Marche, Umbria e Veneto sono le tre Regioni benchmark che nel 2017 costituiranno il riferimento per definire i costi standard in sanità, utili per stabilire le quote di riparto del Fondo sanitario nazionale. Lo ha deciso la Conferenza Stato-Regioni, selezionandole tra le 5 in lizza (che includevano anche Lombardia ed Emilia-Romagna).

Le Regioni prescelte, le stesse dello scorso anno, sono quelle che hanno raggiunto i punteggi IQE,  l'indicatore finale di qualità ed efficienza, più alti. 19 gli indicatori considerati, tra cui il punteggio della griglia Lea per il 2013, i dati di bilancio, e la performance su vari indicatori di salute come la degenza media pre-operatoria, la spesa farmaceutica pro capite, il costo medio dei ricoveri per acuti in degenza ordinaria, la spesa per la specialistica di laboratorio, la clinica e la diagnostica strumentale.

"Il risultato raggiunto - ha dichiarato Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche - é uno stimolo a fare sempre meglio, consapevoli dei tanti sacrifici che sono ogni giorno chiamati a fare tutti coloro che operano in sanità, soprattutto in un momento di grande difficoltà per la nostra comunità colpita dagli eventi sismici degli ultimi mesi, e che hanno visto il Servizio Sanitario Regionale in prima linea per sostenerle le popolazioni". Soddisfazione é stata espressa anche da Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.

"Mantenere un'eccellenza - ha affermato - é più difficile che raggiungerla, soprattutto dopo anni di tagli alle risorse". "I costi standard per evitare utilizzi impropri dei fondi - ha continuato Zaia - e determinare su questa base il riparto del Fondo sanitario nazionale, sono da anni la madre di tutte le battaglie che abbiamo condotto, spesso in solitudine o quasi, su tutti i tavoli nazionali".

"Utilizzando il metodo dei costi standard in casa nostra - ha concluso - abbiamo chiuso il bilancio sanitario in attivo per sei anni di fila, pur riuscendo a sostenere le nostre eccellenze e la qualità diffusa negli ospedali e sul territorio, e con la nuova riforma amministrativa avviata dal primo gennaio recupereremo dalla macchina burocratica altre risorse da dedicare alle cure".