Nella vicenda dei migranti che sbarcano in Italia è centrale il tema della salute che va tutelata comunque e sempre. L’esperienza dei medici iscritti al nostro sindacato e impegnati negli ospedali italiani ci dice che sono sempre più numerosi i migranti affetti da tubercolosi e malaria e ancor più frequente la scabbia”. A dichiararlo, in una nota, Alessandro Garau, segretario generale del Coas Medici dirigenti.

“Le forme di importazione - aggiunge Garau - con cui si presentano sia la Tubercolosi che la Malaria, sono forme diverse da quelle riscontrate in passato in Italia; sono ambedue forme solitamente più resistenti alle abituali terapie. La più pericolosa nel determinare eventuali nuove endemie, è sicuramente la malaria che potrebbe ripresentarsi nelle zone dove è già presente stabilmente l’anofele, nelle cui ghiandole salivari diventa ospite il plasmodio della malaria. Ancor più grave il fatto che i nuovi ceppi di plasmodio siano diventati chinino-resistenti. Anche per la tubercolosi, sono stati osservati ceppi resistenti ai farmaci antitubercolari”. “Questo non significa – conclude Garau – che siamo di fronte ad un’emergenza, ma occorre comunque monitorare con estrema attenzione la situazione. La clandestinità di queste persone può rendere particolarmente difficile la prevenzione della diffusione e la successiva cura. E’ fondamentale che chi viene accolto venga seguito dal punto di vista medico anche dopo la prima fase emergenziale per evitare che queste malattie si diffondano”.

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