Le famiglie povere spendono in farmaci il 54% del proprio budget sanitario (contro il 40% delle altre famiglie) perché investono meno in prevenzione. Spendono per il dentista solo 2,35 euro mensili (24,83 euro le altre famiglie). 13,7 milioni di individui risparmiano su visite mediche e accertamenti. Ma il SSN copre solo il 59,4% della spesa farmaceutica”. Inoltre, “nel 2018, 539.000 poveri non si sono potuti permettere le cure mediche e i farmaci di cui avevano bisogno. Si tratta mediamente del 10,7% dei poveri assoluti italiani. La richiesta di farmaci (993.000 nel 2018) è aumentata del 22% nel quinquennio 2013-2018. Servono soprattutto farmaci per il sistema nervoso (32%), l’apparato muscolo-scheletrico (16%), il tratto alimentare e metabolico (13,4%), l’apparato respiratorio (8,7%) e le patologie dermatologiche (6,3%). Anche quest’anno, inoltre, più 13 milioni di persone hanno limitato le spese per visite e accertamenti”. È quanto è emerso dal Rapporto 2018 - Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci,promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato, con il contributo incondizionato di IBSA, dall’Osservatorio Donazione Farmaci (organo di ricerca di Banco Farmaceutico).  A causa di spese più urgenti (perché non rinviabili), le famiglie povere destinano alla salute solo il 2,54% della propria spesa totale, contro il 4,49% delle famiglie non povere. In particolare, possono spendere solo 117 euro l’anno (con un aggravio di 11 euro in più rispetto all’anno precedente), mentre il resto delle persone può spendere 703 euro l’anno per curarsi (+8 euro rispetto all’anno precedente).

Per le famiglie indigenti, inoltre, la quota principale della spesa sanitaria è destinata ai medicinali: 12,30 euro mensili, pari al 54% del totale. Il resto delle famiglie destina ai farmaci solo il 40% della spesa sanitaria, perché investe maggiormente in prevenzione.
 In tal senso, è particolarmente sintomatica le spesa delle persone in stato di indigenza per i servizi odontoiatrici: 2,35 euro mensili, contro 24,83 euro del resto della popolazione. Non è un caso che la cattiva condizione del cavo orale sia diventato un indicatore dello stato di povertà (economica e culturale).

La strategia del risparmio coinvolge 5,66 milioni di famiglie e 13,7 milioni di individui, configurandosi come un vero e proprio comportamento di massa. Nel triennio 2014-16 la percentuale di italiani, tra le famiglie non povere, che ha limitato il numero di visite e accertamenti è passato dal 24 al 20%. La quota, invece, è aumentata tra le famiglie povere, passando dal 43,4% al 44,6%. Nonostante questa strategia di contenimento della spesa sanitaria a proprio carico, i dati ufficiali indicano una progressiva divaricazione tra la spesa pubblica (in riduzione) e quella privata (in aumento). In particolare, la quota di spesa per assistenza farmaceutica non sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale e a carico totale delle famiglie sfiora il record storico, passando al 40,6% rispetto al 37,3% dell’anno precedente. “Dal più recente bilancio demografico diffuso dall’Istat, nel 2017 i morti, in Italia, sono stati 649mila, 34mila in più rispetto al 2016. Nel 2015, i morti sono stati 50mila in più rispetto al 2014. Nell’ultimo secolo, solo nel corso della seconda guerra mondiale (1941-1944) e nel 1929 si registrano picchi analoghi. Il richiamo al 1929 evoca un legame tra malessere economico e debolezza del sistema socio-sanitario che, pur con tutte le varianti e le riletture indotte dai tempi moderni, può aiutarci a capire l’altalena della mortalità su cui rischia di adagiarsi la popolazione italiana”, scrive Gian Carlo Blangiardo nel suo editoriale contenuto nel Rapporto sulla Povertà sanitaria 2018.

La certificazione del fallimento del processo di aziendalizzazione in sanità traspare con la massima evidenza nell’ultimo report del Ministero della Salute sui piani di rientro dal deficit sanitario.

