Dopo 12 anni si rimette mano all’Educazione continua in medicina. 97 articoli riorganizzeranno l’ECM per fare chiarezza sulle competenze, snellire la burocrazia e fornire un’offerta formativa e una qualità assistenziale uniforme e più elevata su tutto il territorio nazionale.

Nei prossimi giorni la Conferenza Stato Regioni esaminerà lo schema di accordo trasmesso dal Ministero, per poi dare il via libera nella prima seduta utile.

A completare il tutto dei Manuali ad hoc che saranno definiti prossimamente dalla Commissione nazionale ECM. In particolare si parla del “Manuale nazionale di accreditamento per l’erogazione di eventi ECM”, che dovrebbe essere pronto entro il prossimo mese di febbraio, e che detterà regole e requisiti per l’accreditamento dei provider e per la disciplina degli eventi formativi. A questo si aggiungono i “Manuali regionali di accreditamento per l’erogazione di eventi ECM”, il “Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario”, e il “Manuale per le verifiche dei provider”.

Il nuovo schema prevede un alleggerimento degli obblighi del provider nelle procedure di presentazione dei documenti e nuovi criteri per l’attribuzione dei crediti agli eventi.

Il professionista avrà la possibilità di costruire un Dossier ad ogni inizio di triennio di formazione, nel quale indicare le proprie esigenze formative. Gli eventi a cui ha partecipato potranno essere verificati da lui stesso perché registrati dal sistema Cogeaps. Al termine del percorso potrà ricevere dei bonus riguardo il numero dei crediti da raggiungere.

Gli standard minimi di qualità saranno determinati dalla Commissione nazionale ECM, presieduta dal ministro della Salute, coadiuvato dal coordinatore della Commissione salute e dal Presidente Fnomceo.

L’attuazione amministrativa di quanto stabilito nelle nuove regole spetterà alle Regioni e alle Province autonome, che programmeranno la formazione continua valutando le proprie esigenze territoriali, nell’assicurazione del raggiungimento di standard minimi a livello nazionale. Avranno inoltre la possibilità di prevedere ulteriori requisiti di accreditamento rispetto ai livelli minimi stabiliti dal Manuale nazionale, purché “oggettivamente idonei ad elevare la qualità dell’offerta formativa”.

Organi di verifica, l’Osservatorio nazionale ECM, un Comitato di garanzia, la Segreteria della Commissione nazionale. Anche le Regioni saranno libere di istituirne dei propri, o di stipulare accordi a titolo oneroso con Agenas per svolgere attività di verifica. Il tutto dovrà però sempre essere approvato dalla Commissione nazionale. Pareri non vincolanti potranno essere espressi da una Consulta Nazionale.

Per i provider che violeranno le regole sono previste provvedimenti che vanno dalla revoca dell’accreditamento per 2 anni, nei casi di violazioni molto gravi, alla sospensione temporanea, da un minimo di 15 giorni ad un massimo di un anno, per quelle gravi, fino al semplice ammonimento per le violazioni considerate lievi.