“Facciamo educazione civica sanitaria nelle scuole per insegnare le buone regole dell’igiene e i governi trovino soluzioni per premiare le aziende che promuovono ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici”. Questo l’appello degli infettivologi italiani, riuniti recentemente a Napoli per il 10° Congresso Nazionale della SITA – Società Italiana di Terapia Antinfettiva.

In Italia il fenomeno della resistenza microbica agli antibiotici appare sempre più preoccupante, con un triste primato in Europa di oltre 10.000 decessi l’anno correlati ad infezioni da batteri resistenti. Quasi il 5% dei pazienti ricoverati è colpito da un’infezione che non può essere trattata con i comuni antibiotici.

Proprio in questi giorni in Toscana si è registrato l’episodio endemico del New Delhi Metallo beta-lactamase, a cui si devono 75 pazienti colpiti e 32 decessi. Non è la prima volta che il nuovo ceppo di batteri intestinali (Escherichia Coli e Klebsiella) è isolato in Italia, ma non è mai successo che si siano verificati tanti casi in così poco tempo.

E’ necessario, a parere degli esperti, tornare ad insegnare le buone regole dell’igiene - soprattutto in ambito scolastico - primo baluardo per arginare la diffusione di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e indirizzare ad un buon uso degli antibiotici.

Opportuno perciò cominciare dalle scuole primarie con l’educazione civica in ambito sanitario:

  • lavaggio frequente e accurato delle mani durante la giornata;
  • mettere la mano o un fazzoletto davanti alla bocca quando si starnuta;
  • stare in casa con l’influenza;
  • uso appropriato degli antibiotici solo dietro prescrizione del medico di famiglia;
  • non assumere antibiotici per il raffreddore o la comune influenza;
  • usare gli antibiotici rispettando i dosaggi e i tempi prescritti dal medico di famiglia;
  • completare sempre il ciclo di trattamento anche se ci si sente meglio.

 

Altro importante appello è rivolto ai governi e alle Istituzioni perché trovino soluzioni per premiare le aziende farmaceutiche che investono in ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici.