Cinquanta commi (su 638 dell'articolo 1) e almeno quindici provvedimenti tra decreti ministeriali, Intese in Conferenza Stato-Regioni e determinazioni Aifa. Sono questi gli oneri - e onori - che la nuova legge di Bilancio 2017 - pubblicata l’ 11 dicembre 2016 n. 232 in Gazzetta n. 297 del 21 dicembre 2016 -  porta in dote a ministero della Salute, Regioni e Aifa in ambito sanitario per l’anno appena iniziato. Vediamoli in dettaglio.

Intese in Conferenza Stato-Regioni
Entro il 31 gennaio la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Treno e Bolzano sarà impegnata ad individuare le modalità di riparto dello 0,1% del finanziamento del Ssn per il 2017 (comma 388), riguardo i programmi di miglioramento e riqualificazione dei servizi sanitari, che gli stessi enti del territorio dovranno presentare al Comitato Lea. La stessa scadenza vale anche per altre importanti indicazioni tra cui la sottoscrizione degli accordi (comma 392) attraverso i quali le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano gli effetti finanziari rispetto al fabbisogno sanitario nazionale (Fsn). Una partita che potrebbe valere una riduzione del FSN fino a 422 milioni per il 2017 e di 603 a decorrere dal 2018. Altra Intesa in CSR per la fine di gennaio è prevista per fissare sia criteri di ripartizione delle somme per il rimborso alle regioni dell'acquisto dei vaccini ricompresi nel nuovo piano (comma 408), che per i processi di assunzione e stabilizzazione del personale (comma 409).

Scadenze di febbraio
Oltre a quanto previsto dall'articolo 2 dell'Intesa CSR 7 settembre 2016 n. 157, in merito all'aggiornamento e alla verifica dell'adeguato livello di finanziamenti dei Livelli Essenziali di Assistenza, le regioni saranno occupate nel definire le linee di indirizzo in merito all'efficientamento e alla definizione di standard per la logistica distributiva, le politiche e i processi di gestione delle risorse umane nonché le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (comma 423). Rispetto quest'ultime, inoltre, c'è da progettare anche l'infrastruttura nazionale necessaria a garantire l'interoperabilità del fascicolo sanitario elettronico che vedrà al lavoro regioni, l'Agenzia per l'Italia digitale e i ministeri della salute e dell'economia e finanze (comma 382).

Farmaci
Un capitolo a parte merita il settore della farmaceutica. Sin dall'entrata in vigore della legge di bilancio 2017 cambiano i parametri dei tetti di spesa e la loro denominazione (commi 398 e 399). Prevista anche l'istituzione di due fondi, da 500 milioni ciascuno, per l'acquisto di medicinali innovativi ed innovativi oncologici. Le modalità di suddivisione delle risorse saranno determinate con apposito decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze, previa Intesa con le regioni (comma 405). Da osservare con attenzione quanto accadrà rispetto alla definizione dei criteri per la classificazione dei farmaci innovativi, a innovatività condizionata e dei farmaci oncologici innovativi. È previsto che entro il 31 marzo 2017 (comma 402) venga approvata una determinazione del direttore generale dell'Agenzia italiana per il farmaco, previo parere della Commissione consultiva tecnico scientifica (CTS). C'è da chiedersi se, dopo la recente bocciatura da parte del neo direttore dei nuovi criteri sull'equivalenza terapeutica fra due o più farmaci, individuati ed approvati proprio dalla CTS (Det. AIFA-DG n. 458 del 31 marzo 2016), ci saranno altri contrasti. Rimanendo nel settore dei medicinali, sorprese poco piacevoli per le casse delle regioni potrebbero provenire dalle novità introdotte rispetto alla spesa per i farmaci biologici ed i relativi biosimilari di riferimento (comma 407). Inoltre, a differenza di quanto avvenuto nella manovra finanziaria 2016, quest'anno non sono stati previsti meccanismi di accertamento ed impegno nei bilanci delle quote di sforamento dei tetti di spesa per l'anno 2015. Si tratta di somme ingenti che potrebbero influenzare l'entrata in piano di efficientamento di gran parte delle aziende ospedaliere o delle aziende sanitarie locali e dei relativi presidi a gestione diretta, soprattutto se si considera il restringimento dei parametri di carattere economico-gestionale (comma 390).