I presidi ospedalieri pugliesi dismessi tra il 2010 e il 2013 a causa del deficit sanitario regionale saranno riconvertiti, e prenderanno il nome di Presidi territoriali di assistenza (Pta). In tutto 27, saranno i centri nevralgici dell'assistenza sanitaria territoriale: consentiranno la concentrazione di molti servizi distrettuali, sia per la diagnostica specialistica che per le cure ambulatoriali, e di coprire l'assistenza nell'arco delle 12 e delle 24 ore. In tutta la regione saranno creati nuovi 750 posti letto. Lo hanno annunciato ieri mattina il presidente Nichi Vendola e l'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. La Regione ha sottolineato l'imponente mole di investimenti ricaduti sul territorio tra il 2009 e il 2014, grazie ai finanziamenti integrati del programma operativo 2007-2013, dei fondi regionali e di ulteriori fondi per l'edilizia sanitaria.
I dati parlano di 213 progetti di intervento finanziati (36 per i Pta) e di 473 milioni di euro investiti sul territorio regionale (circa 60, pari al 12,7% del totale, per gli stessi Pta). La delibera conta su undici articoli e due allegati. Nella prima parte è trattata la rimodulazione dei posti letto per Irccs, strutture ecclesiastiche, case di cura private e accreditate. Vengono definite anche le reti cliniche (dodici in totale), istituito il sistema di trasporto di emergenza neonatale (Sten) e definita la programmazione per la costruzione di quattro nuovi ospedali .
Anche Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, presentando il piano per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale ha assicurato che riapriranno "gli ospedali che erano stati chiusi e previsti in chiusura nel 2010 - ha affermato - e soprattutto prima c'è il blocco del turn-over, oggi si riassume". Un "grande rilancio" dice che è stato possibile "grazie un gran lavoro di serietà, di silenzio nei momenti difficili". "Oggi abbiamo recuperato quasi mille posti letto rispetto a una battaglia che vedeva la Campania ingiustamente penalizzata - ha sottolineato - abbiamo recuperato risorse per aver eliminato gli sprechi, 230 milioni di avanzo che significa permettere a tutti questi ospedali e sono tanti. Una riorganizzazione generale che permette "a tanti ospedali di non essere chiusi perché devono essere e rimanere presidi ospedalieri, fondamentali per la nostra rete di emergenza". "Guardiamo con fiducia al futuro per i nostri cittadini, per la nostra rete di eccellenza - ha concluso - quella che dobbiamo mirare ad avere nei prossimi anni". A ciò si aggiunga che è arrivato il via libera della Commissione Affari della Camera all'emendamento al decreto salute sollecitato a gran voce dalla Regione Campania grazie al quale sarà possibile creare immediatamente 500 nuovi posti di lavoro in sanità che diventeranno 1000 in pochi mesi. Analoghe previsioni dal Piemonte dove l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, ha fatto sapere che oltre a novecento e passa milioni di euro sbloccati per la sanità regionale, è arrivato anche lo sblocco delle assunzioni.

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