Fare del Patto per la sanità digitale un «piano strategico» unitario e condiviso per dare efficienza, trasparenza e sostenibilità al Servizio sanitario nazionale. Con una Cabina di regia del Nsis che avrà compiti di indirizzo, coordinamento e controllo sull'attuazione del «Patto». Questi almeno gli obiettivi prefissati. Perché la scommessa  è  risparmiare, fino 7-8 mld come diceva a suo tempo la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

 Come andrà, saranno i fatti a dirlo e a dimostrarlo.  Intanto, con lo sbarco dei due testi (Patto e Cabina di regia) in Stato-Regioni, potrebbe aprirsi una stagione nuova. Sapendo però che le difficoltà non saranno poche. Sui finanziamenti, si giura nel documento, non ci saranno spese in più per lo Stato. Ci sono i fondi strutturali, quelli ad hoc già stanziati, quelli della Bei (Banca europea investimenti) le iniziative private con modelli di project financing e/o di performance based contracting secondo cui i fornitori vengono remunerati in base a obiettivi «predefiniti e misurabili». I privati insomma svolgeranno una parte importante, per i progetti e le tecnologie, ma anche per l'implementazione dei risultati.

 Le priorità saranno definite a breve nel dettaglio. Come i servizi da realizzare: dalla continuità assistenziale alla telesalute, dal teleconsulto alla telerefertazione, dalla telediagnosi al telemonitoraggio.