Ce lo hanno insegnato sin dagli anni del catechismo: il Papa è il Vicario di Cristo in terra; e la sua funzione più rappresentativa in questo senso si manifesta in modo particolare quando parla e agisce “ex cathedra”. Ma il Papa ha anche una sua vita privata, ci mancherebbe altro. Una vita che, se possibile, trascorre come  quella di ogni comune mortale, orientata secondo i propri convincimenti personali, le proprie abitudini, i propri affetti e così via. Tra le tante innovazioni portate nel suo stile di Pontificato Papa Francesco ha aggiunto anche quella di vivere alcuni momenti della sua vita personale nella grande casa comune. E così martedì scorso è andato personalmente a comprarsi un paio di scarpe ortopediche in un negozio specializzato a pochi passi dalla Città del Vaticano. Questa voglia di normalità, a dispetto dei tanti malpensanti, fa parte della sua stessa anima. Restano ormai pochi segreti sulla sua storia passata: libri, film, foto e i ricordi dei tanti, tantissimi che lo conoscono da anni, l’hanno raccontata in tante lingue diverse. La gente, la gente comune, è stata la sua vera diocesi, da sempre. Inutile riproporre episodi già passati alla cronaca: l’Arcivescovo di Buenos Aires che si sposta in città con tram e autobus, ma soprattutto il Papa in giro per Roma a far spesa, magari non è quotidianità, ma neppure una novità. Così come non è più una novità, per chi frequenta il Vaticano, incontrarlo nei pressi di qualche officina o negli ambulatori medici dove si reca rigorosamente previo appuntamento telefonico. Certo è più difficile incontrarlo nei lussuosi locali ricavati nell’antica stazione michelangiolesca, proprio accanto al Governatorato, dove si vendono costosissimi generi voluttuari di “grandi firme”.