Meno posti letto ospedalieri, meno strutture, meno laboratori e medici di base, in aumento l'assistenza residenziale e il personale sanitario. Questa é la sanità italiana fotografata dall'ultimo  rapporto Istat.
Dal 2009 i posti letto ordinari messi a disposizione dal SSN sono 18mila in meno, con un rapporto medio per 1000 abitanti, registrato nel 2013, pari a 3,3.
Ma la situazione non è omogenea in tutta la penisola: se al centro nord i numeri risultano più elevati, con la Valle D'Aosta a 4,0 e l'Emilia Romagna al 3,9, così non si può dire per le Regioni del sud, nelle quali il calo diventa più consistente, raggiungendo i lavori più bassi in Campania con il 2,7 e in Calabria, in cui si scende al 2,5.
In calo anche il numero dei laboratori e degli ambulatori, per i quali si è passati dai 9.658 del 2009 ai 9.214 del 2013. Tendenza simile per i medici di base e per le strutture di ricovero. Queste ultime dal 2009 hanno subito tagli di circa il 10%, passando da 1.172 a 1.070  nel 2013.
Variazione di tendenza per il personale del SSN che ha registrato un incremento per tutte le categorie, passando da 616.437 unità nel 2012 a 632.730 nel 2013.
In aumento anche l'assistenza residenziale, nel cui ambito però il divario tra nord e sud diviene ancora più consistente. In questo settore dal 2009 al 2013 i posti letto sono aumentati del 16%, con una media nazionale di 38,8 ogni 10mila abitanti. Ma se nelle Regioni settentrionali la media é superiore ai 60 posti letto, al Centro i valori scendono al 26,3, per poi subire un calo ancora più consistente al Sud della penisola, con l'11,6. Capofila al nord la Provincia Autonoma di Trento con 9,1 posti letto ogni 10mila abitanti, mentre fanalino di coda é la Campania con 4,4.