"Non ho risposta alla sofferenza dei bambini". Cosí Papa Francesco incontrando la comunità dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. In 20mila tra medici, ricercatori, infermieri, ausiliari, personale tecnico e amministrativo, pazienti con le loro famiglie, provenienti dalle quattro sedi dell'ospedale, hanno affollato l'aula Paolo VI per salutare il Pontefice.

"Credo sia bene che questa domanda rimanga aperta - ha continuato il Santo Padre, rispondendo all'intervento di una infermiera - Nemmeno Gesù ha dato una risposta a parole...non ci ha spiegato perché si soffre...invece ci ha mostrato la via per dare senso anche a questa esperienza umana".

Papa Francesco ha sottolineato come lo stile di comportamento davanti alla sofferenza debba essere di accompagnamento e vicinanza, sfoderando l'arma della tenerezza e riscoprendo il valore della gratitudine e della speranza, vera benzina della vita cristiana. In questo senso gli infermieri hanno un ruolo molto importante, "hanno  il fiuto della malattia", in virtù della loro  vicinanza con il malato.

In questo spirito di servizio occorre guardasi dalla corruzione, " vi chiedo di averne paura, perché essa di insinua subdolamente". Papa Francesco tuona contro i “medici affaristi” che fanno business con la salute, lucrando su chi sta male. Chi lavora al Bambino Gesù è stanco, sudato, sporco, anche con voglia di andarsene a casa, ma con voglia di rimanere. Dare la vita lì, ma c’è una sola cosa della quale avere paura: della corruzione». «Guardate i bambini. 'Io posso fare affari corrotti con questi bambini?' No. 'Io posso finire la giornata sudato, sporco, con voglia di dire una parola e mandare qualcuno a quel Paese. Posso' sì, ma senza corruzione. Il cancro più forte di un ospedale come questo - denuncia Francesco - è la corruzione e la corruzione non viene da un giorno all’alto. Ci si scivola lentamente. Oggi una tangente qui, una là. Oggi una raccomandazione, e senza accorgersene si finisce nella corruzione. I bambini non sono corrotti, stancano, danno da fare ma non sono corrotti. In questo mondo dove si fanno tanti affari con la salute, si inganna tanta gente con l’industria della malattia. Il Bambino Gesù deve sapere dire di no.

Nella grande aula, per incontrare Francesco sono arrivati 150 bambini, attualmente in cura presso l'ospedale, molti dei quali provenienti dalle periferie del mondo.

"Il Suo ospedale, che sta per toccare il traguardo dei 150 anni dalla sua fondazione - ha dichiarato  Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, nel suo saluto al pontefice - deve essere un luogo aperto a tutto il mondo sia nel ricevere i bambini ... sia nell'andare in Paesi dove i bambini hanno bisogno di cure".

"Quando una famiglia accompagna un bambino da noi - ha continuato - prima di tutto ci chiede di guarirlo, e, se non possiamo guarirlo, di curarlo al meglio. É per questo che investiamo tutte le nostre risorse nella ricerca scientifica, nella cura e nel sostegno alle famiglie".