cercare di non prolungare l’osservazione per vicino facendo delle pause che non possono essere “smetto di usare il computer e uso il cellulare o viceversa”; la pausa deve prevedere la messa a riposo del sistema accomodativo (che essendo un sistema basato su muscoli è inevitabilmente destinato all’affaticamento) mediante lo spostamento della nostra osservazione a distanze superiori almeno a 3 metri (ancora meglio 6) come ad esempio guardare fuori da una finestra”.

Si terrà il prossimo venerdì 26 luglio il taglio del nastro della nuova Struttura socio sanitaria e riabilitativa "Residenza Anni Azzurri Valdaso".

All'evento prenderanno parte autorità istituzionali e sanitarie, tra cui il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, il Sindaco di Campofilone, Gabriele Cannella e la direzione Asur.

Dopo il taglio del nastro, la benedizione da parte del parroco, don Osvaldo Riccobelli.

La nuova struttura complessivamente ospiterà 100 posti letto gestiti in parte da "Anni Azzurri" e in parte dal "Santo Stefano Riabilitazione".

Venerdì, in sede di presentazione, saranno illustrati tutti i dettagli e i servizi che verranno erogati dalla Struttura.

 

Scomparso padre Leocir Pessini, Superiore Generale dell’Ordine dei Camilliani. Il decesso è avvenuto questa notte in Brasile, presso la comunità camilliana del ‘Recanto San Camillo’ di Granja Viana di San Paolo.

Nato in Brasile nel 1955 da una famiglia di origini italiane, Padre Pessini era stato ordinato sacerdote nel 1980.

Laureato in Filosofia e in Teologia, si era specializzato in Teologia Morale e Bioetica. Vice-rettore del centro Universitario San Camillo di San Paolo, e presidente del Camillian organization, che riunisce 56 ospedali brasiliani, Padre Pessini era stato eletto, il 22 giugno del 2014, Superiore Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani).

La famiglia dell’Aris si stringe intorno al Presidente Nazionale padre Virginio Bebber e all’intera famiglia camilliana.

 

 

 

 

              

 Visita istituzionale del prefetto di Enna, Giuseppina Scaduto, all‘Irccs Oasi di Troina.  A ricevere il rappresentante del governo nel territorio il presidente dell’Istituto Don Silvio Rotondo, insieme ai membri del CDA, alle volontarie consacrate dell’Oasi e ai direttori dei vari dipartimenti sanitari, scientifici e amministrativi. Presente anche una piccola rappresentanza delle famiglie ospiti del centro.

Don Silvio Rotondo ha illustrato al prefetto l’offerta sanitaria e scientifica che l’Istituto mette a disposizione del territorio provinciale e regionale, evidenziando anche, per gli aspetti legati alla disabilità, come la suddetta riesca ad intercettare anche l’utenza extraregionale.

Il prefetto è stato anche aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori, attualmente in corso nell’Istituto,

sui nuovi servizi sanitari riguardanti il complesso edilizio di neuroriabilitazione e il centro di Diagnostica per Immagini. 

“Fate un lavoro difficile e apprezzabile, con competenza scientifica, soprattutto nei confronti delle famiglie – ha dichiarato la Scaduto, esprimendo apprezzamento per il servizio di eccellenza che l’Opera fornisce al territorio, e sottolineando come che le Istituzioni non siano scatole chiuse, ma, essendo fatte di persone, debbano essere, nel rispetto delle competenze e funzioni di tutti, sempre vicine e disponibili all’ascolto e al confronto.