La novità più rilevante dell’edizione 2016 del PNE riguarda il nuovo strumento di valutazione sintetica, cosiddetta “Treemap”. A partire da quest’anno infatti ogni struttura può essere valutata sia sulla base dei risultati ottenuti per ciascuno degli indicatori del PNE sia sulla base di un’analisi sintetica per area clinica, operata tenendo conto della validità e del peso differente di ciascun indicatore. Sono 7 le aree cliniche principali considerate ai fini di questa nuova valutazione per struttura: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare.
Questo nuovo strumento di valutazione, cosiddetto Treemap, consentirà alle Regioni di individuare e monitorare le strutture da sottoporre a piani di efficientamento e riqualificazione, come previsto dal DM del 21 giugno 2016 sui “Piani di efficientamento e riqualificazione” attuativo della legge di stabilità 2016. Le strutture saranno quindi chiamate a presentare alla propria Regione di appartenenza il piano di riqualificazione qualora presentino una o più aree cliniche rientranti nella classe molto bassa di valutazione (rossa) corrispondenti al 15% dell’attività totale, oppure qualora rientrino in una o più aree nella classe bassa di valutazione (arancione) corrispondenti al 33% dell’attività complessiva. In base al nuovo sistema un’azienda ospedaliera su 10 rischia il Piano di rientro per non essere rientrata nei parametri di qualità previsti dalle norme nazionali. Il monitoraggio della qualità delle strutture è previsto dalla fattispecie contemplata nella lettera B (la lettera A riguarda invece gli scostamenti di bilancio) del Decreto legge del luglio scorso sui Piani di rientro delle aziende ospedaliere che prevede debbano andare in piano di rientro anche quelle strutture ospedaliere che presentano "un mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure".  Per le aziende che presentano questo tipo di carenze il piano di rientro aziendale dovrà prevedere la verifica della qualità dei dati registrati nei Sistemi informativi sanitari; l’analisi della situazione attraverso la conduzione di audit clinici e organizzativi, attraverso un confronto con quelli disponibili sul sito del Programma Nazionale Esiti; un programma specifico di interventi per il rientro negli standard. Da un  primo esame dei dati del Pne 2016 risultano 11 tra Aziende ospedaliere, Aziende ospedaliere universitarie e Irccs pubblici (circa il 10% del totale) quelle che sono a rischio di dover presentare un ‘Piano di efficientamento e riqualificazione’ perché presentano una o più aree cliniche rientranti nella classe molto bassa di valutazione (rossa) corrispondenti al 15% dell’attività totale, oppure perché rientrano in una o più aree nella classe bassa di valutazione (arancione) corrispondenti al 33% dell’attività complessiva.