La regionalizzazione ha reso evidenti le sperequazioni tra le diverse regioni italiane, tra quelle povere e quelle ricche. Di conseguenza ci si trova ora di fronte a venti servizi sanitari diversi e con diverse capacità assistenziali. Lo sostiene Don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della sanità   della Conferenza Episcopale Italiana, in una intervista rilasciata al quotidiano Avvenire. “Il sistema aziendale – aggiunge Don Arice – ha portato ad offrire non la cura a tutti coloro che ne hanno bisogno, ma in base ai fondi disponibili. Ecco perché ci troviamo oggi a dover affrontare un costante aumento della povertà sanitaria”, Tra le emergenze più acute segnala gli “undici milioni di italiani che rinunciano a curarsi perché non hanno risorse per farlo”. Infine denuncia il circolo vizioso per cui “la crisi economica porta povertà, anche sanitaria, che è ciò che fa crescere le malattie e dunque alla fine bisogna comunque curarsi ulteriormente”. “Bisogna vigilare – conclude - perché i diritti dei deboli, non diventino diritti deboli”.