La “cultura dello scarto” mostra  tutta la sua iniquità e tutte le sue dolorose conseguenze quando provoca sofferenze su sofferenze in chi ha bisogno di cura ma non ha mezzi sufficienti a provvedere. Dunque “non sia solo il denaro a orientare le scelte politiche e amministrative” quando si tratta di “salvaguardare il diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana”. Al contrario “si moltiplichino gli sforzi di tutti perché i diritti dei più deboli siano tutelati”. Insomma non si specula sulla pelle della gente malata. Non usa mezzi termini Papa Francesco per denunciare, ancora una volta, la penosa situazione di quanti scelgono di non curarsi poiché non possono affrontare la spesa necessaria per raggiungere la guarigione. Una fetta di popolazione che in Italia fa registrare costantemente una crescita esponenziale. Papa Francesco non risparmia nessuno, neppure chi gestisce le istituzioni sanitarie, tanto meno se gestite da enti e congregazioni religiose.    “Nessuno – ha detto venerdì mattina a vescovi italiani e a responsabili delle istituzioni socio-sanitarie cattoliche -può restare indifferente” dinnanzi al dramma dei poveri che hanno “difficoltà di accesso alle cure”.  Tanto meno può restare indifferente  “ chi gestisce i luoghi di cura”. “Il modello aziendale in ambito sanitario, se adottato in modo indiscriminato, invece di ottimizzare le risorse disponibili -ha messo in guardia il Papa - rischia di produrre scarti umani. Ottimizzare le risorse significa utilizzarle in modo etico e solidale e non penalizzare i più fragili”. “Quando la persona malata non viene messa al centro e considerata nella sua dignità – ha aggiunto il Pontefice - , si ingenerano atteggiamenti che possono portare addirittura a speculare sulle disgrazie altrui. E questo è molto grave! Occorre essere vigilanti, soprattutto quando i pazienti sono anziani con una salute fortemente compromessa, se sono affetti da patologie gravi e onerose per la loro cura o sono particolarmente difficili, come i malati psichiatrici”. Papa Francesco per ripetere il suo appello alla solidarietà con i poveri, ha colto l'occasione offertagli dall'incontro con i Vescovi, la Consulta Nazionale, i Direttori degli Uffici diocesani della Conferenza Episcopale Italiana, ricevuti in udienza  venerdì mattina, 10 febbraio, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, per celebrare i 25 anni della Giornata Mondiale del Malato i 20 anni dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute. All'incontro con il Pontefice ha partecipato anche una folta delegazione dell'ARIS.