Il Ministro dell’Economia deve sapere che la sanità è uno degli argomenti più sentiti dai cittadini. E tra l’altro la sanità pubblica è anche uno dei fiori all’occhiello di questo paese come segno di civiltà e progresso e rinunciarvi significa fare un passo indietro. Non si può arretrare”. Il Ministro della Salute, Giulia Grillo a Coffee Break su La7 scalda i motori o lucida l’armatura in vista della prossima Legge di Bilancio lanciando un messaggio diretto al Ministro Giovanni Tria. “Siamo ben consapevoli del quadro – dice Grillo - e anche del fatto che tutto quello che vogliamo fare lo possiamo fare nell’arco dei 5 anni di legislatura. È giusto rassicurare, non siamo dei folli che vogliono distruggere tutto e tutti, però dall’altra parte non si può non riconoscere a un paese sovrano la possibilità d’intervenire con spesa, per esempio sulla sanità o sulle povertà. Interverremo gradualmente e per me la sanità è una priorità”.

E il Ministro della Salute ribadisce anche come il primo settore da cui dragare risorse sarà quello del pharma: “Bisogna partire da un capitolo di spesa che in questi anni è aumentato a dismisura che è quello della farmaceutica. La spesa tra pubblica e privata è arrivata a 31 mld. Negli ultimi anni c’è stata un’inadeguata capacità di contrattare sui prezzi dei farmaci e quello incide, noi solo per il farmaco contro l’epatite C abbiamo speso quasi 2 mld, tra l’altro dati ad una multinazionale, neanche ad un’azienda italiana. Ecco, su queste dinamiche penso che dobbiamo stare attenti perché lì bastano 10-20 euro di differenza sul costo del prezzo di un farmaco per cui si arriva, senza accorgersene a spendere centinaia di milioni di euro”.Insomma il ragionamento è chiaro: “Bisogna ridimensionare, governandoli meglio, alcuni settori di spesa e investire di più per esempio sulla medicina del territorio”.

Un messaggio la Grillo lo riserva anche a Farmindustria: “Siamo orgogliosi di avere questa capacità industriale e la vogliamo aiutare e implementare anche su export dove possiamo fare tantissimo e sarà una mission del mio Dicastero. Ma dall’altra parte però abbiamo speso tanti soldi rispetto ad una multinazionale che non produce in Italia. Quindi stiamo attenti a questa differenza che è importante”.

E sempre sul pharma Grillo ha parlato anche che della selezione per il Direttore generale di Aifa: “Il termine è scaduto e voglio ricordare che non ero obbligata a fare una selezione pubblica. La modalità è sempre stata quella di decidere nelle stanze chiuse del Ministero. Ma io volevo dare la possibilità anche a chi non conosco di presentare il curriculum. Ne sono arrivati circa un centinaio (sono per la precisione 93 come ha poi scritto il Ministro sul sito del Ministero), alcuni di altro profilo, e li stiamo già cominciando a valutare con l’ausilio degli esperti”.

Altro tema caldo affrontato da Grillo è quello delle liste d’attesa che s’intreccia con quello delle competenze tra Stato e Regioni. “L’organizzazione della sanità è regionale ma il compito dello Stato è quello di assicurare che le Regioni eroghino i servizi ai cittadini, quindi il mio compito sarà quello di essere la ‘maestra cattiva’ che interviene laddove ci sono delle gravi criticità. Io non ho un potere diretto ma posso esercitare una moral suasion e su questo so di poter contare sul presidente della Repubblica che è molto sensibile al tema delle liste d’attesa e della sanità in generale, per far capire ad assessori regionali e manager sanitari che il tema delle liste d’attesa non è secondario perché è fondamentale per l’accesso alle cure”.

Ma Grillo non vuol passare per una fattucchiera: “Miracoli non ne faccio non ho la bacchetta magica ma assicuro che il mio impegno sarà una garanzia per i cittadini, non arretrerò di un millimetro. Il tema delle liste d’attesa è stato abbandonato per anni, basti pensare che l’ultimo piano delle liste d’attesa è quello del 2010-2012. A settembre inoltre partiremo con un canale diretto telefonico dove i cittadini potranno segnalarci queste situazioni abnormi, penso ai malati oncologici”.

Grillo però è andata a fondo nella questione: “Il problema delle liste d’attesa è che ci sono alcune realtà che pagano la carenza personale dovuta a delle politiche economiche fortemente restrittive, e poi c’è un grande aspetto organizzativo, noi abbiamo bisogno all’interno della sanità di persone più preparate e formate dal punto di vista della gestione e dell’organizzazione perché la sanità è un’azienda ad altissima complessità umana, tecnologica e contabile. In Italia purtroppo i più i bravi tendono ad andare a lavorare nelle realtà che già funzionano”.

