Scrive papa Francesco nella Laudato sì: "Nelle condizioni attuali della società mondiale, dove si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri. [...]" (LS 158). "Laudato sì" è l'enciclica che papa Francesco scrive per consegnare al mondo il suo appello per la difesa della casa comune e dell'intera umanità che Io abita verso una nuova ecologia integrale. Si tratta di una prospettiva nuova: prendere atto che tutto è connesso: l'ambiente naturale, la società e le sue culture, le istituzioni e l'economia.

Il Serafico di Assisi, in occasione dell'annuale Festa in Amicizia vuole farsi portavoce dell'appello di papa Francesco e intende richiamare l'attenzione sulla bellezza del Creato e la necessità della cura della casa comune, creando una grande occasione di relazione a partire dai più fragili: una nuova lode delle creature per il creato.

Il tema della Festa in Amicizia 2018 "I colori della Vita" richiama infatti il "tutto connesso" del Papa.

L'obiettivo della manifestazione è quello di rappresentare San Francesco con un saio particolare, composto da più mani, da più materiali anche grezzi ma frutto dell'attività di tanti partecipanti: simbolicamente, la Festa in Amicizia del Serafico deve diventare l'occasione in cui si abbatte l'esclusione e si consolidano le relazioni a partire da chi vive sulla propria pelle il tema della povertà nelle sue molteplici dimensioni.

L'assemblarsi di colori e materiali in un enorme e grande rappresentazione che si compone e si sviluppa grazie a più mani chiamate a raccolta, sembra essere la risposta allo stimolo del Santo Padre sulle tante tematiche che la povertà sottende.

Nulla appare così coinvolgente come ritrovarsi accanto, ognuno con la propria peculiarità, con il proprio vissuto e con la propria personalità, pronti a condividere un gesto, a restare prossimi uno accanto all'altro, in un atto solidale prima ancora che rappresentativo o artistico.

La sfida è quindi di chiamare a raccolta tante realtà in un intreccio e in un tessuto di relazioni che possa aprire un cammino di consapevolezza e di attenzione rispetto alla vita di chi ci sta accanto e al mondo che ci circonda e che dobbiamo preservare:

  • I disabili e le organizzazioni coinvolti gli uni accanto agli altri nel rafforzare lo spirito di condivisione con il quale il Serafico accompagna verso uno stile di vita piena coloro che sono vittime di patologie invalidanti gravi e complesse;
  • I malati e le strutture sanitarie perché possano ricordarci che l'uomo è fragile, ma che anche sulle vie della malattia si può abbracciare la felicità se non si viene abbandonati alla solitudine.
  • Gli alunni, gli insegnati e le scuole, alunni e insegnanti di ogni età come simbolo dell'istruzione, necessaria per garantire un futuro prospero a chiunque, degno ambito di libertà dove ognuno possa essere dotato degli strumenti necessari per poter scegliere la propria vita e non per subirla semplicemente
  • I detenuti e le carceri per i quali il disegno e l'espressione artistica e la relazione ritrovata con altri, diventano un primo passo verso l'emancipazione e il riscatto da una situazione di difficoltà altrimenti difficilmente superabile
  • Gli anziani e le case di riposo perché possano offrire il loro contributo personale ed esperienziale che troppo spesso li mette ai margini di una società che li considera ormai "inutili" piuttosto che capaci di offrire una guida e una prospettiva di sapienza e di conoscenza;
  • I profughi e le organizzazioni di accoglienza perché, accanto a tutti gli altri, possano farli sentire finalmente parte di una società, coinvolti a pieno titolo in una dinamica non solo di partecipazione pura e semplice ma di vita e di prossimità in cui nessuno si sente minacciato
  • vittima di sottrazioni, ma arricchito da culture e sensibilità diverse.
  • Le famiglie e le organizzazioni di sostegno dato che la famiglia è il primo nucleo attorno al quale si possa rafforzare la relazione più vera e il fronte dal quale partire per sanare qualsiasi carenza e qualsiasi povertà ci affligga
  • La gente comune e le istituzioni religiose e comunali che nel disegno possa trovare non solo la propria libertà di espressione, ma anche la possibilità di essere coinvolti in una vera e propria sfida che possa rappresentare una reazione ideale ai meccanismi di povertà che ci affliggono e che mettono a repentaglio la società e il pianeta.
  • Gli artisti, richiamati ad Assisi per sfidarsi nell'immaginare come caratterizzare un saio richiamandoci alla relazione con la loro straordinaria capacità di inclusione

Per realizzare questa grande opera il Serafico chiede l'adesione di quanti saranno interessati ad unirsi in questa iniziativa. Le eventuali adesioni dovranno pervenire entro il 30 aprile 2018 alla Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per preparare una o più rappresentazioni grafiche (disegno pittura) su tela o su carta (min: formato A3; max 2metri x 2 metri) facendole pervenire entro il 15 maggio 2018 presso l'Istituto Serafico (Viale Guglielmo Marconi, 6 — 06081 ASSISI PG)

Le opere ricevute verranno assemblate in un grande saio di San Francesco nel prato davanti alla basilica Superiore di Assisi e nelle vie limitrofe, il giorno 26 maggio 2018 a partire dalle ore 15.00 nel corso della Festa in Amicizia del Serafico.

 

 

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