Una carta che invita ad un’alleanza tra chi propone dei servizi e chi ne usufruisce. E’ quanto rappresenta la “Carta della qualità e della sicurezza delle cure per pazienti e operatori sanitari”, un documento presentato recentemente nel corso di un Web Meeting al quale hanno partecipato le più importanti associazioni di categoria, tra cui l’Aris, che operano nel campo dell’assistenza e della sanità e numerosi esperti del settore come Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Giovanni Rezza, Direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute.

Un patto tra le strutture - sanitarie e socio-sanitarie - e la cittadinanza, nel quale ognuno si assume il proprio carico sui temi della sicurezza, qualità, prevenzione, trasparenza, formazione e informazione, vigilanza, contrasto alle infezioni e all’anti-microbico resistenza.

Il progetto, promosso da Cittadinanzattiva, ha preso forma ad un Tavolo di Lavoro che ha coinvolto, in questi mesi, oltre 40 tra associazioni e società scientifiche con lo scopo di condividere gli obiettivi e creare uno strumento che contribuisse a raggiungere livelli sempre più elevati di qualità in materia di sicurezza in campo socio-sanitario. Un impegno congiunto che ha potuto contare su competenze diverse e differenti esperienze.

La qualità e la sicurezza delle cure rappresentano una priorità e uno dei pilastri imprescindibili del nuovo modello di SSN che si sta ridisegnando anche alla luce della recente pandemia. Si tratta di puntare a degli standard ben precisi a cui non è più possibile rinunciare, come ha sottolineato Silvio Brusaferro nel suo intervento. Sono requisiti essenziali che tutte le strutture devono garantire proprio perchè riconosciuti diritti imprescindibili del cittadino. E questo non solo in tempo di covid, periodo nel quale il problema della sicurezza delle cure è divenuto ancora più pressante e drammaticamente attuale.

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) e all’antimicrobico-resistenza (AMR) rappresentano ancora oggi una emergenza sanitaria, e i dati ne danno testimonianza. In Italia si parla di 200mila casi all’anno e di circa 10 mila decessi, numeri che potrebbero contare 10 milioni di morti in più in tutto il mondo nel 2050. 

Per ridurre in modo considerevole il rischio infettivo occorre che ognuno faccia la sua parte. Se le strutture devono mirare a standard sempre più alti in termini di servizi, apparecchiature, organizzazione, considerando il controllo delle ICA e dell’AMR come obiettivo aziendale (e proponendo che diventi un indicatore anche per l’accreditamento), i cittadini dal canto loro dovranno poter accedere facilmente a questo tipo di informazioni, esigere la realizzazione di quanto dichiarato e scegliere così consapevolmente il centro a cui intendono affidarsi. Non più solo lamentele da chi si trova a dover accedere ai servizi sanitari, ma coinvolgimento nel fornire indicazioni preziose su come migliorare la qualità del servizio. “I cittadini parte partecipe del processo di cura”, è stato auspicato nel corso della riunione.

La nuova Carta rappresenta quindi un vero e proprio accordo che innesca un processo virtuoso di miglioramento con le caratteristiche della dinamicità. Un percorso in periodico aggiornamento a seconda delle esigenze, che propone soluzioni pratiche e concrete da adottare per la tutela sia dei pazienti che degli operatori sanitari, e che si pone anche come strumento di autovalutazione e verifica delle procedure adottate. Per questo si muove all’interno di connotati ben precisi come accoglienza, informazione precisa e appropriata, percorsi prestabiliti e idonei per accedere agli edifici, confort degli ambienti, modalità operative che, secondo quanto stabilito nella Carta, devono essere adottate dalle strutture per garantire sicurezza e benessere ai propri utenti. E’ necessario investire per mettere a punto nuove e più efficaci direttive organizzative, attente anche all’aggiornamento periodico del personale sanitario e assistenziale, alla corretta applicazione dei protocolli e delle pratiche cliniche, alla promozione e valorizzazione di team multidisciplinari e multiprofessionali. In sintesi occorre impegnarsi per favorire e accrescere una vera e propria cultura della sicurezza, e in tal senso la Carta rappresenta un prezioso contributo.

  

Sarà Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, a dirigere la commissione voluta dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per la riforma delle RSA.

Alla commissione il compito di esaminare le proposte che dovrebbero portare aria nuova nella organizzazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali, e non solo per ciò che riguarda i requisiti di accreditamento.

“La Commissione rappresenta un prezioso strumento inteso a favorire una transizione dalla residenzialità ad una efficace presenza sul territorio attraverso l’assistenza domiciliare, il sostegno alle famiglie e la telemedicina – ha dichiarato mons. Paglia - L’auspicio è che l’Italia, paese tra i più longevi ed anziani del mondo, possa mostrare un nuovo modello di assistenza sanitaria e sociale che aiuti gli anziani a vivere nelle loro case, nel loro habitat, nel tessuto famigliare e sociale”. 

“Garantire la sicurezza di chi viene curato e di chi cura, è una priorità a cui lavoriamo tutti i giorni investendo sulla ricerca e sulla formazione per rafforzare il nostro Servizio Sanitario Nazionale e tutelare al meglio la salute di tutti i cittadini”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione della Giornata Nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita.

“Dobbiamo fare sempre di più e sempre meglio – ha continuato - anche per questo oggi si celebra la Giornata Nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. È un importante momento di studio e confronto tra istituzioni, enti locali e rappresentanti del mondo scientifico e delle professioni. Questa sera verranno illuminati di arancione numerosi monumenti in tutta Italia”.

“L’Italia ospiterà il prossimo Global Health Summit. Lo ha appena annunciato Ursula von der Leyen d’intesa con Giuseppe Conte – ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza - È bello che l’Italia sia al centro della sfida per costruire una nuova sanità capace di tutelare la salute di tutti”.

 

Nicola Zingaretti, ha firmato l’atto che dispone l’avvio delle procedure di ricerca di medici, infermieri e assistenti sanitari da dedicare all’attività di prevenzione e controllo del covid nelle scuole. E ora l’obiettivo è far estendere la misura a livello nazionale e in modo permanente. Perché l’utilità di un medico scolastico va ben oltre l’emergenza covid.