Nel mondo ci sono 1,1 miliardi di fumatori. L’80 % vive in Paesi a basso e medio reddito, circa 226 milioni si trovano in condizioni di povertà. I morti a causa del fumo sono 6 milioni all’anno, e vengono spesi più di 1000 miliardi tra spese sanitarie e perdita di produttività. E’ quanto emerge dal recente studio “Economia e controllo del tabacco”, pubblicato dall’Oms e dall’Istituto Nazionale contro il cancro degli Stati Uniti.

Secondo gli esperti l’aumento delle imposte è in grado di ridurre notevolmente il consumo di tabacco, in particolare elevando le accise di circa 0,80 dollari a confezione, con un conseguente incremento del prezzo di vendita al dettaglio del 42%, si otterrebbe un calo del 9% dei soggetti fumatori, e un aumento del ricavo annuale per i governi pari al 47%. L’indagine ha però evidenziato come dei 269 miliardi incamerati grazie alle accise sul tabacco, gli Stati ne hanno investito meno di un miliardo per il controllo di questo fenomeno.

“Questo rapporto – spiega Douglas Bettcher, Direttore dell’Oms per la prevenzione delle malattie non trasmissibili -  dimostra come le vite possano essere salvate e le economie possano prosperare quando i governi attuano politiche di costo-efficacia e misure collaudate, come l’aumento in modo significativo delle tasse e dei prezzi sui prodotti, il divieto di commercializzazione del tabacco e il fumo in pubblico”.