Nona edizione per il progetto “Le Performance Regionali”, presentato da C.R.E.A. Sanità, nel corso di un recente evento in live streaming, alla presenza di esperti del settore sanitario e istituzionale.

Il lavoro, iniziato nell’aprile del 2020, ha coinvolto un folto panel di esperti, composto da 124 soggetti.

Obiettivi dello studio valutare il livello di tutela del bene salute all’interno delle diverse regioni, considerando sia la componente pubblica che quella privata, e contribuire al miglioramento delle politiche sanitarie, fornendo una misura delle performance regionali, in un’ottica di valutazione che tenga conto delle differenti prospettive e che sia condiviso dai diversi stakeholder del sistema, appartenenti ai settori dell’industria medicale, delle istituzioni, del management aziendale, delle professioni sanitarie, degli utenti.

Novità di questa edizione l’introduzione di rappresentanti degli Enti Locali (Comuni) nel panel di esperti, rappresentati da 3 sindaci, e l’introduzione degli indicatori relativi alla gestione della malattia Covid 19.

Regioni virtuose, la Provincia Autonoma di Bolzano, quella di Trento, l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana e il Veneto, con una Performance valutata tra il 48% ed il 61% del massimo ottenibile, la Calabria si conferma fanalino di coda.

 

 

 

Istituito al Ministero della Salute il Tavolo tecnico sulle malattie rare. Il Tavolo riunisce esperti clinici e accademici, rappresentanti istituzionali e delle associazioni dei pazienti e della società civile, che lavoreranno insieme per far emergere le più urgenti problematiche dei malati rari e dei caregiver. Grazie all'approccio multidisciplinare garantito dalla sua composizione, il Tavolo consentirà inoltre di promuovere e incentivare la ricerca scientifica per la comprensione dei meccanismi alla base delle malattie rare e per lo sviluppo di nuovi approcci diagnostici e terapeutici, anche alla luce delle nuove esigenze scaturite dall'esperienza epidemica con il virus SARS-CoV-2.

“Ora che ci stiamo lasciando il peggio di questa pandemia alle nostre spalle –ha sottolineato il Sottosegretario di Stato alla Salute, Pierpaolo Sileri - dobbiamo ritornare a occuparci di altre emergenze, tra cui appunto quelle dei malati rari”.

“E' con grande senso di responsabilità che ho accettato la delega alle malattie rare – ha continuato - e il tutto il mio impegno è rivolto alla risoluzione delle esigenze dei circa 7-8mila pazienti rari e le loro famiglie… affinché si traducano in proposte concrete in grado di indirizzare le istituzioni verso provvedimenti che risolvano le problematiche più urgenti e diffuse".

 

 

Prende forma la rete italiana per il sequenziamento e il monitoraggio delle varianti Covid. Come annunciato dall’Istituto superiore di sanità, la rete prevede "un'unica piattaforma pubblica, la sorveglianza epidemiologica, il sequenziamento dei ceppi virali circolanti, il monitoraggio immunologico, la ricerca e la formazione sui vari aspetti dell'infezione da Sars-CoV-2… Si punta a una struttura permanente per gestire questa e le future emergenze infettive nel nostro Paese".

"La rete, che integra centri, funzioni e professionisti esistenti - spiega l'Iss in una nota - è promossa dal ministero della Salute con un finanziamento strutturale in prospettiva pluriennale, e si sviluppa in collaborazione con la struttura commissariale anti Covid-19 guidata dal generale Francesco Figliuolo. Sarà composta, per la parte relativa al sequenziamento, dai laboratori di microbiologia di riferimento regionale, dai laboratori di sanità militare, dai laboratori di microbiologia a supporto identificati all'interno di ogni Regione/Pa e si avvarrà del contributo di centri ad alta capacità di sequenziamento. Un ruolo fondamentale è previsto per i centri di ricerca, che oltre a sviluppare le conoscenze, contribuiranno a rafforzare la rete formativa per giovani specialisti. Un'importante azione di supporto sarà dedicata a costituire una rete di laboratori per il monitoraggio immunologico dell'efficacia dei vaccini e della risposta all'infezione naturale".

"La rete – prosegue la nota - garantirà in un'unica piattaforma la sorveglianza della circolazione di varianti genetiche di Sars-CoV-2, sarà integrata con la sorveglianza Covid-19 coordinata da Iss e con l'Anagrafe vaccinale nazionale coordinata dal ministero della Salute. Grazie alla rete sarà possibile arricchire il monitoraggio e lo studio di queste e altre future epidemie da diverse prospettive: oltre a quella epidemiologica e di monitoraggio, quella degli studi viro-immunologici, quella della comprensione dei meccanismi e degli effetti della malattia, e ancora quella della osservazione e valutazione della risposta anticorpale e cellulare delle vaccinazioni, e non ultima quella di formare giovani con competenze specifiche in campo virologico e immunologico, in modo da rafforzare la capacità di prevenzione, controllo e risposta alle malattie infettive".

 

Migliorare lo stile di vita, dedicando maggiore attenzione ad corretta alimentazione e del tempo all’attività fisica, potrebbe portare ad un risparmio di oltre 1,5 miliardi per la spesa sanitaria e potrebbero essere evitate oltre 11.600 morti. E’ quanto emerso durante il convegno su “Attività fisica e corretta nutrizione: la chiave per il risparmio della spesa sanitaria”, tenutosi recentemente al CNEL.

 “La pandemia ha riportato al centro dell’attenzione il binomio benessere-spesa sanitaria mostrando gli effetti negativi di una alimentazione scorretta associata alla mancata attività fisica e sportiva – ha dichiarato la Sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali - Una indagine IPSOS commissionata dal Dipartimento per lo Sport ha restituito dati davvero allarmanti. Ringrazio il CNEL per aver scelto un tema che però troppo tempo è stato marginale rispetto al dibattito pubblico”.

Una corretta alimentazione legata all’attività sportiva favorirebbe la diminuzione di diverse patologie, anche gravi, come le cardiopatie e il cancro alla mammella, che sono tra le cause di morte principali, ma avrebbe effetti positivi anche sulla spesa sanitaria, cresciuta notevolmente in questi ultimi anni e arrivata quasi a 120 miliardi.

“L’Italia è tra i Paesi con il maggior indice di obesità infantile – affermano gli esperti del CNEL - ciò significa che tra qualche anno ci potrebbe essere un aumento considerevole di giovani e adulti con patologie legate a diete scorrette e inattività. L’obiettivo dei prossimi anni, per ridurre la spesa sanitaria, ma soprattutto l’impatto delle patologie, deve essere un miglioramento degli stili di vita attraverso una capillare e diffusa attività di informazione ed educazione attraverso le scuole”.

“Sono stati adottati provvedimenti molto importanti che permettono di dare concretezza e stabilità al Sistema Sanitario Nazionale", così Andrea Costa, Sottosegretario alla Salute, dopo che la Conferenza Stato Regioni ha approvato la ridefinizione dei fabbisogni di medici specialisti da formare nel triennio 2020-2023. Oltre 38mila nuovi medici specializzati entro il 2023 e nuove risorse a sostegno del sistema dei prelievi e delle trasfusioni e della rete nazionale dei trapianti.

 “Con la seduta di oggi della Conferenza Stato Regioni - ha continuato Costa, che ha partecipato alla riunione in rappresentanza del Ministero - sono stati adottati provvedimenti molto importanti che permettono di dare concretezza e stabilità al Sistema Sanitario Nazionale”.

 “In totale - ha spiegato - si tratta di almeno 38.942 medici che saranno formati entro il 2023, oltre 13mila unità in più rispetto al triennio precedente. Andranno a dare nuova forza al Sistema Sanitario Nazionale così duramente messo alla prova da questi 15 mesi di pandemia, durante i quali il personale medico ha dato grande prova di sacrificio".

Oltre all’accordo per la ridefinizione del fabbisogno dei medici specialisti, la Conferenza Stato Regioni ha approvato anche una serie di provvedimenti che hanno modificato obiettivi e criteri per la ripartizione tra le Regioni dei fondi destinati al funzionamento dei Centri Trasfusionali Regionali, al sistema trapiantologico, al sistema per la rintracciabilità del sangue e degli emocomponenti e, infine, per il sistema di qualità per i servizi trasfusionali.