Poter intraprendere o riprendere un’attività lavorativa o di studio per i soggetti colpiti da gravi cerebrolesioni rappresenta oggi uno degli obiettivi più significativi per i percorsi riabilitativi a lungo termine, e per la ricerca correlata. A questo proposito il centro “S. Maria ai Colli” Fondazione Don Gnocchi di Torino ha al su interno un servizio di psicologia per l’orientamento e l’accompagnamento professionale.

"Nonostante le facilitazioni dettate dalla Legge 68/1999 in materia di assunzioni – spiega Claudia Fazio, responsabile del servizio - le persone con esiti di cerebrolesione acquisita incontrano tuttora notevoli difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro, a continuare i percorsi scolastici e formativi, nonché a mantenere il posto di lavoro che svolgevano prima dell’evento”.

“Il Servizio di Psicologia per l’Orientamento e l’Accompagnamento Professionale (POP) del Centro torinese della Fondazione Don Gnocchi – continua - offre un percorso riabilitativo individuale e/o di gruppo, per la valutazione delle competenze residue ai fini di un inserimento/reinserimento scolastico o lavorativo, avvalendosi di una complessa rete di contatti con numerosi enti territoriali come il Comune di Torino, Centri di formazione professionale, Centri per l'impiego, Servizi socio-assistenziali, scuole, aziende, cooperative, consorzi, agenzie per il lavoro, Servizi Inail e altro ancora”.

Questo percorso di riabilitazione professionale ha dunque varie finalità, tra le quali la valutazione delle capacità residue, degli interessi, delle attitudini, delle competenze professionali (Bilancio delle Competenze) della persona al fine di aumentarne la consapevolezza e fornire adeguate informazioni sul mondo della formazione professionale e il mercato del lavoro; notizie utili queste per definire un progetto mirato e realistico. Si propone inoltre di supportare psicologicamente la persona durante l’intero percorso, monitorando i disturbi cognitivi, comportamentali, relazionali e comunicativi che potrebbero inficiare l’inserimento professionale. Punta anche ad informare gli operatori del territorio, tramite colloqui ed incontri specifici.

«La metodologia utilizzata di tipo esperienziale - conclude Claudia Fazio - prevede spesso il coinvolgimento attivo della persona tramite specifiche simulazioni strutturate (role-play). Questo si dimostra particolarmente indicato per il tipo di problematiche connesse alla sfera cognitiva (disturbi di memoria, attenzione, pianificazione) e comportamentale (anosognosia, disinibizione), poiché consente non solo di apprendere un modello efficace nell’ambito delle tecniche di ricerca del lavoro (curriculum vitae, gestione delle telefonate di lavoro e dei colloqui di selezione), ma di trasferirlo in modo flessibile in contesti anche non unicamente lavorativi».

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