“Bullyctionary” è una iniziativa nata da una nuova collaborazione tra Generali Italia e Informatici Senza Frontiere Onlus (ISF), che già nel 2015 avevano lavorato insieme al progetto di volontariato d’impresa: “Minori e la rete”.

Generali Italia, compagnia assicurativa del Gruppo Generali, è costantemente impegnata ad avere un ruolo attivo, volto a migliorare la vita delle persone, dentro e fuori la propria azienda, e a creare un impatto positivo sulle comunità e sul territorio (ne è un concreto esempio l’iniziativa Welfare Index PMI).

Informatici Senza Frontiere Onlus è una realtà nata nel 2005 con l’intento di promuovere il rispetto della dignità umana e la solidarietà attraverso un uso intelligente e sostenibile della tecnologia. I soci mettono a disposizione le proprie competenze e passioni per realizzare progetti senza scopo di lucro, in Italia e all’estero, in cui le competenze nelle tecnologie informatiche e nelle comunicazioni possano contribuire al superamento di realtà discriminatorie ed emarginanti.

Questi interlocutori hanno unito il loro impegno presentando “Bullyctionary”: il primo dizionario online scritto con i ragazzi, che raccoglie e monitora le parole più utilizzate dai bulli in rete. Il progetto risponde proprio all’emergenza crescente del cyberbullismo. In rete – più che nell’interazione personale - le parole vengono usate spesso con leggerezza, dimenticando il peso e le conseguenze che possono avere nella vita reale delle persone. I destinatari dell’iniziativa sono principalmente i giovani tra i 10 e i 14 anni, una fascia d’età considerata particolarmente a rischio, e le loro famiglie, che non sempre sono informate in maniera adeguata rispetto al fenomeno.

I dati Ipsos per Save the Children - riportati all’interno del sito di Bullyctionary - parlano chiaro: il 72% dei ragazzi intervistati riconosce il cyberbullismo come un evento tangibile; il 5% considera gli episodi di bullismo un’esperienza regolare e consueta; l’80% riconosce la scuola come ambiente in cui avvengono con più frequenza, mentre il 61% dei casi di bullismo avvengono sui social network. Questo genera conseguenze preoccupanti nei giovani: tra le vittime il 65% perde la voglia di socializzare e nel 38% dei casi viene compromesso il rendimento scolastico.

“Bullyctionary” intende sensibilizzare sul tema anche raccogliendo storie ed esperienze realmente accadute che possono aiutare a utilizzare la rete in modo consapevole e responsabile. Il progetto prevede anche incontri, promossi nelle Agenzie di Generali in tutta Italia, rivolti alle famiglie per informare, sensibilizzare ed educare sul fenomeno del cyberbullismo, grazie al team di esperti - composto da informatici ISF e psicologi - che faciliteranno la corretta lettura dei temi legati al bullismo e delle dinamiche del mondo dei ragazzi.

“Bullyctionary” è un progetto aperto e collaborativo a cui tutti possono aderire candidando una o più parole sul sito e partecipando agli incontri sul territorio.

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