Un prelievo di sangue dal polpastrello e dopo 15 minuti si sa se si è positivi all’HIV. Questo grazie all’autotest disponibile da oggi nelle farmacie Italiane. Il dispositivo, che non necessita di ricetta medica, ma non può essere acquistato da minorenni, ha facilità di esecuzione, tempi rapidi e consente quella privacy la cui mancanza impedisce ancora a molti di ricorrere ai servizi sanitari.

Raccomandato dall’OMS “come modo innovativo per raggiungere più persone con HIV e contribuire a l’obiettivo mondiale, lanciato nel 2014, di rendere consapevole il 90% di tutte le persone con HIV entro il 2020”, l’autotest è già in uso in Francia.

In Italia è stato presentato, lo scorso 30 novembre alla Camera dei Deputati, in una conferenza stampa organizzata dalla Fondazione Onlus The Bridge, in collaborazione con NPS Italia Onlus e Mylan S.p.a..

Avrà un costo di 20 euro, e verrà consegnato dal farmacista unitamente a del materiale informativo.

Prima di eseguirlo è necessario aspettare 90 giorni dal presunto contagio, il tempo cioè necessario per la produzione di anticorpi che caratterizzano la presenza del virus. L’attendibilità diagnostica di questo dispositivo medico, se utilizzato in modo corretto, è molto alta, quasi del 100%.   

Un passo importante, dunque, per sensibilizzare l’opinione pubblica che non è ancora in possesso di tutte le informazioni corrette; basti pensare che nel nostro Paese solo il 43% delle persone è consapevole che per affrontare al meglio il problema è necessario agire in tempi rapidi. Inoltre, i soggetti sieropositivi che non hanno ricevuto una diagnosi, in Italia, raggiungono cifre che vanno da 6.500 a 18.000, con un conseguente aumento del numero delle persone che si sono scoperte affette da AIDS, pur ignorando di essere positive all’HIV. Questo test dovrebbe fare emergere questi casi sommersi, promuovere una identificazione precoce dell’infezione, con una considerevole diminuzione di rischio per la collettività.