Deprimente. Deprimente è il quadro della situazione “liste di attesa” come disegnato dai primi 4 mesi di sperimentazione del numero telefonico 1500 voluto dalla Ministra Grillo per segnalare le criticità delle “liste d’attesa” per ottenere una prestazione dal Servizio Sanitario Nazionale. Tempi biblici (soprattutto nelle grandi città come Roma, Milano e Napoli), disservizi del Cup, prescrizioni che non riportano sempre l’indicazione di primo accesso o controllo e se di primo accesso che non indicano la classe di priorità che viene a volte indicata per i controlli. E ancora, sono in pochi i cittadini che accedono ai siti istituzionali, regionali, aziendali per informarsi e chi lo ha fatto ha riferito che le informazioni presenti sui siti web delle ASL non risultano complete, chiare ed efficaci.

Circa 1800 sono state le telefonate raccolte dal numero verde salute, 1500 appunto, sul tema delle liste di attesa dal giorno di attivazione del servizio, 8 ottobre, al 31 dicembre, in orario di operatività (dalle ore 10.00 alle ore 16.00). Circa 8000 sono i cittadini che hanno contattato il servizio nell’arco delle 24 ore, utilizzando le informazioni fornite dal messaggio della segreteria telefonica dopo la chiusura del servizio. Le regioni e ASL maggiormente segnalate per eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso, sono risultate: Lazio 22.4% (RM 2, RM 1 e Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini), Lombardia 11.2% (ATS della città metropolitana di Milano, ATS della Brianza, ASST Papa Giovanni XXIII), Campania 9.7% (ASL Napoli 3 sud, ASL Napoli 1 centro, Azienda Ospedale G. Rummo), Sicilia 9.7% (ASP Catania, ASP Palermo, ASP Ragusa), Emilia Romagna 8.3% (AUSL Bologna, Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna, AUSL di Ferrara).

Le regioni e ASL segnalate per le prestazioni di controllo sono risultate: Lazio 25.4% (Policlinico Umberto I, RM 2, Frosinone, Latina,), Sicilia 10.1% (ASP Catania, ASP Messina, Azienda Ospedaliera Universitaria P. Giaccone, ASP Caltanissetta), Lombardia 10.1% (ATS della città metropolitana di Milano, ATS della ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Spedali Civili di Brescia, ASST Fatebenefratelli Sacco), Toscana 8.1% (Azienda USL Toscana centro, Azienda USL Toscana nord ovest, Azienda USL Toscana sud est).
Evidentemente il numero delle telefonate è correlato al numero di abitanti. Infatti il 59% delle telefonate provenienti dal Lazio è stata effettuata dai cittadini di Roma (2,873 milioni di abitanti nel 2017). Anche il dato della Lombardia risulta correlato con la popolazione residente. Infatti solo il 22% delle telefonate provenienti da questa regione è stato effettuato da Milano (1,352 milioni di residenti nel 2017) il rimanente 78% proviene dall’hinterland milanese e dalle province della regione. Tuttavia risultano eclatanti i casi nei quali l’attesa per effettuare indagini con classe di priorità assume tempi “biblici” ad esempio: ecografia addome (controllo) presso ASL RM 1 poliambulatorio via Lampedusa (un anno di attesa); mammografia (controllo) ASL Monza Brianza superiore ad un anno.

Se vengono prese in considerazione le segnalazioni per l’eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso, si osserva che provengono dalla regione Lazio (22.4%), prevalentemente da Roma e riguardano le ASL RM 2, RM 1 e Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini”.