E per questo il Ministro ha annunciato la possibilità di meccanismi premiali a chi lavora in zone disagiate (accogliendo tra le righe la proposta fatta recentemente dal presidente di Fiaso): “Bisogna immaginare dei meccanismi premiali perché si impegna in territorio complicati è giusto che abbia una premio in più”.

Altre questioni sempre calde sono quelle della carenza medici e quella della formazione. “Non registriamo non una mancanza di medici in generale – sottolinea Grillo - c’è invece una carenza di medici con i titoli, noi abbiamo da 20 anni questo problema e io mi impegnerò come un ‘bulldozer’. Non è possibile avere laureati che non possono accedere al titolo di specialità, che è necessario per fare i concorsi. Voglio creare un unico canale che passa dalla laurea alla formazione senza quello stop che è arcaico. Non c’è più in tutta Europa il medico-studente, c’è il medico laureato, abilitato all’esercizio della professione che entra direttamente nel mondo del lavoro”. E sul punto rassicura anche le perplessità dell’Anaao: “Li rassicuro, non faremo doppi canali formazione-lavoro”.

Non poteva mancare il tema vaccini. “Abbiamo (M5s e Lega) sempre criticato il dl Lorenzin, soprattutto per le modalità con cui è stato attuato, perché siamo passati da una situazione di tranquillità sui vaccini ad una emergenza vaccini. C’era solo l’epidemia del morbillo e invece sono stati introdotti 10 vaccini obbligatori. Il calo vaccinale c’era stato ma non è stato all’improvviso, si doveva intervenire prima e si è deciso di farlo con un decreto molto aggressivo. Ora noi vogliamo introdurre un sistema che sia più fondato su di un’alleanza medico-cittadino, e non su quello basato sul ‘ti frusto se non ti vaccini’. I vaccini sono utili e servono a prevenire conseguenze invalidanti di malattie terribili se non addirittura la mortalità, penso al tetano. Il cittadino, se glielo spieghi, lo capisce e per questo vogliamo assumere questo approccio. Poi è chiaro che se c’è epidemia come il morbillo, i cui numeri sono molto alti anche quest’anno, in quel caso preferiamo essere un po’ più drastici e arrivare con il tempo alla fase della raccomandazione. Su altre coperture invece è possibile intervenire con un atteggiamento molto più di alleanza”. In ogni caso Grillo rassicura: “Non bisogna fare terrorismo psicologico, per esempio dicendo che i vaccini fanno venire le malattie, perché non è vero, i vaccini le prevengono”.

Grillo ha affrontato anche il fenomeno crescente della violenza sugli operatori sanitari.”C’è un grande disagio sociale delle persone – ha detto -. I cittadini hanno perso molti punti di riferimento e sentono lontane le istituzioni. La sanità pubblica in questo senso è uno degli ultimi baluardi dello Stato. Poi c’è il problema dei Pronto soccorsi che sono quelli che hanno pagato di più i tagli e sono periodicamente sovraffollati e c’è grande carenza organizzativa, si pensi al fatto ai molti codici verdi che non sono le emergenze e i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari sono sovraccarichi. Per questo invito i cittadini che si innervosiscono a non prendersela con gli operatori sanitari che sono vittime anche loro. Casomai se la devono prendere con chi non sa organizzare. Possiamo mettere più forze dell’ordine e lo faremo ma non è così che si risolve il problema sovraffollamento dei Ps. Spero ad ottobre al massimo di avere pronto uno schema di decreto”.

Ma il Ministro ha detto la sua anche sul Decreto Dignità: “Ci aspettiamo critiche profonde da parte di tutti perché stiamo facendo un governo del cambiamento e quando c’è un cambiamento c’è sempre una parte della società che reagisce. Io so anche che ci sono molti imprenditori, che forse hanno meno capacità di venire allo scoperto a livello di potenza mediatica, che invece approvano questo decreto perché ci sono delle misure che sono a beneficio delle imprese, per esempio tutta la parte della sburocratizzazione, l’abolizione di una serie di misure come lo spesometro, ma anche il fatto di premiare le aziende che non delocalizzano. Poi sulla questione dei contratti stiamo cercando di ristabilire un equilibrio che si era perso con il Jobs Act perché si è passati da un Art. 18 che era fortemente ingessato e iper protettivo a una totale precarietà nel mondo del lavoro. Io credo che in media stat virtus”.

Infine, chiusura di trasmissione con polemica nei confronti del suo predecessore a Lungotevere Ripa. Alla domanda del conduttore Andrea Pancani sul fatto se ci dovesse essere discontinuità a tutti costi con la gestione di Beatrice Lorenzin, la Grillo è secca: “Secondo me sì”. (da QS)

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