Sette regioni (Puglia, Abruzzo, Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Molise) sono attualmente sottoposte alla disciplina dei Piani di rientro, mentre altre quattro ne sono uscite nel corso del tempo: Liguria e Sardegna al termine del primo triennio di vigenza 2007-2009; Piemonte al termine del triennio 2013-2015 e Abruzzo, nel 2016. In totale sono 11 le regioni che senza un regime di stretto controllo da parte dello Stato centrale, che ha interdetto loro la possibilità di legiferare autonomamente, avrebbero portato i loro libri in tribunale attivando le procedure fallimentari.

Le uniche regioni indenni sono state quelle del Nord tradizionalmente ben gestite indipendentemente dal colore delle loro amministrazioni. Regioni in cui la buona amministrazione della cosa pubblica è stata resa possibile dalla partecipazione democratica dei cittadini che da sempre sono affetti da quella malattia sconosciuta nel resto del paese che si chiama “civismo”. In sanità, come in altri settori dello Stato, il cambio di paradigma introdotto con gli anni ’90 e basato sulla supremazia del privato nella sfera della gestione è fallito e si dovrebbe avere il coraggio di dichiararne la morte clinica. Non soltanto i conti in sanità sono migliorati solo grazie al rigido controllo dello Stato, che in ben 11 regioni ha soppresso di fatto l’autonoma potestà legislativa dei consigli regionale e loro presidenti, ma il processo di aziendalizzazione non è nemmeno riuscito, pur potendolo fare, a valorizzare la risorsa umana e professionale. Nella sezione documentazione del sito è possibile consultare il contenuto del Report ministeriale.

 Pubblicate sul sito del Ministero le schede delle ultime verifiche dei Tavoli di monitoraggio riguardanti le sette Regioni sottoposte a Piano di rientro, di cui 4 (Lazio, Calabria, Campania e Molise) anche commissariate. Emergono progressi in molti casi sia dal punto di vista economico che da quello dell’erogazione dei Lea ma in alcune Regioni (vedi per diverse ragioni Calabria, Campania e Molise) il percorso di risanamento è ancora ben lungi dall’essere concluso. Ancora non si sa se il Lazio riuscirà ad uscire dal commissariamento

Quotidiano della Sanità  Regioni commissariate e in Piano di rientro, il Ministero della Salute fa il punto della situazione e pubblica sul proprio sito i risultati delle ultime verifiche dei Tavoli di monitoraggio che si sono svolte a luglio su: situazione economica, verifica attuazione programmi operativi e adempimenti ed erogazione Lea.
Attualmente le Regioni sottoposte alla disciplina dei Piani di rientro (PdR) sono 7: Puglia, Abruzzo, Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Molise; le ultime quattro sono commissariate. In sei Regioni -  Lazio, Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria, Puglia - i Piani di rientro stanno proseguendo attraverso i programmi operativi 2016-2018. Per il Molise è intervenuta una particolare disposizione che ha previsto la definizione di un Programma operativo straordinario 2015-2018.
 
In generale, il quadro che emerge, seppur con tutte le differenze del caso, rileva un miglioramento generale sia dei conti (in difficoltà la Calabria e in minor misura il Molise anche se quasi tutte le Regioni devono ricorrere alle coperture derivanti dalle tasse per far quadrare i conti) che da quello dei Lea dove tutte le Regioni (tranne e Calabria e Campania superano la soglia dei 160 punti considerata quella della sufficienza).

Ma vediamo qui di seguito le schede Regione per Regione:
 
