Incredibile ma vero: anche le epidemie di influenza sembrano essere causate da quello che mangiamo.  Almeno stando agli studi del dottor dottor Robert Freeborn della Michigan State University, - gli studi del noto scienziato americano studi saranno presentati al congresso dell’American Society for Pharmacology and Experimental Therapeutics. – è stato individuato un additivo usato nella catena di conservazione alimentare in grado di distruggere il nostro sistema di difesa immunitaria, annientando le difese contro i virus influenzali.  La sua sigla è tBHQ; si tratta di un additivo usato per prevenire il deterioramento dei cibi; nell’industria alimentare viene utilizzato in particolare come conservante e stabilizzante degli oli vegetali insaturi e di molti grassi animali commestibili; non causa scolorimento e non altera le caratteristiche organolettiche. Nell’elenco degli ingredienti viene indicato anche con la sigla E319.

Una semplice regola per evitare l’introduzione di quantità eccessive di questo additivo è dunque quella di consumare cibi freschi e a basso contenuto di grassi. Il tBHQ è presente nei grassi e negli oli processati (es. olio di canola), negli oli utilizzati per friggere soprattutto in alcuni ristoranti (fast food), nel pesce surgelato (anche in elevate concentrazioni), in alcune marche di latte di soia.

Il tBHQ è autorizzano come additivo alimentare in Europa. A complicare le cose c’è il fatto che non sempre la presenza di tBHQ è chiaramente indicata nell’etichetta alimentare; questo succede soprattutto quando questo additivo è contenuto ad esempio nell’olio utilizzato per friggere le patatine. “Dato che il tBHQ è utilizzato soprattutto come stabilizzatore dei grassi – consiglia Freeborn – seguire una dieta a basso contenuto di grassi, riducendo il consumo di snack processati, aiuterà automaticamente a ridurre il consumo di tBHQ”.