L’Italia  Paese da bassa classifica quanto a  sistema sanitario nazionale in confronto agli altri Paesi Europei.   Secondo l’Euro Index Consumer Health 2016 (EHCI), pubblicato lunedì 30 gennaio dalla Health Consumer Powerhouse, il nostro Paese conferma, nel 2016, il 22° posto già assegnatogli nel 2015. Ricordiamo che l’indice è il risultato di un’analisi, che l’istituto conduce dal 2005, in base a 48 indicatori suddivisi in 6 aree (Diritti dei pazienti e informazione, accesso alle cure, risultati trattamenti, gamma servizi, prevenzione e l'uso di prodotti farmaceutici) analizzando i dati statistici sanitari ufficiali e il livello di soddisfazione dei cittadini di 35 paesi del continente europeo.
 
In generale il rapporto evidenzia come “la sanità europea è in costante miglioramento su: mortalità infantile, tasso di sopravvivenza malattie cardiache, ictus e cancro. E le risultanze rimarcano anche come si stia potenziando il coinvolgimento dei paziente”. Nota dolente invece la persistenza di “inefficienza” in troppi paesi. E poi un auspicio: “Se tutti copiassero i sistemi europei di maggior successo si potrebbero risparmiare risorse da investire per salvare vite umane e migliorare le prestazioni”.
In Italia tuttavia rispetto all’anno scorso si registra un lieve miglioramento di 15 punti (dai 667 del 2015 si è arrivati a 682 nel 2016). Da notare come nel 2006 (quando i paesi misurati erano 26) l'Italia era all'11° posto. “L'Italia – si legge nell’indagine - ha la più grande differenza riferita al pro capite tra le regioni di qualsiasi paese europeo. Il PIL della regione più povera è solo 1/3 di quello della Lombardia (la più ricca). Anche se in teoria l'intero sistema sanitario opera sotto un ministero centrale della salute, il punteggio dell’Italia è un mix tra il verde (livello alto) da Roma in su e il rosso (livello più basso) per le regioni meridionali e per questo su molti indicatori i punteggi sono gialli”.