REGIONE ABRUZZO
Situazione economico-finanziaria
La Regione a conto consuntivo 2017 presenta un disavanzo, prima del conferimento delle coperture, di 52,219 mln di euro. Dopo il conferimento delle risorse derivanti da somme presenti nello Stato Patrimoniale 2017 residuerebbe un disavanzo non coperto di circa 13,3 mln di euro. Al riguardo i tavoli hanno chiesto alla regione come intenda coprire tale possibile disavanzo. Erogazione dei LEA
Il punteggio della Griglia LEA, anno 2016, è pari a 189 (livello di sufficienza >160). (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli:
- hanno sollecitato l’elaborazione di linee guida per le cure domiciliari e di rendere operativi i protocolli di funzionamento della rete di cure palliative;
- riguardo al provvedimento unico di programmazione della rete territoriale, ricevuto in forma di proposta, hanno formulato diverse osservazioni finalizzate a rendere coerente la rete regionale con i livelli di intensità e le categorie di utenti previste dal DPCM Lea 12 gennaio 2017;
- sono rimasti in attesa di un provvedimento unico della rete ospedaliera (inclusa Tabella C) che tenga conto delle modifiche intervenute recentemente, da sottoporre alla valutazione del Tavolo ex DM 70 per la verifica di coerenza con i criteri stabiliti dallo stesso DM 70;
- con riferimento all’accreditamento hanno rilevato il permanere di un considerevole numero di strutture private che non hanno ancora concluso l’iter ed evidenziato il ritardo della Regione nel recepimento delle Intese in materia (es. adeguamento dell’Organismo Tecnicamente Accreditante e redazione manuali di accreditamento);
- riguardo alla spesa farmaceutica hanno evidenziato il mancato rispetto dei tetti sia con riferimento alla spesa convenzionata sia quello per gli acquisti diretti;
- per quanto attiene alla valutazione del piano di fabbisogno del personale (art. 1 comma 541, Legge 208/2015), hanno evidenziato la necessità di chiarimenti e di riformulazione dello stesso secondo le indicazioni già fornite con le Circolari ministeriali nonché della rete ospedaliera aggiornata, che ne costituisce la necessaria cornice organizzativa.     Adempimenti LEA
I Tavoli di verifica hanno rilevato la persistenza di una inadempienza nell’anno 2016 che ritarda l’accesso alla quota premiale del Fondo Sanitario Nazionale. REGIONE CALABRIA
Situazione economico-finanziaria
I Tavoli hanno confermato un disavanzo di gestione a consuntivo 2017, prima delle coperture, pari a 101,529 mln di euro. Hanno rilevato l’impossibilità ad effettuare l’esame dello Stato Patrimoniale anno 2017, in virtù delle carenze informative da parte della Regione, nonché il permanere di gravi criticità con riferimento alla conclusione della procedura di regolarizzazione delle poste debitorie relative all’ASP di Reggio Calabria. Erogazione dei LEA
Il punteggio consolidato della griglia LEA anno 2016 è pari a 144 (livello di sufficienza >160), con varie carenze ascrivibili in particolare all’adesione agli screening oncologici, all’offerta territoriale e alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera.
Prima di entrare nella verifica dello stato di attuazione del PO 2016-2018 hanno chiesto al commissario aggiornamenti relativamente alla governance regionale. Il commissario ha ribadito le varie criticità interne, in particolare l’assenza di un sub commissario, le carenze di personale nella struttura regionale, la mancanza di un supporto costante da parte dell’Advisor ed esterne (situazione drammatica dell’ASP di Reggio Calabria). (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli hanno rilevato una sostanziale inerzia da parte del commissario, essendo la maggior parte delle azioni previste dal Programma Operativo in ritardo rispetto a quanto programmato (tra cui, la definizione ed implementazione delle varie reti assistenziali specialistiche) ed inoltre:
- relativamente alla rete ospedaliera sono rimasti in attesa di aggiornamenti sulla prevista integrazione tra l’AO Pugliese Ciaccio e l’AOU Mater Domini, nonché della relativa bozza di legge;
- in relazione all’accreditamento sono rimasti in attesa delle previste proposte di leggi regionali;
- hanno richiesto varie modifiche sul DCA n. 166/2017 con cui è stata ridefinita la rete territoriale, nonché rilevato varie criticità sul sistema trasfusionale, a seguito delleispezioni svolte dal Centro Nazionale Sangue su taluni servizi trasfusionali (in particolare Polistena).
- con riferimento all’assistenza primaria sono rimasti in attesa delle previste linee di indirizzo per le ASP per l’attivazione delle ATF e UCCP;
- hanno sollecitato il commissario a procedere con la richiesta di deroga o con la disattivazione del punto nascita sub-standard di Soverato;
- hanno rammentato al commissario, segnalandone il ritardo, di trasmettere un dettagliato report relativo ai controlli delle cartelle cliniche;
- hanno evidenziato - anche per l’anno 2017 - il mancato rispetto dei tetti relativi alla spesa farmaceutica (convenzionata e acquisti diretti). Adempimenti LEA
Con riferimento alla verifica adempimenti, i Tavoli hanno rilevato il persistere di varie inadempienze negli anni 2015-2016 che ritardano l’accesso alle quote premiali del FSN. REGIONE CAMPANIA
Situazione economico-finanziaria
I Tavoli hanno confermato, a conto consuntivo 2017, un avanzo di gestione di 7,878 mln di euro. Hanno sollecitato il commissario all’approvazione di tutti i bilanci 2016 e 2017, richiamando le tempistiche previste dalla normativa. Erogazione dei LEA
Il punteggio della Griglia LEA, nel 2016, si attesta a 124 (livello di sufficienza >160) con le criticità principali ascrivibili al settore della prevenzione (con inadeguati livelli di adesione agli screening oncologici), dell’assistenza territoriale e della qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera. Si evidenzia positivamente il risultato di alcuni indicatori rilevanti nella valutazione della qualità e dell’appropriatezza delle cure ospedaliere, elaborati sull’anno 2017, quali la riduzione della quota di parti cesarei primari e l’incremento dei pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni, nonché la tempestività di intervento dei mezzi di soccorso (intervallo target = 18 minuti). (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli:
- hanno raccomandato al commissario il rispetto del termine previsto (10 agosto 2018) per la trasmissione del DCA di revisione della programmazione ospedaliera finalizzato al completo allineamento dei parametri previsti dal DM n. 70/2015;
- con riferimento alla rete territoriale hanno sollecitato l’emanazione degli atti applicativi (criteri di accesso, di eleggibilità e aggiornamento dei requisiti) per le varie aree dell’offerta al fine di fornire un’adeguata risposta assistenziale ai bisogni non soddisfatti dei cittadini campani;  
- in materia di rete trasfusionale, hanno formulato varie osservazioni sul provvedimento che ha definito le linee di indirizzo regionali per la produzione e l’utilizzo di emocomponenti per uso non trasfusionale;
- hanno rilevato il permanere di talune criticità con riferimento alle procedure di accreditamento delle strutture private, nonché una rilevante produzione over budget da parte degli erogatori privati accreditati, richiamando il commissario ad una più attenta governance del settore;
- hanno sollecitato, segnalandone il ritardo, il commissario a trasmettere una rendicontazione completa delle spese sostenute, con riferimento alla I tranche del finanziamento (pari a 16,9 mln di euro) assegnato con DM Salute del 18/03/2015, sulle attività di prevenzione condotte per la “Terra dei Fuochi”;
- hanno registrato, anche per l’anno 2017, il mancato rispetto dei tetti relativi alla spesa farmaceutica (convenzionata e acquisti diretti). Verifica adempimenti
Con riferimento alla verifica adempimenti, i Tavoli hanno valutato positivamente la verifica adempimenti 2015, erogando relative spettanze residue, pari a 294,6 mln. di euro ma hanno rilevato il persistere di varie inadempienze per l’anno 2016 che ritardano l’accesso alle quote premiali del FSN.
 
REGIONE LAZIO
Situazione economico-finanziaria
La Regione Lazio a Conto consuntivo 2017 presenta, prima del conferimento delle coperture, un disavanzo di 45,665 mln di euro (il Programma operativo 2016-2018 aveva previsto un disavanzo pari a 58,7 mln di euro). Dopo il conferimento delle coperture fiscali, residua un avanzo di circa 658,741 mln di euro.
I Tavoli hanno valutato, inoltre, che, con riferimento al gettito delle aliquote fiscali che erano prioritariamente destinate all’equilibrio del SSR a seguito della sottoscrizione dell’Accordo per il Piano di rientro, alla luce dei risultati di gestione degli ultimi due anni, ai sensi dell’articolo 2, comma 6, del decreto legge n. 120/2013, è consentito alla Regione Lazio di destinare all’equilibrio del settore sanitario, a partire dall’anno d’imposta 2019, un gettito fiscale minimo pari a 91,091 mln di euro. Erogazione dei LEA
Il punteggio consolidato della Griglia LEA anno 2016 è pari a 179 (livello di sufficienza >160), con talune carenze ascrivibili all’offerta territoriale per anziani non autosufficienti e disabili. (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli hanno:
- valutato favorevolmente il miglioramento della quota di residenti che hanno effettuato test di screening oncologici (mammella, cervice uterina e colon-retto) in programmi organizzati, il livello di coperture vaccinali raggiunto, e lo stato di avanzamento delle azioni messe in campo in materia di sanità veterinaria e sicurezza alimentare (tra cui i risultati conseguiti nell’ambito dei piani di eradicazione della brucellosi e della TBC bovina);
- in materia di accreditamento, sollecitato la conclusione del processo di riconduzione alla normativa vigente delle strutture cd. extra-ordinem;
- per quanto attiene la rete ospedaliera ex DM 70/2015 sono rimasti in attesa dell’attuazione della riconduzione delle discipline in eccesso (Chirurgia generale, Neurochirurgia e Chirurgia plastica) come previsto dal cronoprogramma attuativo, al fine di salvaguardare la sicurezza e la qualità dell’assistenza; della trasformazione di tutti i PPI (Punti di primo intervento) in postazioni 118; della riorganizzazione della rete dell’offerta privata accreditata, tenendo conto di quanto previsto dal paragrafo 2.5 del DM n. 70/2015;
- per quanto concerne l’offerta territoriale, hanno sollecitato l’implementazione di quanto programmato sull’assistenza ad anziani non autosufficienti e disabili, al fine di garantire un’adeguata risposta assistenziale ai bisogni non soddisfatti;
- riguardo alle cure primarie hanno rammentato la definitiva attuazione di quanto previsto dalla legge n. 189/2012 e dal Patto per la Salute 2014-2016 in materia di forme associative dell’assistenza primaria (Aggregazioni Funzionali Territoriali e Unità Complesse di Cure Primarie);
- con riferimento alle liste di attesa, hanno rilevato il persistere di criticità nei dati contenuti in Tessera sanitaria ex art. 50  2017 e sono rimasti in attesa di aggiornamenti sull’implementazioni delle azioni previste dal Piano regionale Liste di attesa (DCA 110/2017);
- hanno sollecitato la Regione a potenziare le attività inerenti ai flussi informativi, sia in termini di completezza sia di qualità. Adempimenti LEA
Con riferimento alla verifica adempimenti hanno valutato che persistono talune inadempienze nell’anno 2016 che ritardano l’accesso alla quota premiale.
Ricordiamo che la Regione Lazio ha avviato il percorso di uscita dal commissariamento ed entro il 31 dicembre 2018 il Governo dovrà valutare se sono stati raggiunti gli obiettivi del Piano operativo e in quel caso la Regione uscirà dal fase commissariale.
 
REGIONE MOLISE
Situazione economico-finanziaria
La Regione Molise a Consuntivo 2017 presenta un disavanzo di 35,055 mln di euro. Dopo il conferimento delle aliquote fiscali preordinate dal Piano di rientro alla copertura del disavanzo sanitario residua un disavanzo non coperto di 14,376 mln di euro.
Alla luce del contributo di solidarietà interregionale di cui alla seduta della Conferenza Stato-Regioni del 23 dicembre 2015, pari, per l’anno 2017, a 18 mln di euro, in accompagnamento al Piano di risanamento del Servizio Sanitario Regionale - Piano Operativo Straordinario 2015-2018, si ridetermina il risultato di gestione 2017 in 3,624 mln di euro.
I Tavoli hanno richiamato l’attenzione della struttura commissariale alla circostanza che l’equilibrio di gestione anche per l’anno 2017 è garantito solo grazie al contributo di solidarietà interregionale. Ricordano che l’anno 2017 è l’ultimo anno per il quale è previsto un contributo di solidarietà interregionale. Erogazione dei LEA
Il punteggio consolidato della griglia LEA anno 2016 è pari a 164 (livello di sufficienza >160), con criticità ascrivibili in particolare all’assistenza territoriale residenziale per anziani e all’appropriatezza e qualità delle cure ospedaliere. (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo Straordinario 2015-2018
I Tavoli:
- in materia di accreditamento hanno evidenziato diverse osservazioni sulla bozza del regolamento di istituzione dell’Organismo Tecnicamente accreditante e sul DCA 43/2018 che istituisce l’elenco regionale dei valutatori; sono rimasti in attesa del regolamento OTA con le modifiche richieste;
- hanno rappresentato nuovamente il mancato governo degli erogatori privati con particolare riferimento a IRCCS Neuromed e a Fondazione Giovanni Paolo II, che continuano ad erogare produzioni superiori ai budget;
- hanno riscontrato, da parte della Regione Molise, difficoltà a sottoscrivere Accordi bilaterali per il governo della mobilità interregionale con le Regioni Campania e Lazio;
- riguardo alla integrazione tra ASREM – PO Cardarelli di Campobasso e la Fondazione Giovanni Paolo II hanno rammentato il parere negativo reso dai Ministeri affiancanti sul protocollo di intesa e sugli accordi attuativi e sono rimasti in attesa dei predetti atti modificati e/o integrati;
- per la rete ospedaliera sono rimasti in attesa delle valutazioni del tavolo DM 70/2015 sul DCA 47/2017 integrato dal DCA 10/2018;
- sulla riorganizzazione della rete territoriale hanno rappresentato diverse criticità sul DCA 21/2018 in particolare sulla necessità che si articoli l’offerta sui diversi livelli di intensità assistenziale, per le varie tipologie di utenti, così come definiti dal DPCM Lea 12 gennaio 2017;
- hanno richiamato la Regione al rispetto dei tempi di pagamento. Adempimenti LEA
Con riferimento alla verifica adempimenti, la Regione ha risolto per l’anno 2014 tutte le inadempienze rimanenti, mentre persistono criticità sulla verifica 2015 e 2016.
 
REGIONE PUGLIA
Situazione economico-finanziaria
La Regione Puglia, a conto consuntivo 2017, presenta un avanzo di gestione pari a 3,735 mln di euro. Erogazione dei LEA
Il punteggio della Griglia LEA, anno 2016 è pari a 169 (livello di sufficienza >160). (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli, riscontrando un discreto raggiungimento di buona parte degli obiettivi previsti dal Programma Operativo:
- in materia di prevenzione, hanno preso atto delle azioni poste in essere dalla Regione che hanno portato ad un miglioramento all’adesione degli screening oncologici per carcinoma mammario e per cancro alla cervice uterina mentre hanno evidenziato il notevole ritardo nelle attività riferite allo screening per il tumore del colon retto;
- hanno invitato la Regione a contattare il competente ufficio della Direzione Generale della Programmazione - Ministero della Salute per apportare alcune integrazioni alla bozza di provvedimento unico di riorganizzazione della rete ospedaliera, trasmesso dalla stessa, al fine di non ritardare ulteriormente la completa definizione del processo di riorganizzazione della rete ospedaliera ai sensi del DM n. 70/2015;
- sono rimasti in attesa del, già richiesto, documento programmatorio unico di riorganizzazione della rete territoriale che superi l’attuale disciplina regionale, che risulta  frammentata per le tipologie di pazienti e le intensità di cura;
- hanno evidenziato il mancato adempimento alle prescrizioni riportate dal Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) con riferimento al mantenimento in attività di alcuni Punti Nascita sub standard con volumi di attività > 500 parti/anno. Sono rimasti, pertanto, in attesa delle eventuali e ulteriori valutazioni sulle deroghe da parte del CPNn;
- hanno sollecitato la Regione a concludere, entro breve tempo, il processo di accreditamento definitivo delle strutture che operano per il SSR; 
- riguardo alla spesa farmaceutica hanno invitato la Regione ad incidere maggiormente sul contenimento degli acquisti diretti, cercando di velocizzare le procedure di centralizzazione degli acquisti e/o formalizzando specifiche linee di indirizzo con i medici prescrittori su particolari aree terapeutiche;
- relativamente ai rapporti con gli erogatori privati, hanno chiesto alla Regione di trasmettere un prospetto riepilogativo che evidenzi la correlazione tra i tetti assegnati alle strutture private ed i costi effettivamente sostenuti;
hanno sollecitato la Regione a concludere gli accordi bilaterali per il governo della mobilità sanitaria interregionale. Adempimenti LEA
Con riferimento alla verifica adempimenti, i Tavoli hanno sollecitato la risoluzione delle criticità dell’anno 2016 al fine di non ritardare l’accesso alle quote premiali del FSN.
 
REGIONE SICILIA
Situazione economico-finanziaria
La Regione Sicilia presenta un disavanzo, a conto consuntivo 2017, prima delle coperture, pari a 0,210 mln di euro. Dopo le coperture derivanti prevalentemente dal gettito per maggiorazione delle aliquote IRAP e Addizionale IRPEF – anno 2018 – il risultato di gestione risulta in avanzo di 65,690 mln euro. I Tavoli hanno valutato che tali disponibilità possano rientrare nella disponibilità regionale. Con riferimento allo Stato Patrimoniale 2017, i Tavoli hanno rilevato con preoccupazione, che rispetto all’anno 2016, in cui si era registrato un miglioramento delle rimesse regionali nei confronti del SSR, grazie all’immissione di liquidità di cui alle risorse ex decreto legge n. 35/2013, al 31/12/2017 la situazione mostra nuovamente difficoltà della regione ad erogare con regolarità le risorse di propria spettanza al SSR. Ribadiscono pertanto il mancato rispetto delle percentuali di trasferimento risorse di cui al comma 7, dell’articolo 3 del decreto legge n. 35/2013 e con riferimento ai tempi di pagamento. Erogazione dei LEA
Il punteggio della Griglia LEA, anno 2016 è pari a 163 (livello di sufficienza >160), con le criticità principali ascrivili al settore della prevenzione (con inadeguati livelli di adesione agli screening oncologici), al settore dell’assistenza territoriale, con particolare riferimento all’assistenza residenziale per anziani e disabili, e alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera. (VEDI SCHEDA) Stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018
I Tavoli:
- hanno riscontrato ancora criticità nell’adesione agli screening oncologici e una copertura vaccinale ancora lontana dai target di riferimento;
- sono rimasti in attesa della revisione, già preannunciata diverse volte da parte della Regione, del documento di programmazione regionale della rete ospedaliera(revisione del DA 629/2017) che dovrà essere sottoposto alle valutazioni del Tavolo ex DM 70/15 completo delle reti tempo dipendenti IMA e Politrauma e Stroke;
- riguardo al mantenimento in attività di alcuni punti nascita sub-standard nel numero di parti/anno hanno rappresentato diverse carenze informative sulla documentazione trasmessa, sia con riferimento alle deroghe già concesse da parte del CPNn sia con riferimento alla persistenza di ulteriori punti nascita substandard (con volumi di attività > 500 parti/anno) per i quali non risulta richiesta la deroga o programmata la chiusura;
- hanno evidenziato la mancanza del più volte richiesto documento unico di programmazione dell’offerta territoriale, che classifichi le strutture residenziali e semiresidenziali secondo i livelli di intensità e le diverse tipologie di utenti, in coerenza con il DPCM LEA del 12 gennaio 2017;
- in materia di accreditamento sono rimasti in attesa dell’istituzione dell’Organismo Tecnicamente Accreditante e del completamento delle procedure di accreditamento di tutte le strutture socio sanitarie;
- hanno rammentato alla Regione di trasmettere un prospetto riepilogativo di tutti contratti sottoscritti con le strutture private accreditate per gli anni 2017 e 2018 per ogni setting assistenziale, incluse le strutture a gestione accentrata nonché della definizione delle funzioni assistenziali non tariffabili ai sensi dell’articolo 8-sexies del d.lgs. 502/92;
- sono rimasti in attesa dei Protocolli d’intesa con le Università di Catania, Messina e Palermo, revisionati secondo le osservazioni formulate dai Tavoli tecnici;
- sono rimasti in attesa del piano di fabbisogno di personale di cui all’articolo 1, comma 541, della legge n. 208/2015 elaborato secondo le indicazioni operative di cui alle circolari applicative del Ministero della salute, che comunque potrà essere esaminato solo a seguito della completa definizione della rete ospedaliera. Adempimenti LEA
Con riferimento alla verifica adempimenti, i Tavoli hanno evidenziato il persistere del mancato adempimento (unico) relativo al percorso nascita dell’anno 2015 che non consente alla Regione Sicilia l’accesso alla relativa quota premiale del FSN e diverse criticità ancora presenti nella verifica adempimenti 2016.
 

