E' un falso allarme, come ce ne sono tanti in Italia”. Così Beatrice Lorenzin, ha commentato oggi l’allarme sui 60 milioni di nuovi ticket che, secondo la Cgil, si porterebbero in dote i nuovi Lea.

E’ una cosa di cui “non siamo riusciti a comprenderne il senso”, ha aggiunto sottolineando il fatto che stiamo parlando “di Lea in cui sono state inserite nuove prestazioni sanitarie per oltre 800 milioni di euro, che oggi vengono pagate interamente dai cittadini. Quindi l'aumento dei Lea comporta una compartecipazione come avviene per le altre prestazioni". Ha ragione il ministro a dirsi così stupita della denuncia della Cgil? In gran parte sì. Intanto per il fatto che il calcolo sui 60 milioni di ticket legati al riassetto dei Lea è nota da tempo e figura nei documenti ampiamente diffusi dal Ministero sin dai primi di luglio, dove era ben spiegato come 42 milioni di ticket sarebbero derivati dall’ampliamento delle prestazioni specialistiche soggette a ticket e altri 18 sarebbero arrivati dopo lo spostamento di alcune prestazioni. attualmente erogate in Day Surgery (senza ticket), in regime ambulatoriale (da sempre soggetto a ticket). Quindi la “denuncia” della Cgil arriva onestamente tardiva ma tant’è ha suscitato scalpore mediatico come sempre accade quando si batte sulla tastiera la parola ticket.

In crescita progressiva la spesa sanitaria in Italia

Nel 2015, la spesa sanitaria (Dato Ce) è risultata pari a 111,185 miliardi (a fronte di un finanziamento del Ssn di 109,7 mld), con un tasso di incremento dello 0,3% rispetto al 2014. A rilevarlo è il Rapporto 2016 della Ragioneria dello Stato sul Monitoraggio della spesa sanitaria, un vero compendio dei numeri economici e finanziari della sanità italiana che analizza sia le voci di spesa (personale, farmaci, privati, medici di famiglia, etc) sia i conti delle singole regioni. Dai numeri emerge la progressiva riduzione della spesa per il personale (tra 2010 e 2014 si è comunque registrato un calo di 25 mila unità), mentre si registra la crescita continua di quella farmaceutica e di quella per l’assistenza privata. Nello specifico delle Regioni peggiorano i conti gestionali dei Ssr. Hanno dovuto ricorrere a risorse aggiuntive (aumento aliquote fiscale e imposte) ben 12 regioni su 21. E il dato generale sui bilanci di gestione di Asl e Aziende sanitarie regionali è risalito a 1,2 miliardi di disavanzo, invertendo un trend di riduzione che durava dal 2006.