Oltre un miliardo di euro è il costo sanitario dell’ipercolesterolemia, di cui il 96% di ospedalizzazione e il 4% di farmaci e assistenza specialistica; 2,5 milioni gli italiani che ne soffrono, in un’età compresa tra i 35 e i 79 anni. 

E’ quanto evidenziato in un documento di consenso sottoscritto da 16 società scientifiche di cardiologia, medicina interna, medicina generale, farmacologia, biochimica e biologia chimica e molecolare, e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Le nuove Linee Guida, contenute nel documento presentato al 47° Congresso Nazionale dell’Anmco, (Associazione nazionale medici-cardiologi ospedalieri) sanciscono l’iter diagnostico-terapeutico del paziente in riferimento a valori di colesterolo tarati sulle caratteristiche e le condizioni di salute del soggetto in esame. Dieta, movimento aerobico, terapie con farmaci di ultima generazione di cui si chiede la rimborsabilità, sono alcuni dei punti cardine del documento che vuole tracciare nuovi e più condivisi percorsi per un fattore di rischio (livelli elevati di Ldl) che gioca un ruolo rilevante per lo sviluppo di patologie come la cardiopatia ischemica, ritenuta la prima causa di morte tra le malattie cardiovascolari.   

“E’ il primo documento congiunto e multidisciplinare – ha spiegato Michele Gulizia, Presidente dell’Anmco -  che intende rivoluzionare il modo di fare medicina contro l’ipercolesterolemia, offrendo finalmente una visione univoca su come vanno trattati i pazienti in funzione del proprio profilo di rischio cardiovascolare”.