E’ nato per raccontare cosa significa vivere in modo diverso e stimolare registri di comunicazione innovativi e ad alto impatto emotivo. Parliamo del Festival di cinema internazionale sul tema delle malattie rare “Uno Sguardo Raro”, il cui bando di concorso, per l’edizione 2019, scadrà il prossimo 7 dicembre.

Oltre 500 i lavori presentati da professionisti e non, provenienti da 72 Paesi. L’iscrizione è gratuita. I cortometraggi, italiani e internazionali, dovranno avere la durata massima di 15 minuti, uguale per i cortometraggi di animazione, mentre sono previsti 20 minuti per i documentari. Novità di quest’anno lo spot di 30 secondi dal titolo “Uno sguardo raro”, riservato a tutti gli studenti italiani universitari, di cinema e delle arti e spettacolo, avente come tema il mondo delle malattie rare descritto da diverse angolazioni.

Uno degli obiettivi più importanti del Festival è quello di coinvolgere i giovani filmaker perché il cinema del prossimo futuro non dimentichi il tema delle malattie rare, ma lo racconti al pubblico, arrivando anche a stimolare una maggiore inclusione sociale per questa comunità.

L’appuntamento è a Roma con 4 giorni di eventi: il 31 gennaio e il 1 febbraio 2019 con incontri e proiezioni fuori concorso all’Istituto Roberto Rossellini, e il 2 e 3 febbraio 2019 alla Casa del Cinema, sempre a ingresso gratuito.

I lavori saranno giudicati e premiati da una giuria di qualità presieduta da Gianmarco Tognazzi.

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.unosguardoraro.org.

 

"La rinuncia a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente riguarda circa 2 milioni di persone (3,3% dell'intera popolazione". Mentre "sono oltre 4 milioni le persone che rinunciano per motivi economici". A rinunciare di più sono "i più anziani, tra i 45 e i 64 anni" e "rilevante è l'intreccio tra rinuncia e condizioni economiche". La distribuzione territoriale è "disomogenea, con una maggiore incidenza nelle isole" e, infine, le rinunce sono "più frequenti per le visite specialistiche che non per gli accertamenti".
 
Questi alcuni dei dati forniti dal presidente Istat,  Maurizio Franzini, oggi in audizione alla Camera sulle misure della manovra. Numeri, quelli esposti dall'Istat, che fanno riferimento al 2017 e ridimensionano ancora una volta il dato di 12,2 milioni di italiani che avrebbero rinunciato alle cure per motivi economici sendo una precedente  ricerca .
 

"Ipotizzando costanti sia i tassi di fecondità osservati nel 2017 per ordine di nascita, sia la popolazione femminile residente tra i 15 e 49 anni al 1 gennaio 2018, si stima la nascita di circa 51 mila terzi figli nel 2019. Questo numero era intorno ai 53 mila tra il 2013 e 2015 e intorno a 51 mila tra il 2016 e 2017", ha spiegato Franzini a proposito dell'incentivo previsto in manovra alla nascita del terzo figlio. Franzini ha ricordato che la media di figli per donna, per le nate a metà degli anni 70, è stimata nell'1,4% e che "a livello nazionale la quota di donne senza figli è in continuo aumento da una generazione all'altra: era di circa una su 10 per le nate nel 1950, è cresciuta a circa 1 su 5 per le nate a metà degli anni 70. Parallelamente aumentano, leggermente, le donne con un solo figlio e crolla il numero di donne con almeno due figli". 
  

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