Bocciatura dell'Antitrust per la legge Lorenzin, in particolare per la parte riguardante l'istituzione di nuovi Ordini ed Albi professionali. Non passano l'esame anche il Decreto fiscale e la legge di Bilancio che "hanno comportato una battuta d'arresto in tema di concorrenza". In particolare, come già per altro segnalato lo scorso novembre, l'Autorità critica l'introduzione della misura dell'equo compenso. Questi i principali temi di intervento in ambito sanitario contenuti nella relazione annuale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, presentata dal presidente Giovanni Pitruzzella presso la sala Koch del Senato.

Quanto alla legge Lorenzin, in tema di professioni sanitarie: "L'Autorità osserva con preoccupazione l’ampliamento del numero degli ordini professionali in materia sanitaria previsto dalla c.d. Legge Lorenzin, approvata in limine appena prima della chiusura della legislatura. La legge, che ha avuto un lungo iter parlamentare (oltre cinque anni), interviene su un’ampia serie di materie nel settore sanitario, tra cui, per quanto riguarda gli aspetti di maggiore rilevanza concorrenziale, la riforma degli Ordini professionali sanitari esistenti e l’istituzione di nuovi Ordini. Agli Ordini, già esistenti, dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono, infatti, gli Ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (art. 4)".

"Contestualmente, viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini trasformando gli attuali 'Collegi' delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in 'Ordini' delle medesime professioni e relative Federazioni nazionali. Viene, inoltre, introdotta l’area delle professioni sociosanitarie, che va a ricomprendere i preesistenti profili professionali di operatore socio-sanitario (Oss), assistente sociale, sociologo ed educatore professionale. Di rilievo - prosegue la relazione - appare l’introduzione di una procedura aperta per il riconoscimento di nuove professioni: si prevede, infatti, la possibilità di individuare nuove professioni sanitarie, il cui esercizio deve essere riconosciuto in tutto il territorio nazionale, con procedura a carico del Ministero della Salute".

"A fronte di tale riforma, l’Autorità coglie l’occasione per ricordare che in passato è intervenuta più volte proprio in materia di professioni sanitarie, delineando un orientamento specifico nell’ambito di quello generale sulle professioni. In particolare, nei citati interventi di segnalazione, è stata evidenziata la non opportunità di costituire nuovi Ordini professionali e nuovi albi per le professioni sanitarie non mediche se non in casi eccezionali atteso che, sotto il profilo della qualificazione professionale, le esigenze di tutela del consumatore possono essere soddisfatte con la previsione di un apposito percorso formativo di livello universitario obbligatorio, peraltro già previsto dal nostro ordinamento per quasi tutte le professioni citate".

Per tutta risposta l’AIFI scrive sul suo sito : “In riferimento al parere dell’Antitrust su Albi e Ordini, si chiarisce che trattasi appunto di un parere che non può modificare in alcun modo la Legge Lorenzin. Pertanto nulla cambia ora e in futuro rispetto al processo di iscrizione agli Albi delle professioni sanitarie, attesi da decenni, che prosegue peraltro speditamente sul sito https://iscrizioni.alboweb.net/.” L’Aifi evidenzia come “pur rispettando il parere di questa Istituzione, esprimeremo attraverso le vie più opportune le nostre forti perplessità rispetto ai contenuti che non considerano il fondamentale ruolo di Albi e Ordini nel combattere la piaga dilagante dell’abusivismo, vero pericolo per la salute dei cittadini, nonché nel poter intervenire nelle diffuse situazioni di sfruttamento del lavoro di professionisti sanitari. Se la sola formazione universitaria fosse stata sufficiente, come sostenuto nel parere, non avremmo assistito in questi anni al disgustoso dilagare di questi fenomeni”.

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